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Lavoro occasionale o attività abituale: dove passa il confine
Gli esempi numerici del modulo, poi casi da risolvere prima di scoprirne la soluzione · 4 sezioni · 353 parole · 4 min
Esempio numerico
La fotografa del matrimonio di un'amica
Irene lavora in banca e ha la passione della fotografia. Una coppia di amici le chiede di fotografare il matrimonio e le paga 600 euro. Non ha un sito, non accetta altri incarichi e non ne cerca. È un episodio isolato: il compenso è un reddito diverso, da indicare nella dichiarazione insieme allo stipendio.
Esempio numerico
Il consulente con il profilo professionale
Marco ha un profilo che offre consulenze informatiche con tariffe orarie e da un anno segue ogni mese quattro piccole aziende. Ha incassato 4.000 euro. L'importo è basso, ma regolarità, promozione e clienti ricorrenti descrivono un'attività abituale: le ricevute occasionali non sono la forma corretta.
Esempio numerico
La docente di un corso estivo
Sonia insegna in un liceo e d'estate tiene un corso di scrittura di due settimane per un'associazione culturale, che le paga 1.500 euro. L'incarico si è ripetuto due estati di seguito, senza altra attività durante l'anno. È un caso al margine: conviene documentare perché resta episodico e rivalutarlo se diventa stabile.
Caso pratico
Chiara e i tre manuali tradotti
Chiara, studentessa senza altri redditi, nel 2025 ha tradotto tre manuali per due aziende, con incarichi separati e senza alcuna promozione della propria attività. Ha incassato 4.200 euro lordi, senza spese da documentare, e le aziende hanno trattenuto la ritenuta sull'intero importo. Quanto le è stato trattenuto, quanta IRPEF netta deve per il 2025 e che cosa le conviene fare?
Suggerimento: Calcolate la ritenuta sul lordo, poi l'imposta lorda con il primo scaglione; confrontatela con la detrazione per il lavoro autonomo occasionale, che dipende dal reddito complessivo.
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Ritenuta: 4.200 × 20 % = 840 euro, versati dalle aziende. Reddito complessivo: 4.200 euro, tutto nel primo scaglione, quindi imposta lorda 4.200 × 23 % = 966 euro. Il reddito complessivo non supera 5.500 euro, dunque la detrazione dell'articolo 13, comma 5, vale 1.265 euro: più dell'imposta lorda, che si azzera. L'IRPEF netta è zero e gli 840 euro trattenuti diventano un credito. Chiara ha interesse a presentare il 730 del 2026, anche senza sostituto d'imposta, per farseli rimborsare.
Risposta: 840 euro trattenuti, IRPEF netta zero, 840 euro da recuperare con il 730
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