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Perdite, IRAP e adempimenti: il modello Redditi SP e il calendario dei soci

La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 40 sezioni · 1740 parole · 10 min

La SAS di Marco e Anna, un laboratorio di ceramiche a Faenza, chiude il 2026 con una perdita fiscale di 30.000 €. Il capitale sociale è di 10.000 €; Marco, accomandatario, partecipa agli utili per il 70 per cento, Anna, accomandante, per il 30. Anna si aspetta di dedurre 9.000 €. Secondo il TUIR gliene spettano 3.000: la parte di perdita oltre il capitale segue soltanto Marco.

Cosa saprai fare

  • Ripartire tra i soci la perdita di una SNC o di una SAS, anche oltre il capitale sociale
  • Capire contro quali redditi il socio può usare la perdita e con quale limite nel tempo
  • Spiegare perché SNC e SAS restano soggette all'IRAP
  • Individuare chi presenta il modello Redditi SP e in quale finestra
  • Pianificare saldo e acconti IRPEF del socio sulla quota imputata

Le perdite passano ai soci

La trasparenza non vale solo negli anni buoni. L'articolo 8 del TUIR, nella versione applicabile al 2026, stabilisce che le perdite delle società in nome collettivo e in accomandita semplice si sottraggono per ciascun socio nella stessa proporzione dell'articolo 5, cioè secondo le quote di partecipazione agli utili.

Per la SAS c'è una regola in più, che riflette la diversa responsabilità dei soci. Per le perdite che eccedono l'ammontare del capitale sociale, la ripartizione si applica soltanto nei confronti dei soci accomandatari. L'accomandante, che risponde nei limiti di quanto conferito, non riceve la parte di perdita che supera il capitale.

Letto alla lettera, il meccanismo si scompone in due passaggi. La perdita fino al capitale sociale si divide tra tutti i soci secondo le quote. La parte che eccede si divide tra i soli accomandatari, in proporzione alle loro quote. Con un solo accomandatario, tutta l'eccedenza è sua.

Il riferimento è l'ammontare del capitale sociale, un dato che risulta dagli atti della società e non dai conti personali dei soci. Il testo non dice come trattare apporti successivi o finanziamenti dei soci, e il corso non lo presume. Prima di ripartire una perdita importante, fate verificare al commercialista l'importo da usare.

Contro quali redditi si usa la perdita

Ricevere una perdita non significa poterla sottrarre da qualsiasi reddito. Il comma 3 dell'articolo 8 precisa che le perdite che il socio riceve da una SNC o da una SAS si computano in diminuzione dei relativi redditi, cioè dei redditi d'impresa, conseguiti nello stesso periodo d'imposta.

Per il socio che ha anche uno stipendio, la conseguenza è netta. La perdita della SNC non riduce il reddito di lavoro dipendente. Riduce altri redditi d'impresa dello stesso anno, per esempio la quota positiva di un'altra società di persone o il reddito di una ditta individuale in regime ordinario.

La parte che non trova capienza nell'anno si riporta ai periodi successivi. Anche qui vale un tetto: la perdita si usa in misura non superiore all'80 per cento dei relativi redditi conseguiti in quei periodi, per l'intero importo che trova capienza in essi. È lo stesso limite previsto per le società di capitali.

L'articolo 8 richiama poi due regole dell'articolo 84. Le perdite dei primi tre periodi d'imposta, se relative a una nuova attività produttiva, si usano senza il tetto dell'80 per cento. E per le sole SNC e SAS si applica il blocco legato al trasferimento della maggioranza dei diritti di voto accompagnato dal cambio dell'attività.

Poiché la perdita diventa del socio, diventa sua anche la memoria di quella perdita. Il modello della società indica la quota attribuita nell'anno, ma solo il socio può seguire quanto ne ha già usato contro i propri redditi d'impresa e quanto gli resta. Tenete un prospetto personale, anno per anno, e consegnatelo a chi prepara la vostra dichiarazione.

Cifre chiave

Quota massima dei redditi d'impresa degli anni successivi compensabile con perdite riportate
80 %
Periodi iniziali di una nuova attività le cui perdite sfuggono al tetto
3

L'IRAP resta in capo alla società

Se l'IRPEF passa ai soci, l'IRAP no. La scheda dell'Agenzia sui versamenti lo dice in una riga: le società di persone versano soltanto l'IRAP. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze individua come soggetti passivi gli esercenti attività d'impresa e di lavoro autonomo, operanti in forma individuale o associata.

A partire dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2022, le persone fisiche titolari di reddito d'impresa e quelle che esercitano arti e professioni non devono più l'IRAP. Il Ministero precisa che l'esclusione vale anche per l'impresa familiare e per l'azienda coniugale non gestita in forma societaria.

SNC e SAS restano quindi fuori dall'esclusione. È un punto spesso trascurato quando si confrontano le forme giuridiche: due fratelli che lavorano come ditte individuali non pagano l'IRAP, gli stessi due fratelli riuniti in una SNC sì. La differenza va messa nel conto prima di costituire la società.

Il corso non indica alcuna aliquota IRAP. Varia per tipologia di soggetto, per settore e per regione, e le regioni pubblicano i propri dati sul portale del Ministero. La base dell'imposta, il valore della produzione netta, si calcola in modo differenziato secondo il tipo di soggetto e non coincide con il reddito imputato ai soci.

Il modello Redditi SP

Anche se non paga l'imposta sul reddito, la società di persone presenta ogni anno la propria dichiarazione, il modello Redditi SP. È lì che si determina il reddito o la perdita da ripartire e si indicano le quote attribuite a ciascun socio. Senza quel documento i soci non avrebbero la cifra da riportare nella propria dichiarazione.

La scheda dell'Agenzia elenca le società residenti tenute al modello: società semplici, SNC e SAS, società di armamento, società di fatto o irregolari, associazioni tra persone fisiche per l'esercizio in forma associata di arti e professioni, aziende coniugali esercitate in società tra coniugi e gruppi europei di interesse economico.

Sono esclusi, tra gli altri, le aziende coniugali non gestite in forma societaria, i cui coniugi presentano il modello Redditi Persone fisiche, e le società di persone non residenti, che usano il modello per le società di capitali o quello per gli enti non commerciali. I condomini sostituti d'imposta presentano invece il modello 770.

Per il periodo d'imposta 2025 la dichiarazione si presenta in via telematica, dall'area riservata dell'Agenzia, a partire dal 15 aprile e fino al 2 novembre 2026: il termine ordinario del 31 ottobre, quest'anno, è un sabato. Per compilarla l'Agenzia mette a disposizione il software RedditiOnLine SP; molte società la affidano a un intermediario.

Il calendario del socio

Il socio paga l'IRPEF sulla quota con le regole delle persone fisiche. Secondo la scheda dell'Agenzia, il saldo del modello Redditi PF e l'eventuale prima rata di acconto si versano entro il 30 giugno dell'anno di presentazione, oppure nei trenta giorni successivi con una maggiorazione dello 0,40 per cento.

L'acconto è dovuto se l'imposta dichiarata, al netto di detrazioni, crediti, ritenute ed eccedenze, supera 51,65 €. È pari al 100 per cento di quell'imposta. Sotto 257,52 € si versa in un'unica soluzione entro il 30 novembre; da quella soglia in su si divide in due rate, il 40 per cento a giugno e il 60 per cento a novembre.

Cifre chiave

Imposta dichiarata oltre la quale l'acconto IRPEF è dovuto
51,65 €
Misura dell'acconto IRPEF rispetto all'imposta dichiarata
100 %
Acconto a partire dal quale si versa in due rate
257,52 €
Prima rata, a giugno
40 %
Seconda rata, a novembre
60 %

Per i soggetti ISA ciascuna delle due rate vale il 50 per cento dell'acconto. La scheda precisa che la qualifica si estende ai soci: la proroga del 2026 prevista dall'articolo 6 del decreto-legge 89/2026 riguarda anche chi partecipa, ai sensi dell'articolo 5 del TUIR, a società con i requisiti ISA.

In concreto, i soci di una SNC soggetta agli ISA, entro il limite di ricavi fissato per l'indice, potevano versare il saldo e la prima rata del 2026 entro il 20 luglio senza maggiorazione, o nei trenta giorni successivi con lo 0,80 per cento. È una misura dell'anno: va ricontrollata ogni primavera.

Il calendario della società e quello dei soci corrono in parallelo. La società prepara il reddito e le quote in tempo perché i soci possano pagare a giugno; i soci, dal canto loro, hanno bisogno di liquidità per versare il saldo e l'acconto su un reddito che magari è rimasto in cassa sociale. Coordinare le due agende è compito dell'amministratore.

Una verifica annuale in quattro domande

La prima domanda riguarda le quote. L'atto costitutivo, o l'ultimo atto autenticato che le modifica, porta una data anteriore all'inizio dell'anno? Se una variazione è stata decisa in corso d'anno, per quel periodo valgono ancora le quote precedenti, e il modello Redditi SP deve rifletterle.

La seconda riguarda il risultato. Se la società chiude in perdita ed è una SAS, qual è il capitale sociale alla data di chiusura e quanta parte della perdita lo supera? Da quella cifra dipende quanto ricevono gli accomandanti e quanto si concentra sugli accomandatari.

La terza riguarda l'IRAP. La società ha accantonato l'imposta regionale, che resta a suo carico anche quando tutto il reddito passa ai soci? Il suo importo dipende da regione, settore e costo del lavoro deducibile, e va stimato con il commercialista, non ricavato dall'IRPEF dei soci.

La quarta riguarda i soci. Ciascuno sa quale quota gli verrà imputata e dispone della liquidità per saldo e acconto di giugno? Se gli utili restano nella società, una distribuzione mirata prima della scadenza evita che un socio debba indebitarsi per pagare l'imposta su un reddito che non ha incassato.

Tabella di sintesi

ChiChe cosa dichiaraChe cosa versa
SNC o SASModello Redditi SP, con reddito o perdita e quote dei sociL'IRAP
Socio persona fisicaModello Redditi PF, con la quota imputataIRPEF: saldo e acconti sulla quota e sugli altri redditi
Socio accomandante di SAS in perditaLa propria quota di perdita, entro il capitale socialeNulla sulla perdita: la usa contro altri redditi d'impresa

Errori da evitare

  • Ripartire una perdita di SAS in proporzione alle quote anche oltre il capitale sociale: l'eccedenza spetta ai soli accomandatari.
  • Sottrarre la perdita della SNC dallo stipendio: si computa soltanto contro redditi d'impresa, dello stesso anno o dei successivi entro l'80 per cento.
  • Credere che l'esclusione dall'IRAP del 2022 valga per la SNC: riguarda le persone fisiche e l'impresa familiare, non le società di persone.
  • Non presentare il modello Redditi SP perché la società non paga imposte sul reddito: è la dichiarazione da cui i soci ricavano la propria quota.
  • Dimenticare l'acconto IRPEF sulla quota: se l'imposta dichiarata supera 51,65 €, l'acconto è pari al 100 per cento, diviso tra giugno e novembre.

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