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Emettere una fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI)

Le fatture tra soggetti residenti o stabiliti in Italia sono elettroniche: un file XML inviato al cliente attraverso il Sistema di Interscambio (SdI), altrimenti la fattura si considera non emessa. Il SdI controlla il file e, se i controlli sono superati, lo recapita all'indirizzo telematico indicato nella fattura; in ogni caso restituisce a chi l'ha trasmesso una ricevuta di scarto, di consegna o di impossibilità di recapito. L'Agenzia delle Entrate offre gratuitamente una procedura web, un software per PC e l'app FatturAE per predisporre e inviare il file.

Aggiornato per il 2026 — verificato il 24 settembre 2026Procedura ufficiale, senza moduloGuida: circa 15 min

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Scadenze

Da pochi minuti a un massimo di 5 giorni
Tempo con cui il SdI esegue i controlli e consegna la fattura, secondo il numero di fatture in elaborazione
Dopo una ricevuta di scarto
Correggere l'errore e inviare di nuovo il file: la fattura scartata non è mai stata emessa

Documenti da preparare

  • Credenziali SPID, CIE, CNS o Fisconline/Entratel per il portale Fatture e Corrispettivi
  • Partita Iva o codice fiscale del cliente
  • Codice destinatario di 7 caratteri o indirizzo PEC comunicato dal cliente
  • Descrizione, quantità e importi dei beni o servizi, con l'aliquota Iva o la natura dell'operazione
Vedi la procedura sul sito ufficiale

A questa procedura non è associato alcun modulo: il link porta alla pagina ufficiale che la descrive.

Cosa ti offre questa pagina

La guida qui sopra e il link al sito ufficiale. ActioFin non produce alcun documento per questa pagina: ciò che compili o presenti avviene sul canale ufficiale.

A chi si applica

  • I soggetti Iva che cedono beni o prestano servizi ad altri soggetti residenti o stabiliti in Italia, sia verso imprese e professionisti (B2B) sia verso consumatori finali (B2C)
  • Chi fattura alla Pubblica Amministrazione, obbligo in vigore dal 31 marzo 2015, secondo le regole del Decreto Ministeriale n. 55/2013 e non quelle del provvedimento del 24 novembre 2022
  • I contribuenti in regime forfettario, che compilano campi specifici (regime fiscale, natura dell'operazione, causale)
  • Per le fatture verso soggetti esteri la fattura elettronica è facoltativa: chi non la emette trasmette i dati con l'esterometro

Esempio concreto

Sara Colombo, ceramista in regime forfettario, fattura un ristorante

Sara vende a un ristorante di Torino, società con partita Iva, trenta piatti per 1.200 euro. Nella procedura web del portale Fatture e Corrispettivi inserisce i dati del cliente, di cui la procedura verifica subito l'esistenza in Anagrafe Tributaria, e il codice destinatario di 7 caratteri che il ristorante le ha comunicato. Come forfettaria indica il regime fiscale forfettario, l'aliquota Iva 0% con natura "Non soggette - altri casi" e la causale che cita l'articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014. La fattura è soggetta all'imposta di bollo: attiva "Bollo virtuale" e l'importo totale del documento diventa 1.202 euro. Invia il file XML; il SdI supera i controlli, recapita la fattura e le restituisce una ricevuta di consegna con l'identificativo IdSdI e la data di ricezione.

Come compilarlo, passo dopo passo

  1. Scegliete lo strumento: la procedura web del portale Fatture e Corrispettivi (accesso con SPID, CIE, CNS o credenziali Fisconline/Entratel), il software gratuito per PC, l'app FatturAE o un software privato conforme alle specifiche tecniche.
  2. Al primo utilizzo della procedura web verificate i vostri dati di fornitore nella sezione "I miei dati", recuperati dall'Anagrafe Tributaria: tutti modificabili tranne la partita Iva.
  3. Inserite i dati del cliente e compilate il campo "Codice destinatario": il codice di 7 caratteri comunicato dal cliente, oppure "0000000" con la sua PEC nel campo "PEC Destinatario", oppure "0000000" da solo se il cliente è un consumatore finale o non vi ha comunicato né codice né PEC.
  4. Compilate i dati della fattura (tipo documento, numero, data, divisa) e, nell'area "Beni e servizi", natura, quantità e qualità dei beni o servizi, imponibile, aliquota e imposta, oppure il codice di natura dell'operazione se non è imponibile; confermate l'importo totale del documento.
  5. Nella sezione "Verifica dati" ricontrollate tutto, salvate il file nel formato XML obbligatorio ed eventualmente sigillatelo, poi inviatelo al SdI.
  6. Controllate la ricevuta nell'area Fatture e Corrispettivi: con una ricevuta di scarto correggete l'errore e reinviate; con una ricevuta di impossibilità di recapito avvisate il cliente, per altra via, che la fattura è a sua disposizione nella sua area riservata.

Da sapere

  • Il SdI verifica i dati minimi obbligatori dell'articolo 21 o 21-bis del Dpr n. 633/1972, l'esistenza in Anagrafe Tributaria della partita Iva del fornitore e della partita Iva o del codice fiscale del cliente, la presenza del codice destinatario, la coerenza tra imponibile, aliquota e imposta, e che il file non sia un duplicato.
  • La firma digitale non è obbligatoria: il SdI accetta anche file non firmati, ma se il file è firmato ne controlla il certificato.
  • Per il fornitore la fattura si considera emessa sia con la ricevuta di consegna sia con quella di impossibilità di recapito; per il cliente l'Iva è detraibile dalla data di consegna, o dalla presa visione nell'area riservata se il recapito non è riuscito.
  • Oltre ai servizi dell'Agenzia, il file XML si può inviare come allegato di una PEC all'indirizzo sdi01@pec.fatturapa.it, o attraverso un canale SFTP o Web Service accreditato presso il SdI, riservato a chi trasmette volumi molto rilevanti.
  • Il forfettario professionista aggiunge la causale di non assoggettamento alla ritenuta d'acconto e i dati della cassa previdenziale; nel portale esiste un template per forfettari con questi campi già precompilati.
  • Al cliente consumatore finale va rilasciata una copia informatica o analogica della fattura, ricordandogli che l'originale è quella elettronica, consultabile nella sua area riservata.

Errori frequenti

  • Inviare la fattura al cliente per e-mail o in PDF invece che tramite il SdI: senza SdI la fattura si considera non emessa, e il file da trasmettere è l'XML, non il PDF.
  • Lasciare vuoto il campo "Codice destinatario": il SdI lo controlla e scarta la fattura.
  • Indicare una partita Iva o un codice fiscale del cliente inesistenti in Anagrafe Tributaria: la fattura viene scartata.
  • Dopo uno scarto, emettere una nuova fattura con un altro numero: l'Agenzia consiglia di ricompilarla con la stessa data e numerazione, cambiando però il nome del file se non si usa la procedura web.
  • Dimenticare di avvisare il cliente dopo una ricevuta di impossibilità di recapito: la fattura resta non ancora definitivamente ricevuta finché il cliente non la prende in visione.

Domande frequenti

Cosa succede se il SdI scarta la fattura?

Invia a chi l'ha trasmessa una ricevuta di scarto con il codice errore e una sintetica descrizione. La fattura non è mai stata emessa: occorre correggere l'errore e trasmettere di nuovo il file.

Quanto tempo impiega il SdI a consegnare la fattura?

Da pochi minuti a un massimo di 5 giorni, se il numero di fatture in elaborazione è molto elevato.

Che codice destinatario uso se il cliente è un privato?

Il valore "0000000". Il SdI mette la fattura a disposizione del cliente nella sua area riservata, e voi gli consegnate una copia informatica o cartacea.

La fattura elettronica va firmata digitalmente?

No: per le fatture verso soggetti Iva o consumatori finali il SdI accetta anche file non firmati. Se il file è firmato, il SdI controlla la validità del certificato di firma.

Devo pagare un software per emettere fatture elettroniche?

No: l'Agenzia delle Entrate mette a disposizione gratuitamente una procedura web, un software per PC e l'app FatturAE, pensati per chi emette un numero contenuto di fatture. Si possono usare anche software privati conformi.

Per approfondire

Fonti ufficiali

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Questo argomento in altri paesi

Ogni paese applica il proprio diritto: queste pagine sono scritte nella sua lingua e lette sulle sue fonti ufficiali.

Guida e documento forniti a solo scopo informativo; non costituiscono una consulenza legale o fiscale personalizzata. Fa fede soltanto la decisione dell'ente destinatario: verificane i requisiti e, se necessario, rivolgiti a un professionista abilitato.