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Reverse charge interno: quando l'imposta la integra e la versa chi compra

La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 41 sezioni · 2011 parole · 11 min

Marco installa impianti elettrici e ha appena emesso una fattura da 20.000 € a un'impresa edile senza un euro di IVA. Il cliente non risparmia nulla: dovrà integrare quel documento con 4.400 € di imposta e annotarlo tra le vendite e tra gli acquisti; potrà anche trasmettere allo SdI un documento di integrazione, senza alcun obbligo di inviarlo al fornitore.

Cosa saprai fare

  • Capire perché, in alcune operazioni interne, il debitore dell'imposta diventa l'acquirente
  • Riconoscere le operazioni del quinto e del sesto comma dell'articolo 17, e quelle sottoposte a una scadenza o a un'autorizzazione europea
  • Emettere la fattura senza imposta con l'annotazione «inversione contabile»
  • Integrare la fattura ricevuta e annotarla nei registri nei termini, anche con il documento TD16
  • Calcolare l'effetto dell'operazione sulla liquidazione di chi vende e di chi compra

L'inversione contabile: chi deve l'imposta

Nella regola generale del primo comma dell'articolo 17 il debitore dell'imposta è il venditore. Il quinto comma introduce una deroga partendo dall'oro: per le cessioni imponibili di oro da investimento e di materiale d'oro o semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi, al pagamento è tenuto l'acquirente, se è soggetto passivo in Italia.

Lo stesso comma descrive il meccanismo che poi il sesto comma estende ad altri settori. Il cedente emette la fattura senza addebito d'imposta, con l'annotazione «inversione contabile» e l'eventuale indicazione della norma. Il cessionario la integra con l'aliquota e l'imposta, e la annota sia tra le vendite sia tra gli acquisti.

Definizione

Integrazione della fattura — L'operazione con cui l'acquirente in inversione contabile completa la fattura ricevuta, priva di imposta, indicando l'aliquota applicabile e l'IVA che ne deriva. Da quel momento l'imposta è sua: la deve a debito e, se ne ha il diritto, la detrae.

Il testo fissa i tempi della registrazione. La fattura integrata va annotata nel registro delle fatture emesse, o in quello dei corrispettivi, entro il mese di ricevimento, oppure anche dopo, ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con riferimento al mese in cui è stata ricevuta. Ai fini della detrazione si annota anche nel registro degli acquisti.

Cifre chiave

Termine massimo dal ricevimento per annotare la fattura integrata, con riferimento al mese di ricevimento
15 giorni
Aliquota ordinaria che l'acquirente applica, di norma, nell'integrazione
22 %
Anzianità della cessazione della partita IVA del fornitore oltre la quale lo SdI scarta il TD16
5 anni

Perché spostare il debito sull'acquirente? In settori dove l'imposta addebitata dal venditore rischia di non arrivare mai all'Erario, far coincidere nella stessa persona il debito e la detrazione chiude la possibilità di incassare l'IVA e sparire. L'imposta, per chi compra con pieno diritto alla detrazione, entra ed esce dalla stessa liquidazione.

Le operazioni del sesto comma

Il sesto comma dell'articolo 17 elenca le operazioni interne a cui si applica lo stesso meccanismo previsto per l'oro. Per una piccola impresa le voci decisive sono quelle dell'edilizia; le altre riguardano settori specifici, dall'elettronica all'energia, dove chi opera di solito conosce già la regola del proprio mercato.

Tabella di sintesi

LetteraOperazioniParticolarità nel testo
a)Servizi diversi da quelli della lettera a-ter), compresa la manodopera, resi nel settore edile da subappaltatoriVerso imprese di costruzione o ristrutturazione, l'appaltatore principale o un altro subappaltatore; non verso il contraente generale che riceve la totalità dei lavori
a-bis)Cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato dei numeri 8-bis e 8-ter dell'articolo 10Solo se il cedente ha manifestato nell'atto l'opzione per l'imposizione
a-ter)Servizi di pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento relativi a edificiNessuna condizione di subappalto nel testo
a-quater)Servizi delle imprese consorziate verso il consorzio aggiudicatario di una commessa pubblicaEfficacia subordinata a una deroga del Consiglio UE
a-quinquies)Servizi resi a imprese di trasporto, movimentazione merci e logisticaEfficacia subordinata a un'autorizzazione del Consiglio UE; esclusi gli enti dell'articolo 17-ter
b)Cessioni di telefoni cellulari soggetti alla tassa di concessione governativaFino al 31 dicembre 2026
c)Console da gioco, tablet PC, laptop e dispositivi a circuito integrato prima dell'installazioneFino al 31 dicembre 2026
d-bis), d-ter)Quote di emissione di gas serra, altre unità e certificati relativi a gas ed energia elettricaFino al 31 dicembre 2026
d-quater)Cessioni di gas ed energia elettrica a un soggetto passivo-rivenditoreFino al 31 dicembre 2026

La lettera a) guarda alla catena dell'appalto. Riguarda il subappaltatore che lavora nel settore edile per un'impresa di costruzione o ristrutturazione, per l'appaltatore principale o per un altro subappaltatore. Il testo esclude invece le prestazioni rese a un contraente generale al quale il committente ha affidato la totalità dei lavori.

La lettera a-ter) ha un perimetro diverso: non parla di subappalto, ma del tipo di servizio. Pulizia, demolizione, installazione di impianti e completamento, purché relativi a edifici. L'elettricista che installa un impianto in un capannone per conto di un'impresa rientra qui anche se lavora direttamente per il proprietario.

Resta però una condizione di fondo, comune a tutto il meccanismo: il cliente deve poter assolvere l'imposta come soggetto passivo. Chi installa un impianto nell'abitazione di un privato consumatore non ha di fronte nessuno che possa integrare la fattura, e addebita l'IVA secondo la regola generale.

La lettera a-bis) riguarda chi vende fabbricati o loro porzioni nei casi dei numeri 8-bis e 8-ter dell'articolo 10, e soltanto se il cedente ha espresso nell'atto l'opzione per l'imposizione. Senza quell'opzione scritta nell'atto la lettera non si applica, e il trattamento della cessione va cercato altrove.

Due lettere sono sospese a una decisione europea. La a-quater), sui consorzi aggiudicatari di commesse pubbliche, e la a-quinquies), sulla logistica, hanno un'efficacia subordinata al rilascio di una misura di deroga o di un'autorizzazione del Consiglio dell'Unione europea. Il testo letto non dice se l'autorizzazione sia arrivata: va verificato prima di applicarle.

Una scadenza scritta nel testo: il 31 dicembre 2026

Una frase dell'articolo 17 merita un posto nel calendario. Le disposizioni del sesto comma, lettere b), c), d-bis), d-ter) e d-quater), si applicano alle operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2026. Cellulari, console, tablet, laptop, microprocessori, quote di emissione, certificati e forniture di gas ed energia a rivenditori hanno quindi un termine.

Nello stesso momento il DPR 633/1972 cede il posto al testo unico IVA del decreto legislativo 10/2026, che lo abroga dal 1° gennaio 2027. Questo corso non ha letto se e come il nuovo testo riproduca quelle lettere: chi vende o compra questi beni deve ricontrollare la regola sulle fatture emesse dal 2027 in poi.

Il consiglio pratico è semplice. Una fattura di dicembre 2026 e una di gennaio 2027 per la stessa partita di tablet potrebbero seguire regole diverse, perché conta la data di effettuazione dell'operazione. Chi opera in questi mercati fa bene a verificare con il proprio software che la regola cambi alla data giusta.

La fattura elettronica e il documento TD16

Anche in inversione contabile la fattura tra soggetti stabiliti in Italia è elettronica. Nelle risposte alle domande frequenti l'Agenzia spiega che, per gli acquisti interni, l'operatore riceve una fattura elettronica che riporta uno dei codici previsti per la natura «N6», perché l'operazione è effettuata in regime di inversione contabile.

La fattura elettronica ricevuta non si può modificare. La circolare 13/E del 2 luglio 2018, richiamata dalla stessa risposta, indica una modalità alternativa all'integrazione della fattura: predisporre un altro documento, da allegare al file della fattura, con i dati necessari per l'integrazione e gli estremi della fattura integrata.

Quel documento si può inviare al Sistema di Interscambio con il codice tipo documento TD16, «Integrazione fattura reverse charge interno». Nella sezione del cedente o prestatore si indicano i dati del fornitore effettivo; nella sezione del cessionario o committente quelli di chi effettua l'integrazione e trasmette il file.

Dal 1° ottobre 2020, precisa un'altra risposta, le autofatture per l'integrazione degli acquisti interni in reverse charge si emettono con il codice TD16, non con il codice della fattura ordinaria. Chi usa il servizio gratuito di conservazione dell'Agenzia vede inoltre il documento portato automaticamente in conservazione.

Il TD16 non va al fornitore. L'Agenzia ricorda che non esiste alcun obbligo di inviare l'autofattura al cedente o prestatore: il documento serve all'acquirente, per assolvere l'imposta e tenerne traccia. Un'altra risposta avverte che lo SdI scarta il TD16 che riporti una partita IVA del fornitore cessata da più di cinque anni.

Per gli acquisti dall'estero le stesse risposte indicano codici diversi, il TD17 per i servizi e il TD18 per i beni intracomunitari. È un'altra famiglia di operazioni, con regole proprie di territorialità e di fatturazione, che questo modulo lascia da parte: qui conta soltanto l'inversione contabile tra due operatori italiani.

L'effetto sulla liquidazione

Per l'acquirente l'integrazione produce due annotazioni di pari importo. L'imposta registrata tra le vendite entra nell'IVA a debito del mese; la stessa imposta, registrata tra gli acquisti, entra nell'IVA detraibile. Se la detrazione spetta per intero, i due movimenti si annullano e la liquidazione non cambia di un euro.

L'equilibrio si rompe quando la detrazione è limitata, per esempio perché il bene o il servizio è destinato a operazioni esenti o a un uso non del tutto inerente. In quel caso l'imposta a debito resta intera, mentre la parte detraibile è minore: la differenza diventa un costo effettivo per chi compra.

Dal lato del fornitore il quadro ricorda quello della scissione dei pagamenti. Marco non ha imposta a debito sulle fatture in inversione contabile, ma continua a pagare IVA sui materiali che acquista. Se lavora quasi soltanto in subappalto, il saldo delle sue liquidazioni tende al credito.

Per questo l'articolo 30 computa anche le operazioni dell'articolo 17, commi quinto, sesto e settimo, tra quelle che possono giustificare la richiesta di rimborso dell'eccedenza detraibile con aliquote inferiori a quelle degli acquisti. È la stessa via prevista per la scissione, con le stesse condizioni da verificare nella dichiarazione annuale.

Come si rappresentano questi importi nella comunicazione delle liquidazioni periodiche è spiegato nel corso ActioFin dedicato alla comunicazione e alla dichiarazione annuale IVA. Qui basta ricordare che l'acquisto in inversione contabile non è un'operazione attiva dell'acquirente, anche se la sua imposta finisce nel registro delle vendite.

Reverse charge e split payment: quale prevale

Un'impresa che lavora per enti pubblici può trovarsi davanti ai due meccanismi nella stessa settimana. Il testo dell'articolo 17-ter offre il criterio: la scissione si applica alle operazioni per le quali il cliente non è debitore d'imposta. Se il cliente è debitore per inversione contabile, la condizione non c'è e prevale l'integrazione.

La lettera a-quinquies) lo dice espressamente per la logistica: non si applica alle operazioni effettuate nei confronti di amministrazioni pubbliche e degli altri enti e società dell'articolo 17-ter. Negli altri casi occorre chiedersi se il cliente pubblico acquista come soggetto passivo IVA, cioè nell'ambito di un'attività commerciale.

Un ente che acquista per la sola attività istituzionale non è in condizione di integrare una fattura come soggetto passivo: il meccanismo dell'inversione, che presuppone un acquirente soggetto passivo, non lo trova. Quando la qualificazione del cliente non è chiara, conviene chiedere per iscritto come intende assolvere l'imposta e conservarne la risposta.

  • La prestazione rientra in una lettera del sesto comma, o nell'oro del quinto?
  • Il cliente è soggetto passivo IVA in Italia, e acquista come tale?
  • Per le lettere a-quater) e a-quinquies), l'autorizzazione europea è stata rilasciata?
  • Per le lettere b), c), d-bis), d-ter) e d-quater), l'operazione è effettuata entro il 31 dicembre 2026?
  • La fattura riporta l'annotazione «inversione contabile» e un codice natura N6?
  • L'integrazione, anche con TD16, è annotata entro il mese o entro quindici giorni dal ricevimento?

Errori da evitare

  • Addebitare l'IVA a un'impresa edile per un'installazione di impianti relativa a un edificio, che la lettera a-ter) assoggetta all'inversione contabile.
  • Applicare l'inversione contabile a un privato consumatore, che non può integrare la fattura come soggetto passivo.
  • Annotare la fattura integrata soltanto nel registro degli acquisti, dimenticando quello delle vendite: l'imposta non risulterebbe a debito.
  • Superare i quindici giorni dal ricevimento per l'annotazione, oppure riferirla a un mese diverso da quello di ricevimento.
  • Emettere l'integrazione di un acquisto interno con il codice della fattura ordinaria invece del TD16.
  • Inviare il TD16 al fornitore credendo che debba riceverlo: il documento serve a chi integra.
  • Continuare nel 2027 a vendere tablet e laptop in inversione contabile senza verificare la regola del nuovo testo unico.

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