Modulo 220 min2127 paroleGratis — senza account
Presentare e pagare: le scadenze del modello Redditi SC, il saldo e gli acconti IRES
La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 41 sezioni · 1785 parole · 10 min
Elena dirige a Bari una SRL di consulenza informatica. L'IRES relativa al 2025 ammonta a 18.400 €, e durante il 2025 la società ne ha già versati 15.000 € come acconto. Elena pensa di pagare tutto a novembre, dopo l'invio della dichiarazione. A fine giugno invece la società deve già versare 10.760 €, perché nello stesso giorno scadono il saldo e la prima rata dell'acconto per il 2026.
Cosa saprai fare
- Distinguere il calendario della dichiarazione da quello dei versamenti
- Individuare la scadenza del saldo e del primo acconto IRES, anche quando il bilancio è approvato tardi
- Calcolare l'acconto e le sue due rate, compresa la variante per i soggetti ISA
- Usare correttamente la maggiorazione dello 0,40 % e la proroga prevista nel 2026
- Organizzare la tesoreria della SRL intorno alle scadenze fiscali dell'anno
Due calendari che non coincidono
Molti amministratori legano mentalmente il pagamento delle imposte all'invio della dichiarazione. Per una SRL i due momenti sono lontani mesi. Il versamento del saldo precede di regola la presentazione del modello: la società paga su conti già fatti, e la dichiarazione arriva dopo a documentarli davanti all'Agenzia.
Il calendario della dichiarazione è fissato dalla scheda dell'Agenzia sul modello Redditi SC 2026. Per chi ha l'esercizio coincidente con l'anno solare, l'invio è possibile dal 15 aprile. Il termine ultimo cade l'ultimo giorno del decimo mese dopo quello in cui il periodo d'imposta si è chiuso.
Per un esercizio chiuso il 31 dicembre 2025 il decimo mese è ottobre 2026. Quest'anno però il 31 ottobre cade di sabato, e l'Agenzia indica come termine il 2 novembre 2026. Una data calcolata con la regola generale va quindi sempre confrontata con la pagina ufficiale dell'anno, che tiene conto dei giorni festivi.
Il calendario dei versamenti ha invece un altro punto di riferimento. Secondo la scheda dell'Agenzia sui pagamenti delle imposte sui redditi, il saldo e l'eventuale primo acconto IRES si versano entro l'ultimo giorno del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta. Per l'anno solare, il 30 giugno.
Cifre chiave
- Mesi dalla chiusura dell'esercizio entro cui versare saldo e primo acconto
- 6
- Mesi dalla chiusura dell'esercizio entro cui presentare il modello Redditi SC
- 10
- Mesi dalla chiusura dell'esercizio entro cui versare la seconda rata di acconto
- 11
Pagare trenta giorni dopo, con la maggiorazione
La scadenza del sesto mese non è rigida. La stessa scheda consente di versare saldo e primo acconto entro il trentesimo giorno successivo, maggiorando le somme dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo. Non è una sanzione: è il prezzo, fissato in anticipo, di un mese in più di liquidità.
Valutare la convenienza è un esercizio di tesoreria. Lo 0,40 % si applica all'intero importo versato in ritardo, saldo e prima rata insieme. Se la società dovrebbe altrimenti ricorrere a uno scoperto bancario per pagare a giugno, il confronto tra quel costo e la maggiorazione è semplice da fare, e va fatto con le cifre vere.
Oltre il trentesimo giorno la maggiorazione non copre più nulla. Un versamento successivo diventa un versamento tardivo, con le sanzioni e gli interessi che ne derivano, regolarizzabili con il ravvedimento operoso. Il rinvio di trenta giorni va quindi deciso per tempo, non scoperto a luglio quando il termine è già passato.
Quando il bilancio si approva oltre i quattro mesi
Alcune SRL approvano il bilancio oltre i quattro mesi dalla chiusura, quando la legge lo consente. Per loro la scheda dell'Agenzia sposta la scadenza: saldo e primo acconto si versano entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di approvazione del bilancio. Il calendario si aggancia quindi all'assemblea, non più alla chiusura.
La regola ha un limite pensato contro i rinvii senza fine. Se il bilancio non viene approvato entro il termine stabilito, il versamento va comunque fatto entro l'ultimo giorno del mese successivo alla scadenza di quel termine. Resta ferma anche qui la possibilità di pagare nei trenta giorni seguenti con la maggiorazione dello 0,40 %.
In pratica, l'amministratore che rinvia l'assemblea deve sapere che sta spostando anche la scadenza fiscale. Conviene annotare la data prevista di approvazione nello scadenzario della società e ricavarne subito il nuovo termine di versamento. Un verbale datato con precisione è anche la prova del termine applicato.
Il saldo dell'anno appena chiuso
Il saldo è la differenza tra l'imposta risultante dalla dichiarazione e quanto la società ha già pagato durante l'anno come acconto, insieme agli altri importi che il modello permette di scomputare. Se gli acconti hanno superato l'imposta, il saldo è negativo e la società vanta un credito.
Il saldo si conosce soltanto a conti chiusi. Per questo il lavoro sul quadro RF e sul quadro RN, descritto nel primo modulo, deve essere pronto prima della scadenza di giugno anche se l'invio del modello avverrà mesi dopo. Una SRL che rimanda i conti a settembre versa a giugno una cifra stimata, con il rischio di errori.
Sul caso di Elena il conto è breve. L'IRES dovuta per il 2025 è di 18.400 € e gli acconti versati nel corso del 2025 ammontano a 15.000 €. Il saldo è di 3.400 €. Da solo non spiegherebbe i 10.760 € del 30 giugno: la parte maggiore di quella cifra è l'acconto dell'anno in corso.
L'acconto per l'anno in corso
La scheda dell'Agenzia fissa l'acconto IRES nella misura del 100 per cento. In altre parole, durante l'anno la società anticipa per intero un'imposta che dichiarerà solo l'anno seguente. Nei nostri esempi l'acconto è commisurato all'IRES dell'anno appena dichiarato: è l'ipotesi abituale, da confermare con il commercialista sulle istruzioni del modello.
L'acconto si divide in due rate. Il 40 per cento dell'acconto dovuto si versa alla scadenza della prima rata, insieme al saldo. Il resto si versa alla scadenza della seconda, cioè entro l'ultimo giorno dell'undicesimo mese dopo la chiusura del periodo d'imposta: per l'anno solare, il 30 novembre.
Per le società soggette agli indici sintetici di affidabilità fiscale, gli ISA, la ripartizione cambia. Ciascuna delle due rate vale il 50 per cento dell'acconto dovuto. A parità di acconto, una società ISA versa quindi a giugno una somma più alta e a novembre una somma più bassa di una società non ISA.
La stessa scheda aggiunge un'eccezione per gli importi minimi: l'acconto si paga in due rate salvo che il versamento dovuto alla scadenza della prima non superi 103 euro. La formulazione della pagina su che cosa accada in quel caso è poco lineare, e il corso non la interpreta. Con importi così bassi, verificate la regola nelle istruzioni del modello.
Cifre chiave
- Misura dell'acconto IRES
- 100 %
- Prima rata dell'acconto, per le società non ISA
- 40 %
- Ciascuna delle due rate, per le società soggette agli ISA
- 50 %
- Maggiorazione per il versamento entro i trenta giorni successivi
- 0,40 %
La proroga del 2026 per i soggetti ISA
Per il 2026 la scheda dell'Agenzia segnala una proroga introdotta dall'articolo 6 del decreto-legge 89/2026. Riguarda chi esercita attività per le quali sono stati approvati gli ISA, sia che li applichi sia che ricada in una causa di esclusione, e dichiara ricavi entro il limite fissato dal decreto di approvazione di ciascun indice.
Questi contribuenti, tenuti al versamento entro il 30 giugno 2026, possono versare entro il 20 luglio 2026 senza alcuna maggiorazione. In alternativa possono pagare entro il trentesimo giorno successivo, maggiorando gli importi dello 0,80 per cento. La proroga riguarda i versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, dell'IRAP e dell'IVA.
La proroga non va data per scontata negli anni seguenti. È una misura dell'anno, legata a un decreto preciso, e la scheda che la riporta porta la data di aggiornamento del 29 maggio 2026. Ogni primavera conviene riaprire la pagina e controllare se una misura analoga è stata adottata, prima di pianificare i pagamenti estivi.
Una tesoreria costruita sulle scadenze
Le imposte di una SRL arrivano in due ondate prevedibili: giugno, con saldo e prima rata, e novembre, con la seconda rata. Chi le conosce può accantonare mese per mese su un conto separato, invece di scoprire a fine primavera che la liquidità disponibile è già stata impegnata per fornitori e stipendi.
Un metodo semplice consiste nel preparare a gennaio una stima dell'imposta dell'anno chiuso, basata sulla situazione contabile provvisoria. Da quella stima si ricavano saldo e acconti. A marzo, quando il bilancio prende forma, la stima si aggiorna; a maggio, con le variazioni fiscali definite, diventa il piano dei pagamenti.
Attenzione all'effetto dell'acconto sugli anni di crescita. Se l'utile sale, l'imposta dell'anno cresce e con essa l'acconto dell'anno dopo: a giugno si somma un saldo più alto a una prima rata più alta. È in quegli anni che la tesoreria di una piccola SRL viene messa alla prova.
Presentare il modello e conservarne la prova
La dichiarazione si invia soltanto per via telematica. L'Agenzia mette a disposizione il software RedditiOnLine SC e l'accesso ai servizi con SPID, CIE, CNS o credenziali Fisconline ed Entratel. Molte SRL affidano l'invio a un intermediario abilitato, che trasmette per loro conto e ne conserva le evidenze.
L'invio produce due messaggi distinti. Il primo attesta che il file è stato ricevuto. Il secondo arriva dopo l'elaborazione e, se non sono emersi errori, conferma che la dichiarazione è stata presentata. Chiedete all'intermediario copia di entrambi e archiviateli con il bilancio: è la seconda comunicazione a chiudere la pratica.
Tutte le somme risultanti dalla dichiarazione si versano con il modello F24. Ogni riga del modello porta un codice tributo e un anno di riferimento, che dicono all'Erario se si sta pagando un saldo o un acconto e di quale periodo. Un codice sbagliato non annulla il pagamento, ma apre una correzione da seguire.
Tabella di sintesi
| Adempimento | Termine per l'esercizio solare 2025 | Riferimento |
|---|---|---|
| Saldo IRES 2025 e prima rata acconto 2026 | 30 giugno 2026 | Ultimo giorno del sesto mese dalla chiusura |
| Stesso versamento con maggiorazione dello 0,40 % | Entro i trenta giorni successivi | Interesse corrispettivo |
| Invio del modello Redditi SC | Dal 15 aprile al 2 novembre 2026 | Ultimo giorno del decimo mese, spostato perché il 31 ottobre è sabato |
| Seconda rata acconto 2026 | 30 novembre 2026 | Ultimo giorno dell'undicesimo mese dalla chiusura |
Errori da evitare
- Aspettare l'invio della dichiarazione per pagare: saldo e prima rata scadono alla fine del sesto mese dalla chiusura, mesi prima del termine di presentazione.
- Dimenticare l'acconto dell'anno in corso: a giugno si paga il saldo dell'anno chiuso e, insieme, il 40 per cento dell'acconto (il 50 per cento per i soggetti ISA).
- Calcolare il termine della dichiarazione sulla sola regola del decimo mese: nel 2026 il 31 ottobre è sabato e l'Agenzia fissa il 2 novembre.
- Rinviare l'assemblea di bilancio senza ricalcolare la scadenza dei versamenti, che segue il mese successivo all'approvazione.
- Considerare la proroga al 20 luglio una regola permanente: nel 2026 deriva dall'articolo 6 del decreto-legge 89/2026 e riguarda solo i soggetti ISA.
Contenuto didattico, aggiornato alle fonti citate. Non sostituisce una consulenza adatta alla tua situazione. Questi corsi non sono certificanti né finanziabili: non preparano ad alcuna certificazione iscritta in un registro ufficiale.