Autofattura e integrazione in reverse charge: i documenti TD16, TD17, TD18 e TD19
Quando un acquisto è in inversione contabile (reverse charge), l'Iva la deve il cessionario o committente: la fattura ricevuta va integrata con l'aliquota e l'imposta dovuta, oppure si predispone un'autofattura. Questo documento si può trasmettere al Sistema di Interscambio con un tipo documento dedicato: TD16 per il reverse charge interno, TD17 per i servizi acquistati dall'estero, TD18 per i beni intracomunitari, TD19 per i beni acquistati ai sensi dell'articolo 17, comma 2, del Dpr n. 633/1972. Nei dati del cedente/prestatore va il fornitore effettivo, nei dati del cessionario/committente chi trasmette il documento.
Aggiornato per il 2026 — verificato il 25 settembre 2026Procedura ufficiale, senza moduloGuida: circa 15 min
Scadenze
- Prima della registrazione della fattura ricevuta
- L'integrazione con aliquota e imposta precede la registrazione della fattura ai sensi degli articoli 23 e 25 del Dpr n. 633/1972; le FAQ dell'Agenzia lette non fissano un termine proprio del documento
- Dal 1° ottobre 2020
- Le autofatture per l'integrazione degli acquisti interni in reverse charge si emettono con il tipo documento TD16
Documenti da preparare
- La fattura del fornitore da integrare, con i suoi estremi
- La partita Iva o l'identificativo fiscale del fornitore effettivo
- L'imponibile, l'aliquota e l'imposta dovuta
- Un software o una procedura che trasmette file al Sistema di Interscambio
A questa procedura non è associato alcun modulo: il link porta alla pagina ufficiale che la descrive.
Cosa ti offre questa pagina
La guida qui sopra e il link al sito ufficiale. ActioFin non produce alcun documento per questa pagina: ciò che compili o presenti avviene sul canale ufficiale.
A chi si applica
- L'operatore Iva che riceve una fattura elettronica con uno dei codici della natura "N6", perché l'acquisto interno è in inversione contabile ai sensi dell'articolo 17 del Dpr n. 633/1972: documento TD16
- Chi acquista servizi da un fornitore stabilito in un altro Paese Ue o fuori dall'Ue: documento TD17
- Chi effettua acquisti intracomunitari di beni: documento TD18
- Chi acquista beni per i quali l'imposta è dovuta dal cessionario ai sensi dell'articolo 17, comma 2, del Dpr n. 633/1972: documento TD19
Esempio concreto
Officina Bassi srl integra la fattura di un fornitore tedesco di servizi
Officina Bassi srl, a Brescia, acquista da una società tedesca un servizio di manutenzione del software gestionale per un imponibile di 2.000 euro; la fattura del fornitore non addebita l'Iva. Per assolvere l'imposta, l'amministrazione di Officina Bassi predispone un documento con tipo documento TD17 "integrazione/autofattura per acquisto servizi dall'estero": nei dati del cedente/prestatore riporta l'identificativo fiscale della società tedesca, nei dati del cessionario/committente i propri dati, poi indica l'imponibile di 2.000 euro, l'aliquota e l'imposta dovuta, calcolata con il calcolatore dell'Iva. Trasmette il file al SdI e registra l'operazione.
Come compilarlo, passo dopo passo
- Verificate che l'acquisto sia in inversione contabile: per un acquisto interno la fattura ricevuta riporta uno dei codici della natura "N6"; per un acquisto dall'estero stabilite se riguarda servizi, beni intracomunitari o beni rientranti nell'articolo 17, comma 2, del Dpr n. 633/1972.
- Scegliete il tipo documento: TD16 per il reverse charge interno, TD17 per i servizi dall'estero, TD18 per i beni intracomunitari, TD19 per i beni ex articolo 17, comma 2.
- Compilate la sezione "Dati del cedente/prestatore" con i dati del fornitore effettivo e la sezione "Dati del cessionario/committente" con i vostri dati, cioè quelli di chi trasmette il documento.
- Indicate l'imponibile, l'aliquota e l'imposta dovuta, insieme agli estremi della fattura del fornitore che state integrando.
- Trasmettete il file al Sistema di Interscambio; se aderite al servizio gratuito di conservazione dell'Agenzia, il documento TD16 viene portato automaticamente in conservazione.
- Registrate la fattura integrata ai sensi degli articoli 23 e 25 del Dpr n. 633/1972.
Il modello, riga per riga
- TipoDocumento
- TD16 integrazione fattura reverse charge interno; TD17 integrazione/autofattura per acquisto servizi dall'estero; TD18 integrazione per acquisto di beni intracomunitari; TD19 integrazione/autofattura per acquisto di beni ex articolo 17, comma 2, del Dpr n. 633/1972.
- Dati del cedente/prestatore
- I dati del fornitore effettivo: la partita Iva del fornitore italiano per il TD16, l'identificativo fiscale del cedente estero per il TD17 e il TD18.
- Dati del cessionario/committente
- L'identificativo Iva dell'operatore che effettua l'integrazione e trasmette il documento al SdI.
Da sapere
- La circolare n. 13/E del 2 luglio 2018 ammette, in alternativa all'integrazione della fattura, la predisposizione di un altro documento, da allegare al file della fattura, che contiene sia i dati necessari per l'integrazione sia gli estremi della fattura stessa: è questo documento che si invia al SdI con il codice TD16.
- Non c'è alcun obbligo di inviare al fornitore il documento cosiddetto "autofattura".
- I documenti TD16, TD17, TD18 e TD19 sono esclusi dall'elenco B delle fatture per le quali l'Agenzia rileva l'obbligo dell'imposta di bollo; un TD16 che riporta l'assolvimento del bollo (BolloVirtuale valorizzato con "SI") è messo a disposizione nell'elenco A del cessionario/committente.
- Altre autofatture hanno codici propri e non vanno confuse con l'integrazione: TD27 per autoconsumo e cessioni gratuite (omaggi), TD26 per i passaggi interni, TD22 e TD23 per l'estrazione di beni da un deposito Iva.
- Il SdI non controlla che chi emette una fattura per conto del fornitore sia stato autorizzato: si limita a recapitare i file, e la responsabilità resta di chi è obbligato a emettere la fattura.
Errori frequenti
- Usare il tipo documento TD01 per integrare un acquisto interno in reverse charge: dal 1° ottobre 2020 il codice è TD16.
- Invertire le anagrafiche: nel TD16, TD17, TD18 e TD19 il fornitore effettivo va nei dati del cedente/prestatore e chi trasmette nei dati del cessionario/committente.
- Usare il TD17 per un acquisto intracomunitario di beni, che richiede il TD18, o il TD18 per un servizio, che richiede il TD17.
- Confondere l'integrazione con il TD29: il TD29 è la comunicazione di un'omessa o irregolare fatturazione del fornitore, da inviare entro novanta giorni, e non consente di detrarre l'Iva dell'acquisto.
- Trattare un omaggio o un autoconsumo come un'integrazione: si usa il TD27, annotato solo nel registro delle fatture emesse.
Domande frequenti
Devo inviare l'autofattura al fornitore?
No: l'Agenzia ricorda che non vi è alcun obbligo di inviare al cedente/prestatore il documento cosiddetto "autofattura".
Quale codice uso per integrare una fattura ricevuta in reverse charge da un fornitore italiano?
Il TD16 "integrazione fattura reverse charge interno", obbligatorio dal 1° ottobre 2020 per le autofatture di integrazione degli acquisti interni in reverse charge.
Come compilo le anagrafiche di un TD17 per un servizio acquistato all'estero?
Nel campo del cedente/prestatore l'identificativo fiscale del fornitore estero effettivo, nel campo del cessionario/committente i dati di chi trasmette il documento al SdI.
L'integrazione in reverse charge paga l'imposta di bollo?
I documenti TD16, TD17, TD18 e TD19 sono esclusi dall'elenco B con cui l'Agenzia segnala le fatture soggette a bollo non assolto. Un TD16 che indica l'assolvimento del bollo compare nell'elenco A del cessionario/committente.
Per approfondire
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Fonti ufficiali
- Agenzia delle Entrate — Fatture e corrispettivi, FAQ « Autofatture » per le imprese (TD16, TD17, TD18, TD22, TD23, TD26, TD27, TD29) — 25 settembre 2026
- Agenzia delle Entrate — Fatture e corrispettivi, FAQ « Autofatture » — 25 settembre 2026
- Agenzia delle Entrate — L'integrazione del bollo sulle fatture elettroniche (elenchi A e B, tipi documento TD16-TD19 esclusi) — 25 settembre 2026
Guida e documento forniti a solo scopo informativo; non costituiscono una consulenza legale o fiscale personalizzata. Fa fede soltanto la decisione dell'ente destinatario: verificane i requisiti e, se necessario, rivolgiti a un professionista abilitato.