Rimborso del credito Iva annuale nella dichiarazione Iva
Il credito Iva di fine anno si chiede a rimborso nella dichiarazione annuale Iva, se ricorre uno dei presupposti degli articoli 30 e 38-bis del Dpr n. 633/1972; il modello IVA TR serve invece per i crediti dei primi tre trimestri. La dichiarazione Iva 2026, per l'anno d'imposta 2025, si presenta solo per via telematica tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2026. Fino a 30.000 euro il rimborso è erogato senza garanzia e senza particolari adempimenti; oltre, la garanzia si evita con il visto di conformità e una dichiarazione sostitutiva, salvo i casi di rischio in cui resta obbligatoria. Il rimborso è erogato in conto fiscale.
Aggiornato per il 2026 — verificato il 25 settembre 2026Procedura ufficiale, senza moduloGuida: circa 20 min
Scadenze
- Dal 1° febbraio al 30 aprile 2026
- Presentazione telematica della dichiarazione Iva 2026 (anno d'imposta 2025), nella quale si chiede il rimborso del credito annuale
- Entro 120 giorni dalla richiesta di attestazione
- Esito della richiesta di attestazione di certezza e liquidità del credito, necessaria per ottenerne l'anticipo da una banca convenzionata
Documenti da preparare
- L'importo del credito Iva annuale risultante dai registri e dalle liquidazioni
- La verifica del presupposto di rimborso (articoli 30 e 38-bis del Dpr n. 633/1972)
- Oltre 30.000 euro: visto di conformità e dichiarazione sostitutiva, o il punteggio ISA, o la garanzia
- Le credenziali per la presentazione telematica o un intermediario abilitato
A questa procedura non è associato alcun modulo: il link porta alla pagina ufficiale che la descrive.
Cosa ti offre questa pagina
La guida qui sopra e il link al sito ufficiale. ActioFin non produce alcun documento per questa pagina: ciò che compili o presenti avviene sul canale ufficiale.
A chi si applica
- Le imprese e i professionisti residenti che chiudono l'anno con un credito Iva e rientrano in uno dei presupposti degli articoli 30 e 38-bis del Dpr n. 633/1972
- I soggetti non residenti con una stabile organizzazione in Italia, un rappresentante fiscale o identificati direttamente
- Solo chi ha diritto alla detrazione: l'impresa deve effettuare operazioni imponibili, e la detrazione è esclusa sulle operazioni attive esenti
- Chi effettua sia operazioni imponibili sia esenti detrae l'Iva sugli acquisti in proporzione, secondo l'articolo 19-bis del Dpr n. 633/1972
Esempio concreto
Tessitura Morandi srl chiede il rimborso di un credito annuale di 42.000 euro
Tessitura Morandi srl chiude il 2025 con un credito Iva di 42.000 euro e, dopo aver verificato con il proprio consulente di rientrare in uno dei presupposti dell'articolo 30 del Dpr n. 633/1972, ne chiede il rimborso nella dichiarazione Iva 2026, inviata il 20 aprile 2026. Il rimborso supera 30.000 euro, ma l'azienda applica gli ISA e ha raggiunto un punteggio pari a 9: può ottenerlo senza visto di conformità e senza garanzia fino a 70.000 euro annui. Non si trova nei casi di rischio: l'attività è esercitata da oltre due anni e non ha ricevuto accertamenti con scostamenti rilevanti. Il rimborso sarà erogato in conto fiscale.
Come compilarlo, passo dopo passo
- Verificate di rientrare in uno dei presupposti di rimborso degli articoli 30 e 38-bis del Dpr n. 633/1972 e che il credito derivi da operazioni con diritto alla detrazione.
- Stabilite se l'importo richiesto supera 30.000 euro e, in tal caso, se vi spetta la soglia più alta per i contribuenti ISA (50.000 euro con punteggio almeno 8, 70.000 euro con punteggio almeno 9, anche come media del biennio precedente).
- Oltre la soglia, apponete alla dichiarazione il visto di conformità (o la sottoscrizione alternativa dell'organo di controllo) e la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà sui requisiti di solidità patrimoniale e regolarità contributiva; altrimenti preparate la garanzia.
- Compilate la richiesta di rimborso nella dichiarazione annuale Iva seguendo le istruzioni del modello IVA 2026 e presentatela per via telematica entro il 30 aprile 2026.
- Se l'Agenzia ve lo chiede, prestate la garanzia, in genere una fideiussione bancaria o assicurativa, e fornite la documentazione richiesta dall'ufficio o dall'agente della riscossione.
- Se volete un anticipo del rimborso, chiedete l'attestazione di certezza e liquidità del credito via PEC all'indirizzo agenziaentratepec@pce.agenziaentrate.it, con gli appositi modelli e un documento di riconoscimento.
Da sapere
- Il rimborso è erogato in conto fiscale, tranne quando il contribuente cessa l'attività o è sottoposto a procedure concorsuali.
- La garanzia resta necessaria se la dichiarazione non ha il visto di conformità o la dichiarazione sostitutiva quando richiesti, e nei casi più rischiosi: attività esercitata da meno di due anni (salvo le start-up innovative), rimborso chiesto alla cessazione dell'attività, avvisi di accertamento o di rettifica con scostamenti rilevanti notificati nei due anni precedenti.
- Le imprese in attività che attendono un rimborso possono ottenerne l'anticipo, come finanziamento a tasso agevolato, dalle banche aderenti ai protocolli con l'Agenzia, presentando l'attestazione di certezza e liquidità del credito e una disposizione irrevocabile di pagamento vistata dall'ufficio e dall'agente della riscossione.
- In casi residuali, quando non si può procedere nei modi ordinari, si può chiedere il rimborso in carta semplice entro due anni dal pagamento dell'imposta non dovuta, o dal giorno in cui si è verificato il presupposto della restituzione, se posteriore.
- Per alcuni beni a uso promiscuo, privato e aziendale, è prevista una detrazione forfetaria.
Errori frequenti
- Usare il modello IVA TR per il credito dell'intero anno: il TR vale solo per i primi tre trimestri, il credito annuale si chiede nella dichiarazione.
- Chiedere oltre 30.000 euro senza visto di conformità né dichiarazione sostitutiva, e senza i requisiti ISA: il rimborso resta subordinato alla garanzia.
- Contare sull'esonero dalla garanzia quando l'attività è esercitata da meno di due anni o il rimborso è chiesto alla cessazione: in questi casi la garanzia è necessaria.
- Chiedere a rimborso Iva legata a operazioni esenti, sulle quali la detrazione è esclusa.
Domande frequenti
Dove si chiede il rimborso del credito Iva annuale?
Nella dichiarazione annuale Iva. Il modello IVA TR serve invece per i crediti di ciascuno dei primi tre trimestri dell'anno.
Serve una garanzia per ottenere il rimborso?
Non fino a 30.000 euro. Oltre, la si evita apponendo alla dichiarazione il visto di conformità e una dichiarazione sostitutiva sui requisiti di solidità patrimoniale e regolarità contributiva; i contribuenti ISA con punteggio almeno 8 o 9 ne sono esonerati fino a 50.000 o 70.000 euro. Nei casi di rischio la garanzia resta obbligatoria.
Come viene pagato il rimborso Iva?
In conto fiscale, sul quale informa il sito di Agenzia delle Entrate-Riscossione, tranne quando il contribuente cessa l'attività o è sottoposto a procedure concorsuali.
Posso ottenere subito il denaro senza attendere il rimborso?
Sì, con un anticipo bancario presso le banche che hanno aderito ai protocolli con l'Agenzia, presentando l'attestazione di certezza e liquidità del credito rilasciata dall'Agenzia, che comunica l'esito entro 120 giorni.
Per approfondire
Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate — Chi può chiedere il rimborso dell'Iva (soggetti residenti in Italia) — 25 settembre 2026
- Agenzia delle Entrate — Carta dei servizi: rimborsi Iva e attestazione dei crediti Iva — 25 settembre 2026
- Agenzia delle Entrate — Iva presentazione garanzia: quando non servono garanzia e visto di conformità (aggiornamento 13 luglio 2026) — 25 settembre 2026
- Agenzia delle Entrate — Dichiarazione Iva 2026: che cos'è (aggiornamento 16 marzo 2026) — 25 settembre 2026
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