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Versamento dell'Irpef con F24: saldo e acconti

L'Irpef si versa con il modello F24: ogni anno il saldo dell'anno precedente e un acconto per l'anno in corso. Salvo proroghe, saldo e prima rata di acconto vanno pagati entro il 30 giugno dell'anno in cui si presenta la dichiarazione, oppure nei 30 giorni successivi con una maggiorazione dello 0,40%; la seconda o unica rata di acconto entro il 30 novembre.

Aggiornato per il 2026 — verificato il 24 settembre 2026Procedura ufficiale, senza moduloGuida: circa 20 min

Questo contenuto fa parte del percorso: Professionista con partita Iva e ritenute· Passaggio 11 di 11· Ultimo passaggio del percorso

Scadenze

30 giugno dell'anno della dichiarazione
Saldo dell'anno precedente ed eventuale prima rata di acconto (40%), salvo proroghe
Entro i 30 giorni successivi al 30 giugno
Stessi importi maggiorati dello 0,40%
30 novembre dell'anno d'imposta
Seconda rata di acconto (60%), oppure unico versamento se l'acconto è inferiore a 257,52 euro

Documenti da preparare

  • Dichiarazione dei redditi dell'anno (Redditi PF o 730 senza sostituto d'imposta) con l'imposta a debito
  • Codice fiscale del contribuente
  • Credenziali SPID, CIE o CNS per F24 Web, oppure accesso all'home banking
  • Importi degli acconti già versati per l'anno precedente
Vedi la procedura sul sito ufficiale

A questa procedura non è associato alcun modulo: il link porta alla pagina ufficiale che la descrive.

Cosa ti offre questa pagina

La guida qui sopra e il link al sito ufficiale. ActioFin non produce alcun documento per questa pagina: ciò che compili o presenti avviene sul canale ufficiale.

A chi si applica

  • Chi presenta il modello Redditi Persone fisiche e ha un'imposta a debito: tutti i contribuenti pagano le imposte tramite il modello F24
  • Chi presenta il modello 730 senza sostituto d'imposta: si applicano le stesse modalità di pagamento del modello Redditi PF
  • Non versa da sé chi presenta il 730 con un sostituto d'imposta: saldo e acconti sono trattenuti sullo stipendio o sulla pensione a partire da luglio
  • L'acconto è dovuto solo se l'imposta dichiarata, al netto di detrazioni, crediti d'imposta, ritenute ed eccedenze, supera 51,65 euro
  • I soggetti non residenti possono pagare anche con altre modalità, per esempio con bonifico bancario

Esempio concreto

Chiara Longo, dichiarazione 2026 senza sostituto d'imposta

Chiara presenta nel 2026 la dichiarazione dei redditi 2025. Tolte detrazioni, crediti e ritenute, la sua Irpef dichiarata è di 1.800 euro e nel 2025 non ha versato acconti: il saldo 2025 è quindi di 1.800 euro. Poiché 1.800 euro superano 51,65 euro, deve anche un acconto per il 2026, pari al 100% dell'imposta dichiarata, cioè 1.800 euro. L'acconto supera 257,52 euro e si divide in due rate: 720 euro (40%) entro il 30 giugno 2026 insieme al saldo, per un totale di 2.520 euro, e 1.080 euro (60%) entro il 30 novembre 2026. Se paga a luglio, entro i 30 giorni successivi, versa 2.520 euro maggiorati dello 0,40%, cioè 2.530,08 euro.

Come compilarlo, passo dopo passo

  1. Ricavate dalla dichiarazione l'imposta a saldo e verificate che l'imposta dichiarata, al netto di detrazioni, crediti, ritenute ed eccedenze, superi 51,65 euro: solo allora è dovuto l'acconto.
  2. Calcolate l'acconto: il 100% dell'imposta dichiarata, oppure l'imposta inferiore che prevedete di dovere per l'anno in corso.
  3. Dividete l'acconto: unica rata entro il 30 novembre se è inferiore a 257,52 euro, altrimenti 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre (rate uguali per i soggetti Isa e forfetari).
  4. Compilate la sezione Erario del modello F24: codice fiscale e dati anagrafici del contribuente, codice tributo di ciascun importo, anno di riferimento a quattro cifre e "0101" nella colonna rateazione per gli importi pagati in unica soluzione.
  5. Indicate gli importi con due decimali, arrotondando al centesimo per eccesso se la terza cifra è pari o superiore a 5 e per difetto altrimenti.
  6. Pagate entro la scadenza: in via telematica se siete titolari di partita Iva, oppure con l'F24 cartaceo in banca, alla posta o presso l'Agenzia delle Entrate-Riscossione se non lo siete.

Da sapere

  • L'acconto non deve per forza essere il 100% dell'imposta dell'anno precedente: la pagina dell'Agenzia ammette l'imposta inferiore che il contribuente prevede di dover versare per l'anno successivo.
  • Per i soggetti Isa e per i forfetari la ripartizione è diversa: due rate di pari importo (30 giugno e 30 novembre), e un unico versamento entro il 30 novembre se l'importo totale dovuto non supera 206 euro.
  • Il servizio F24 Web dell'Agenzia è gratuito: il pagamento avviene con un ordine di addebito sul conto corrente alla data di scadenza indicata, anche se la delega è trasmessa in anticipo, e si può chiedere l'annullamento fino al terzultimo giorno lavorativo prima di quella data.
  • Chi compensa crediti d'imposta nell'F24 deve presentarlo esclusivamente tramite i servizi telematici dell'Agenzia, e l'F24 "a saldo zero" va sempre presentato per via telematica.
  • Gli scaglioni e le aliquote dell'Irpef non sono ripetuti qui: li porta il calcolatore irpef-scaglioni, con le sue fonti. Questa scheda riguarda il versamento, non il calcolo dell'imposta.

Errori frequenti

  • Sbagliare il codice tributo, il periodo di riferimento o il codice fiscale: sono gli errori più frequenti secondo l'Agenzia, che per correggerli mette a disposizione il servizio Civis F24.
  • Dimenticare l'acconto quando si paga il saldo: a giugno scadono insieme il saldo dell'anno precedente e la prima rata di acconto dell'anno in corso.
  • Pagare in contanti allo sportello essendo titolari di partita Iva: per loro l'F24 va presentato esclusivamente con modalità telematiche.
  • Pagare a luglio l'importo di giugno senza la maggiorazione dello 0,40%.
  • Scrivere "70" invece di "70,00": gli importi vanno sempre indicati con le prime due cifre decimali, anche se pari a zero.

Domande frequenti

Quando si paga il saldo Irpef?

Salvo proroghe, entro il 30 giugno dell'anno in cui si presenta la dichiarazione, oppure entro i 30 giorni successivi pagando una maggiorazione dello 0,40%.

Quando è dovuto l'acconto Irpef?

Se l'imposta dichiarata nell'anno, una volta sottratti detrazioni, crediti d'imposta, ritenute ed eccedenze, è superiore a 51,65 euro. È pari al 100% dell'imposta dichiarata oppure all'imposta inferiore che il contribuente prevede di dovere.

L'acconto si paga in una o due rate?

In un unico versamento entro il 30 novembre se è inferiore a 257,52 euro; altrimenti in due rate, il 40% entro il 30 giugno e il 60% entro il 30 novembre. Soggetti Isa e forfetari versano due rate di pari importo, o un'unica rata entro il 30 novembre se il totale non supera 206 euro.

Chi ha presentato il 730 deve usare l'F24?

Solo se non ha un sostituto d'imposta. Con un sostituto, gli importi risultanti dalla dichiarazione sono trattenuti o rimborsati direttamente sullo stipendio o sulla pensione a partire da luglio.

Posso pagare l'F24 in banca con il modulo cartaceo?

Sì, se non siete titolari di partita Iva e non compensate crediti: l'F24 cartaceo si presenta in banca, alla posta o presso l'Agenzia delle Entrate-Riscossione. I titolari di partita Iva devono pagare esclusivamente in via telematica.

Per approfondire

Fonti ufficiali

Leggi in inglese

Guida e documento forniti a solo scopo informativo; non costituiscono una consulenza legale o fiscale personalizzata. Fa fede soltanto la decisione dell'ente destinatario: verificane i requisiti e, se necessario, rivolgiti a un professionista abilitato.