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Split payment: fatturare a una pubblica amministrazione senza incassare l'IVA
Gli esempi numerici del modulo, poi casi da risolvere prima di scoprirne la soluzione · 4 sezioni · 515 parole · 5 min
Esempio numerico
La fattura di Elena al Comune
Elena fattura al Comune un intervento di manutenzione delle postazioni per 8.000 € di imponibile. Con l'aliquota ordinaria l'imposta è 8.000 × 22 % = 1.760 €, e la fattura riporta un totale di 9.760 €. Il Comune bonifica a Elena 8.000 € e versa lui stesso i 1.760 € all'Erario. Nella liquidazione di Elena quei 1.760 € non compaiono come imposta da versare.
Esempio numerico
L'architetto e l'ufficio tecnico
Paolo, architetto al regime ordinario, redige per l'ufficio tecnico di un Comune una perizia da 3.000 € di onorario, più 660 € di IVA al 22 %. Sul compenso il Comune opera la ritenuta d'acconto dell'articolo 25 del DPR 600/1973. Per il comma 1-sexies la scissione non si applica: Paolo incassa i 660 € di IVA e li liquida come di consueto, mentre la ritenuta segue le sue regole.
Esempio numerico
Il trimestre di Elena
Nel trimestre Elena fattura soltanto a enti pubblici, per 30.000 € di imponibile e 6.600 € di IVA, tutta versata dai clienti. Sugli acquisti di computer e licenze paga 2.000 € di IVA detraibile. Nella liquidazione non ha imposta a debito: il saldo è un credito di 2.000 €, che si riporta al periodo successivo.
Caso pratico
Tre fatture di una società di manutenzione
Una società di manutenzione del verde emette in ottobre tre fatture, tutte con aliquota ordinaria. La prima, a un Comune censito nell'Indice IPA come amministrazione, per 5.000 € di imponibile. La seconda, a una società di trasporto il cui capitale è detenuto per il 40 % da una Regione e per il 35 % da una Provincia, per 2.000 €. La terza, per 1.000 €, a una società a responsabilità limitata posseduta per intero da tre persone fisiche, che non è un'amministrazione pubblica e nel cui capitale non figura alcuna amministrazione, ente, fondazione o società pubblica. La società non opera ritenute e nessun cliente è debitore d'imposta per altre norme. Quanto incassa la società su ciascuna fattura, e chi versa l'IVA?
Suggerimento: Per ciascun cliente chiedetevi se rientra nel comma 1 o nel comma 1-bis, sommando le quote pubbliche, poi calcolate l'IVA al 22 % e separate l'imponibile dall'imposta.
Mostra la soluzione
Fattura al Comune: amministrazione pubblica, si applica la scissione. IVA 5.000 × 22 % = 1.100 €; la società incassa 5.000 € e il Comune versa 1.100 € all'Erario. Fattura alla società di trasporto: la partecipazione pubblica complessiva è 40 % + 35 % = 75 %, non inferiore al 70 %, quindi rientra nella lettera c). IVA 2.000 × 22 % = 440 €; la società incassa 2.000 € e il cliente versa 440 €. Fattura alla società privata: non è un'amministrazione del comma 1, non è un ente pubblico economico né una fondazione e non ha alcun socio pubblico, quindi nessuna lettera del comma 1-bis la riguarda e la fatturazione è ordinaria. IVA 1.000 × 22 % = 220 €; la società incassa 1.220 € e liquida lei i 220 €.
Risposta: Incassa 5.000 €, 2.000 € e 1.220 €; l'IVA di 1.100 € e 440 € la versano i clienti, quella di 220 € la società
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