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I costi con un limite proprio: rappresentanza, vitto e alloggio, telefonia, manutenzioni e interessi passivi

Gli esempi numerici del modulo, poi casi da risolvere prima di scoprirne la soluzione · 9 sezioni · 661 parole · 8 min

Esempio numerico

Il plafond di un'impresa da 12 milioni

Una società dichiara 12 milioni di euro di ricavi della gestione caratteristica. Sui primi 10 milioni l'1,5 % dà 150.000 euro; sui 2 milioni successivi lo 0,6 % dà 12.000 euro. Il plafond complessivo è di 162.000 euro: la rappresentanza oltre questa cifra torna a tassazione.

Esempio numerico

Una grande impresa sui tre scaglioni

Con 60 milioni di euro di ricavi caratteristici il plafond si compone in tre parti: 10 milioni × 1,5 % = 150.000 euro, 40 milioni × 0,6 % = 240.000 euro, 10 milioni × 0,4 % = 40.000 euro. Il totale deducibile è di 430.000 euro, cioè lo 0,72 % circa dei ricavi.

Esempio numerico

Una trasferta del titolare

Il titolare di un'impresa spende a Milano 300 euro di albergo e 100 euro di cena, pagati con carta, più 60 euro di taxi in contanti. Albergo e cena: 400 × 75 % = 300 euro deducibili. Il taxi, pagato in contanti in Italia, non è deducibile. In tutto si deducono 300 euro su 460 spesi.

Esempio numerico

Il tetto dei pasti di una consulente

Una consulente con 60.000 euro di compensi spende 2.000 euro tra ristoranti e alberghi per lavoro, pagati con carta. Il 75 % dà 1.500 euro, ma il tetto del 2 % dei compensi vale 1.200 euro. Si deducono quindi 1.200 euro: il limite sui compensi prevale sulla percentuale.

Esempio numerico

Un abbonamento telefonico aziendale

Un abbonamento da 40 euro al mese costa 480 euro l'anno. La quota deducibile è 480 × 80 % = 384 euro, mentre 96 euro tornano a tassazione. Il taglio vale anche se il telefono è usato solo per lavoro: la norma non chiede di misurare le chiamate private.

Esempio numerico

Riparazioni oltre il limite

All'inizio del 2026 il registro dei beni ammortizzabili di un'impresa riporta 200.000 euro di costo complessivo. Il limite vale 200.000 × 5 % = 10.000 euro. Le riparazioni dell'anno ammontano a 16.000 euro: se ne deducono 10.000 nel 2026, e i 6.000 in eccesso si deducono in quote di 1.200 euro dal 2027 al 2031.

Esempio numerico

Un contratto di assistenza a canone

Un'impresa paga 3.600 euro l'anno a un tecnico esterno per un contratto di assistenza periodica sui macchinari, oltre a 2.000 euro di riparazioni straordinarie. Il canone si deduce per intero nell'anno di competenza e non entra nel limite del 5 per cento; solo le riparazioni si confrontano con il limite.

Esempio numerico

Un finanziamento che pesa sul conto economico

Una società ha 50.000 euro di interessi passivi, 5.000 euro di interessi attivi e un ROL di 100.000 euro, senza riporti. Il 30 % del ROL vale 30.000 euro. Si deducono 5.000 + 30.000 = 35.000 euro; i restanti 15.000 euro passano agli esercizi successivi.

Caso pratico

La dichiarazione della società di Paolo

La SRL di Paolo ha nel 2026 ricavi caratteristici per 1.500.000 euro. Registra 30.000 euro di spese di rappresentanza pagate con bonifico, 8.000 euro di alberghi e ristoranti per le trasferte dei soci pagati con carta, 5.000 euro di telefonia, 14.000 euro di riparazioni con beni ammortizzabili per 200.000 euro a inizio anno, 40.000 euro di interessi passivi, 2.000 euro di interessi attivi e un ROL di 90.000 euro, senza riporti. Di quanto aumenta l'imponibile 2026, e quanta parte dell'aumento potrà essere recuperata negli anni successivi?

Suggerimento: Calcolate la quota non deducibile di ogni famiglia di costi, poi separate le eccedenze che la legge fa slittare agli anni successivi da quelle perse per sempre.

Mostra la soluzione

Rappresentanza: plafond 1.500.000 × 1,5 % = 22.500 euro; eccedenza 7.500 euro. Vitto e alloggio: 8.000 × 25 % = 2.000 euro indeducibili. Telefonia: 5.000 × 20 % = 1.000 euro. Riparazioni: limite 200.000 × 5 % = 10.000 euro; eccedenza 4.000 euro, recuperabile in cinque quote da 800 euro. Interessi: deducibili 2.000 + 30 % di 90.000 = 29.000 euro; eccedenza 11.000 euro, riportabile. Totale in aumento: 7.500 + 2.000 + 1.000 + 4.000 + 11.000 = 25.500 euro. Recuperabili in futuro: 4.000 + 11.000 = 15.000 euro.

Risposta: 25.500 euro, di cui 15.000 recuperabili

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