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Riportare le perdite agli anni successivi: il limite dell'80 %, i primi tre esercizi e le imprese personali

Gli esempi numerici del modulo, poi casi da risolvere prima di scoprirne la soluzione · 8 sezioni · 673 parole · 8 min

Esempio numerico

Dalla perdita di bilancio alla perdita fiscale

Una SRL chiude il bilancio 2025 con una perdita di 40.000 euro. Tra i costi registrati ci sono 10.000 euro di spese non inerenti, che la dichiarazione riprende in aumento. La perdita fiscale riportabile non è 40.000 euro ma 40.000 − 10.000 = 30.000 euro: la differenza non potrà ridurre alcun reddito futuro.

Esempio numerico

Il 2026 della società di Chiara

Reddito imponibile 2026: 60.000 euro. Limite di utilizzo: 60.000 × 80 % = 48.000 euro. La perdita di 100.000 euro ne copre 48.000; restano tassati 12.000 euro, con un'IRES di 12.000 × 24 % = 2.880 euro. Al 1° gennaio 2027 la perdita ancora disponibile è 100.000 − 48.000 = 52.000 euro.

Esempio numerico

Una start-up che torna in utile

Una SRL costituita nel 2024 per sviluppare un servizio nuovo perde 30.000 euro nel 2024 e 20.000 euro nel 2025. Nel 2026 realizza un reddito di 45.000 euro. Le perdite dei primi tre esercizi si usano entro l'intero reddito: la società ne compensa 45.000 euro, azzera l'imponibile e riporta i 5.000 euro residui.

Esempio numerico

Una perdita ridotta da un provento esente

Una società chiude con una perdita fiscale di 50.000 euro e ha incassato 8.000 euro di proventi esenti diversi da quelli dell'articolo 87. I costi collegati, rimasti indeducibili per l'articolo 109, comma 5, ammontano a 3.000 euro. La perdita si riduce di 8.000 − 3.000 = 5.000 euro: quella riportabile è 45.000 euro.

Esempio numerico

La ditta di Paolo e il suo stipendio

Paolo ha una ditta individuale che nel 2025 perde 20.000 euro; non si tratta di un'attività nuova. Nel 2026 la ditta produce 15.000 euro di reddito, e Paolo percepisce anche 30.000 euro da lavoro dipendente. La perdita compensa al massimo 15.000 × 80 % = 12.000 euro del reddito d'impresa; lo stipendio resta intero, e 8.000 euro si riportano.

Esempio numerico

Una SNC con due soci

Una SNC con due soci al 50 % chiude il 2025 con una perdita fiscale di 30.000 euro. Ciascun socio riceve 15.000 euro di perdita. Nel 2026 il primo ha 10.000 euro di reddito d'impresa e ne compensa 8.000; il secondo non ha redditi della stessa natura e riporta per intero i suoi 15.000 euro.

Caso pratico

Due anni di recupero per la società di Chiara

La SRL di Chiara, costituita nel 2012, dispone all'inizio del 2026 di una perdita riportabile di 100.000 euro formata nel 2025. Il reddito imponibile prima delle perdite è di 60.000 euro nel 2026 e di 80.000 euro nel 2027. Quanta IRES paga la società in ciascuno dei due anni all'aliquota ordinaria, e quale perdita resta disponibile all'inizio del 2028?

Suggerimento: Applicate ogni anno il limite dell'80 % al reddito dell'anno, confrontatelo con la perdita ancora disponibile e usate il più basso dei due importi.

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2026: limite 60.000 × 80 % = 48.000 euro, inferiore alla perdita; imponibile 12.000 euro, IRES 2.880 euro; perdita residua 52.000 euro. 2027: limite 80.000 × 80 % = 64.000 euro, superiore alla perdita residua; si usano 52.000 euro, imponibile 28.000 euro, IRES 28.000 × 24 % = 6.720 euro. All'inizio del 2028 non resta alcuna perdita.

Risposta: 2.880 euro nel 2026, 6.720 euro nel 2027, nessuna perdita residua

Caso pratico

La perdita di una SAS

Una SAS con capitale sociale di 10.000 euro chiude il 2025 con una perdita fiscale di 25.000 euro. L'accomandatario partecipa agli utili per il 60 %, l'accomandante per il 40 %. Nel 2026 l'accomandatario ha altri redditi d'impresa per 20.000 euro. Come si ripartisce la perdita fra i soci, e quanto può compensarne l'accomandatario nel 2026?

Suggerimento: Separate la parte di perdita che rientra nel capitale sociale, divisa secondo le quote, da quella che lo eccede; poi applicate all'accomandatario il limite dell'80 % sui suoi redditi della stessa natura.

Mostra la soluzione

Fino al capitale, 10.000 euro si dividono per quote: 6.000 all'accomandatario e 4.000 all'accomandante. L'eccedenza di 15.000 euro va solo all'accomandatario, che riceve in tutto 21.000 euro. Nel 2026 può compensarne al massimo 20.000 × 80 % = 16.000 euro; i restanti 5.000 euro si riportano.

Risposta: 21.000 euro all'accomandatario, 4.000 all'accomandante; 16.000 euro compensati nel 2026

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