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Dal conto economico al modello Redditi SC: variazioni, derivazione, errori e perdite pregresse
La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 44 sezioni · 1945 parole · 10 min
Paolo amministra a Padova una SRL che produce arredi su misura. Il bilancio 2025 approvato dai soci mostra un utile di 62.000 €, e lui considera la dichiarazione una formalità da sbrigare in autunno. Quando il commercialista gli manda la bozza del modello, nel quadro del reddito d'impresa legge 71.500 €, poi vede sparire 57.200 € di vecchie perdite. Nessuna delle tre cifre coincide con quella che aveva in testa.
Cosa saprai fare
- Riconoscere quali società presentano il modello Redditi SC e come è organizzato per quadri
- Seguire il percorso che porta dall'utile del conto economico al reddito d'impresa dichiarato
- Capire quando i criteri dei principi contabili valgono anche per il fisco e quando no
- Sapere entro quando una correzione di errori contabili conta ai fini fiscali
- Collocare le perdite degli anni precedenti nel modello e applicarne il limite
Una dichiarazione costruita per quadri
Il modello Redditi SC è la dichiarazione annuale delle società di capitali e degli enti commerciali. La scheda dell'Agenzia delle Entrate lo riserva ai soggetti IRES: società per azioni e in accomandita per azioni, SRL, cooperative, mutue assicuratrici, oltre agli enti commerciali residenti e alle società ed enti non residenti.
Per chi guida una piccola SRL il modello non è un modulo da riempire dall'alto in basso. È un insieme di quadri, ciascuno identificato da due lettere, e ogni quadro è diviso in righi numerati. Il commercialista li compila in un ordine logico che raramente coincide con quello in cui compaiono nel fascicolo.
Tre quadri contano più degli altri per capire il risultato. Il quadro RF accoglie il reddito d'impresa, cioè il passaggio dal risultato contabile al risultato fiscale. Il quadro RN riceve quel reddito e ne ricava l'imposta. Il quadro RU raccoglie i crediti d'imposta di cui la società dispone o che utilizza.
Le risposte ufficiali pubblicate dall'Agenzia sul modello 2026 usano proprio questo lessico. In una FAQ del 25 giugno 2026 il reddito d'impresa proprio della società compare al rigo RF57, mentre le perdite pregresse utilizzate figurano nella colonna 1 del rigo RN4. Conoscere questi riferimenti aiuta a leggere la bozza senza perdersi.
Un'altra FAQ, del 30 giugno 2026, riguarda il quadro RU. Spiega che un credito d'imposta per investimenti si indica nella dichiarazione del periodo in cui il gestore competente comunica l'importo utilizzabile, e non in quella dell'anno dell'investimento. È un buon esempio di come il calendario di un dato fiscale segua regole proprie.
Definizione
Quadro e rigo — Il quadro è una sezione tematica del modello, indicata da due lettere (RF, RN, RU…). Il rigo è la singola riga numerata al suo interno, a sua volta divisa in colonne. Un importo si individua quindi con quadro, numero di rigo e, se occorre, colonna.
Il punto di partenza: il conto economico chiuso
L'articolo 83 del TUIR, nel testo vigente per il 2026, apre la determinazione del reddito con una regola netta. Il reddito complessivo si ottiene apportando all'utile o alla perdita del conto economico, relativo all'esercizio chiuso nel periodo d'imposta, le variazioni in aumento o in diminuzione che derivano dai criteri fiscali.
Da questa frase discende un ordine obbligato dei lavori. Prima si chiude la contabilità, poi si redige il bilancio, poi i soci lo approvano, e solo allora si lavora sulla dichiarazione. Un utile ancora provvisorio produce un reddito provvisorio: qualsiasi ritocco al bilancio dopo l'invio costringe a rifare i conti.
La scheda dell'Agenzia sulla base imponibile IRES dice la stessa cosa con parole più semplici. Si parte dall'utile o dalla perdita del bilancio e, quando si compila la dichiarazione, si apportano le variazioni previste dalla normativa fiscale per gli elementi attivi e passivi del reddito d'impresa. Le scritture contabili restano intatte.
La conseguenza pratica è che il quadro RF somiglia a un ponte. Sulla sponda di partenza c'è il risultato approvato, identico a quello del bilancio depositato. Sulla sponda di arrivo c'è il reddito d'impresa. In mezzo stanno le variazioni, che spiegano una per una perché le due cifre non coincidono.
Variazioni in aumento e in diminuzione
Una variazione in aumento riporta a tassazione qualcosa che il bilancio ha sottratto dall'utile ma che il fisco non accetta, oppure non accetta ancora. Una variazione in diminuzione fa il contrario: toglie dall'utile un componente che il bilancio ha registrato ma che il fisco esclude o rimanda a un altro anno.
Quali siano le singole variazioni dipende dalle regole di ciascun costo e ricavo, e questo corso non le passa in rassegna. Interessa il metodo con cui leggerle. Ogni variazione deve poter essere ricondotta a una voce precisa del conto economico e a una regola fiscale che giustifichi la differenza.
Conviene distinguere le variazioni che si esauriscono nell'anno da quelle che si ribaltano negli anni successivi. Un costo mai ammesso produce un aumento definitivo. Un costo ammesso più tardi produce oggi un aumento e domani una diminuzione. Il secondo tipo richiede memoria, perché la diminuzione futura va ritrovata al momento giusto.
Per questo lo studio che segue la società tiene, accanto alla dichiarazione, un prospetto delle differenze che si riassorbiranno. Chiedetelo e conservatelo. Se cambiate commercialista senza quel prospetto, il nuovo professionista vede il saldo finale ma non la storia che lo ha prodotto, e rischia di perdere diminuzioni che vi spettano.
- Utile o perdita del conto economico approvato: il dato di partenza, identico al bilancio
- Più le variazioni in aumento: componenti riprese a tassazione, in via definitiva o temporanea
- Meno le variazioni in diminuzione: componenti escluse o recuperate da anni precedenti
- Risultato: il reddito d'impresa proprio, che la FAQ dell'Agenzia colloca al rigo RF57
La derivazione: quando il fisco segue i principi contabili
Lo stesso articolo 83 contiene una seconda regola, meno intuitiva, sul rapporto tra bilancio e fisco. Per alcune società valgono, anche in deroga alle altre norme della sezione, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dai principi contabili. Il fisco accetta cioè la lettura contabile di molti fatti.
La regola riguarda due gruppi. Il primo è formato da chi redige il bilancio secondo i principi contabili internazionali. Il secondo, che interessa molte SRL, comprende chi redige il bilancio secondo il codice civile, con un'esclusione precisa: le micro-imprese dell'articolo 2435-ter che non hanno optato per il bilancio ordinario o abbreviato.
Per una piccola SRL la domanda da porre al commercialista è quindi semplice. La società redige il bilancio delle micro-imprese senza opzione, oppure un bilancio abbreviato o ordinario? Nel primo caso la derivazione non opera e le regole fiscali di competenza si applicano senza la deroga; nel secondo i criteri contabili pesano direttamente sul reddito.
Il comma 1-bis completa il quadro. Alle società che applicano il codice civile, diverse dalle micro-imprese senza opzione, si applicano, in quanto compatibili, anche le disposizioni attuative emanate per i soggetti che adottano i principi internazionali. La scelta del tipo di bilancio, fatta magari per ragioni di semplicità, ha quindi effetti fiscali.
Il corso non indica le soglie che separano una micro-impresa dalle altre. Sono fissate dal codice civile, non dal TUIR, e al momento della stesura non sono state lette su una fonte servita. La verifica va fatta sul bilancio dell'anno, insieme a chi lo redige, prima di impostare il quadro RF.
Correggere un errore contabile
Capita che un costo o un ricavo sia stato registrato nell'esercizio sbagliato e che l'errore emerga l'anno dopo. Il comma 1-ter dell'articolo 83 regola il caso per le società che sottopongono obbligatoriamente il bilancio a revisione legale dei conti. Per loro la correzione di errori non rilevanti assume rilievo fiscale nell'esercizio in cui viene fatta.
Il beneficio ha due limiti temporali, entrambi da rispettare. La correzione deve avvenire entro la data di approvazione del bilancio dell'esercizio successivo a quello dell'errore. E comunque prima che inizino accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di accertamento di cui la società abbia avuto formale conoscenza.
Due precisazioni evitano letture troppo larghe. La regola non vale per gli errori che il bilancio stesso qualifica come rilevanti, e non vale per le SRL prive dell'obbligo di revisione legale. Per queste ultime la correzione di un errore segue le regole ordinarie e va discussa caso per caso con il professionista.
Le perdite degli anni precedenti
Una volta ottenuto il reddito d'impresa dell'anno, la società può ridurlo con le perdite fiscali degli esercizi passati. L'articolo 84 del TUIR ammette la perdita di un periodo in diminuzione del reddito dei periodi successivi, ma con un tetto: non oltre l'80 per cento del reddito imponibile di ciascun anno.
Le perdite dei primi tre periodi d'imposta dalla costituzione seguono una regola più generosa. Si possono usare entro l'intero reddito imponibile degli anni successivi, a condizione che si riferiscano a una nuova attività produttiva. Una SRL appena nata che chiude in perdita non subisce quindi il tetto sugli anni seguenti.
Nel modello le perdite pregresse non si sottraggono nel quadro RF. Come mostra la FAQ dell'Agenzia, compaiono nel quadro RN, al rigo RN4. È una scelta di struttura che conviene ricordare: il reddito d'impresa del quadro RF resta quello dell'anno, e la compensazione con il passato si legge soltanto nel passaggio successivo.
Il riporto conosce anche blocchi e limiti legati al cambio dei soci e dell'attività, che richiedono un'analisi a parte. Qui basta sapere che esistono e che il prospetto delle perdite ancora disponibili, anno per anno, fa parte delle carte che una SRL deve conservare con la stessa cura del bilancio.
Cifre chiave
- Quota massima del reddito di ogni anno compensabile con perdite pregresse ordinarie
- 80 %
- Primi periodi d'imposta le cui perdite si usano entro l'intero reddito, se di nuova attività
- 3
Dal reddito all'imposta: dove si ferma questo corso
A questo punto il modello applica l'aliquota IRES al reddito imponibile e sottrae crediti, ritenute e acconti già versati. Il calcolo dell'aliquota, compresa quella ridotta e le sue condizioni, è l'oggetto di un altro corso del catalogo. Qui si vuole soltanto che la cifra su cui l'aliquota si applica sia costruita bene.
Se volete verificare l'ordine di grandezza dell'imposta sul reddito imponibile ottenuto, il calcolatore IRES di ActioFin parte proprio da quel dato. Non ricostruisce le variazioni né applica le perdite: gli fornite il reddito imponibile già rettificato e compensato, e lui applica le regole dell'aliquota.
Le regole citate provengono dal TUIR nella versione applicabile al 2026. Il D.Lgs. 117/2026 lo abroga dal 1° gennaio 2027, riordinando le imposte sui redditi in un nuovo testo. Per le dichiarazioni presentate nel 2026 e per il periodo d'imposta 2026 fa fede il testo precedente, quello qui descritto.
Tabella di sintesi
| Passaggio | Dove si legge | Che cosa controllare |
|---|---|---|
| Utile o perdita dell'esercizio | Conto economico approvato | Che sia la versione approvata dai soci, non una bozza |
| Variazioni in aumento e in diminuzione | Quadro RF | Che ogni variazione sia collegata a una voce e a una regola |
| Reddito d'impresa proprio | Rigo RF57 | Che coincida con utile più aumenti meno diminuzioni |
| Perdite pregresse utilizzate | Rigo RN4, colonna 1 | Il tetto dell'80 % o la regola dei primi tre periodi |
| Crediti d'imposta | Quadro RU | L'anno in cui il credito va indicato |
Errori da evitare
- Compilare la dichiarazione su un bilancio non ancora approvato: il reddito nasce dall'utile del conto economico dell'esercizio chiuso, e ogni ritocco successivo obbliga a rifare il quadro RF.
- Correggere le scritture contabili per ottenere il reddito fiscale: le variazioni si apportano in dichiarazione, mentre il bilancio resta quello approvato.
- Dare per scontata la derivazione dai principi contabili: le micro-imprese che non hanno optato per il bilancio ordinario o abbreviato ne sono escluse.
- Usare tutte le perdite pregresse ordinarie in un solo anno: il tetto è l'80 per cento del reddito di ciascun periodo, salvo le perdite dei primi tre periodi di una nuova attività.
- Cambiare studio senza farsi consegnare il prospetto delle differenze temporanee e delle perdite residue: le diminuzioni future vanno ritrovate anno per anno.
Contenuto didattico, aggiornato alle fonti citate. Non sostituisce una consulenza adatta alla tua situazione. Questi corsi non sono certificanti né finanziabili: non preparano ad alcuna certificazione iscritta in un registro ufficiale.