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Il calendario dei versamenti: ritenute del mese e imposta sostitutiva sul TFR
La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 41 sezioni · 1846 parole · 10 min
Il 16 dicembre 2026 una trattoria di Parma, srl con quattro dipendenti, porta in banca un F24 con due debiti diversi: le ritenute sugli stipendi pagati a novembre e l'acconto dell'imposta sostitutiva sul TFR. Le rivalutazioni del fondo del 2025 erano state 1.200 €, e l'acconto vale 183,60 €. Il consulente è in ferie: il titolare vuole capire da dove esce quel numero.
Cosa saprai fare
- Fissare il termine di versamento delle ritenute a partire dal mese del pagamento, con il rinvio per sabati e festivi
- Sapere in quale sezione dell'F24 si versano le ritenute e quale canale è obbligatorio
- Riconoscere quando è dovuta l'imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR e quando non lo è
- Calcolare l'acconto di dicembre con il metodo storico e il saldo di febbraio
- Costruire il calendario annuale di un piccolo sostituto, dalle ritenute mensili al 770
Il termine mensile delle ritenute
Per le ritenute sugli stipendi e per quelle sui compensi professionali le schede dell'Agenzia usano la stessa regola: il sostituto versa entro il giorno 16 del mese che segue il pagamento. Conta il mese in cui il denaro è uscito dal conto, non il mese di competenza dello stipendio né la data della fattura.
Se il 16 cade di sabato o in un giorno festivo, il versamento fatto il primo giorno lavorativo successivo è tempestivo. Nel 2026, per esempio, il 16 maggio è un sabato: le ritenute sui pagamenti di aprile si versano entro lunedì 18 maggio. Il rinvio sposta in avanti, mai indietro.
Il canale è vincolato. Per i datori di lavoro e per i sostituti titolari di partita IVA il versamento con il modello F24 avviene esclusivamente in via telematica. Una srl o una ditta individuale con partita IVA non può dunque presentare un F24 di carta allo sportello.
Per uno stipendio la regola si legge così: la retribuzione di ottobre pagata il 5 novembre genera ritenute da versare entro il 16 dicembre; quella di novembre pagata il 27 novembre, ritenute da versare anch'esse entro il 16 dicembre. Due mensilità diverse possono quindi confluire nello stesso versamento.
Vale anche il contrario: un mese senza pagamenti non genera versamenti. Se in agosto lo studio non paga né stipendi né parcelle, a settembre non c'è alcuna ritenuta da versare. Il calendario segue i pagamenti, non il semplice scorrere dei mesi, e una riga vuota nel registro è un'informazione da annotare, non una dimenticanza.
Il termine non cambia con l'importo. Una ritenuta di pochi euro sul compenso di un consulente si versa entro lo stesso 16 di una ritenuta di migliaia di euro sugli stipendi. Chi rimanda i piccoli importi per sommarli a quelli del mese successivo trasforma un versamento puntuale in uno tardivo.
Cifre chiave
- Giorno del mese successivo al pagamento entro cui si versano le ritenute
- 16
- Versamenti di ritenute in un anno in cui si pagano stipendi ogni mese
- 12
Il modello F24: sezione Erario e codici tributo
La scheda dell'Agenzia sui casi frequenti dell'F24 divide il modello in sezioni. Le ritenute si versano nella sezione Erario, insieme a IRPEF, IRES e IVA. Le imposte regionali, come IRAP e addizionale regionale, vanno nella sezione Regioni; quelle comunali nella sezione dedicata all'IMU e agli altri tributi locali.
Ogni riga della sezione Erario porta un codice tributo che dice a quale debito si riferisce la somma. Per le ritenute sui compensi di lavoro autonomo la scheda indica il codice 1040. I codici delle ritenute sugli stipendi figurano nelle tabelle dei codici tributo dell'Agenzia, che questo corso non ha letto e non riporta.
Un codice sbagliato non fa sparire il denaro, ma lo imputa a un debito diverso. Per un piccolo sostituto la prevenzione più semplice è un modello F24 predisposto una volta, con le righe ricorrenti già impostate, da aggiornare negli importi ogni mese.
L'imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del TFR
Chi ha dipendenti accantona ogni anno il trattamento di fine rapporto e rivaluta il fondo già accumulato. Su quella rivalutazione, non sulla quota accantonata, è dovuta un'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi. La scheda dell'Agenzia la pone a carico del datore di lavoro o dell'ente pensionistico, con un'aliquota del 17 %.
L'imposta non riguarda le quote di TFR destinate integralmente a una forma pensionistica complementare. Quelle somme non restano accantonate presso il datore di lavoro e non vengono rivalutate: non c'è quindi una base su cui applicare l'imposta. Un'azienda i cui dipendenti hanno tutti aderito a un fondo pensione non ha questo debito.
Come si calcola la rivalutazione, con una quota fissa e una quota legata all'indice dei prezzi dell'ISTAT, è spiegato nel corso sul TFR e nel suo calcolatore. Questo modulo prende la rivalutazione come un dato già noto, perché l'indice mensile dell'ISTAT non è stato letto su una fonte servita.
Cifre chiave
- Imposta sostitutiva sulle rivalutazioni del fondo TFR
- 17 %
- Quota delle rivalutazioni su cui si calcola l'acconto, con l'uno o l'altro metodo
- 90 %
Acconto a dicembre, saldo a febbraio
L'imposta si paga in due tempi. L'acconto scade il 16 dicembre di ogni anno, con il codice tributo 1712. Il saldo scade il 16 febbraio dell'anno successivo, con il codice 1713. La scheda precisa che i termini non cambiano se un rapporto di lavoro cessa nel corso dell'anno.
Per l'acconto la scheda offre due metodi, e per il calendario conta soprattutto il primo. Il metodo storico parte da un dato già chiuso, la rivalutazione dell'anno solare precedente: se ne prende il 90 % e vi si applica il 17 %. A dicembre 2026, dunque, si lavora sulla rivalutazione del 2025.
Il metodo previsionale stima invece la rivalutazione dell'anno in corso, sempre nella misura del 90 %, e conviene a chi si aspetta un fondo in netto calo. Le sue regole di base, e il caso dell'azienda i cui rapporti di lavoro sono tutti cessati prima di dicembre, sono sviluppati nel corso dedicato al TFR.
Per chi tiene il calendario la scelta del metodo ha una conseguenza pratica: con lo storico l'importo di dicembre è noto fin da gennaio, perché la rivalutazione dell'anno prima è già chiusa. Si può quindi accantonarlo in tesoreria con largo anticipo, invece di scoprirlo a metà dicembre.
Il saldo si calcola a fine anno applicando il 17 % alle rivalutazioni maturate nell'anno, e si versa al netto dell'acconto già pagato. Se l'acconto è stato abbondante, il saldo è piccolo; se l'acconto è stato calcolato su un anno più povero, il saldo lo compensa.
La scheda ammette la compensazione nel modello F24 con crediti maturati per altre imposte o contributi. Consente anche di usare il credito derivante dal prelievo anticipato sui trattamenti di fine rapporto previsto dalla legge 662 del 1996, fino a concorrenza dell'imposta: quell'importo non conta nel limite annuo delle compensazioni.
Il calendario di un anno
Tabella di sintesi
| Scadenza | Che cosa | Dove e come |
|---|---|---|
| 16 di ogni mese | Ritenute sugli stipendi e sui compensi pagati nel mese precedente | F24 telematico, sezione Erario; codice 1040 per il lavoro autonomo |
| 16 febbraio | Saldo dell'imposta sostitutiva sulle rivalutazioni dell'anno precedente | F24, codice 1713, al netto dell'acconto |
| 16 marzo | Consegna delle CU sintetiche; trasmissione delle ordinarie nel caso generale | Trasmissione telematica all'Agenzia |
| 30 aprile | Trasmissione delle CU con soli compensi professionali abituali o provvigioni non occasionali | Trasmissione telematica all'Agenzia |
| 31 ottobre, 2 novembre nel 2026 | Modello 770 e CU con soli redditi esenti | Trasmissione telematica, o sistema semplificato se se ne hanno i requisiti |
| 16 dicembre | Acconto dell'imposta sostitutiva sul TFR | F24, codice 1712 |
Il calendario ha una particolarità: febbraio e dicembre sono i mesi più carichi. A febbraio il saldo dell'imposta sostitutiva si somma alle ritenute sui pagamenti di gennaio; a dicembre l'acconto si somma alle ritenute sui pagamenti di novembre. Conviene prevederlo in tesoreria.
Un piccolo sostituto non ha bisogno di un software per tenere questo calendario. Basta un registro con una riga per ogni pagamento, la data, il percettore, il lordo e la ritenuta, e una seconda tabella con le scadenze fisse dell'anno. Il registro dei pagamenti diventerà, a febbraio, la base delle CU.
Il primo anno con un dipendente
Chi assume per la prima volta scopre il calendario un pezzo alla volta. Il primo stipendio fa nascere la prima ritenuta, da versare il 16 del mese seguente. L'imposta sostitutiva sul TFR arriva invece più tardi, perché ha bisogno di un fondo da rivalutare, e il primo anno quel fondo non c'è ancora.
La scheda dell'Agenzia rivaluta il fondo accantonato al 31 dicembre di ogni anno, escludendo il TFR maturato nell'anno stesso. Per chi assume nel 2026 il fondo al 31 dicembre 2025 è zero: nel 2026 non c'è rivalutazione, quindi non c'è imposta, e con il metodo storico l'acconto del dicembre 2027 poggia su quel risultato nullo.
Il primo versamento dell'imposta sostitutiva arriva così con il saldo del febbraio 2028, calcolato sulla rivalutazione del 2027 dell'accantonamento del 2026. Non è un'agevolazione: è la meccanica del fondo. Conviene saperlo per non cercare un debito che non c'è, e per non dimenticarlo quando comparirà.
Far quadrare versamenti, CU e 770
Il calendario produce tre tracce dello stesso denaro. Durante l'anno, gli F24 mostrano quanto è stato versato mese per mese. A marzo, le CU mostrano quanto è stato trattenuto a ciascun percettore. In autunno, il 770 o il sistema semplificato riassumono le ritenute dell'anno. Le tre tracce devono raccontare la stessa storia.
Il controllo più utile si fa prima di consegnare le CU. Si sommano le ritenute di tutte le certificazioni preparate e si confrontano con la somma delle righe di ritenute versate con gli F24 riferiti ai pagamenti dell'anno. Se i due totali divergono, c'è un pagamento dimenticato, un versamento mancato o una ritenuta certificata male.
Attenzione ai confini dell'anno. Le ritenute sui pagamenti di dicembre si versano a gennaio dell'anno seguente, ma appartengono ai pagamenti dell'anno che si certifica. Il confronto va quindi fatto per mese di pagamento, non per data dell'F24: altrimenti dicembre sembra mancare da una parte e comparire in eccesso dall'altra.
- Totale delle ritenute nelle CU dell'anno, percettore per percettore
- Totale delle ritenute versate con gli F24, raggruppate per mese di pagamento, da gennaio a dicembre
- Elenco dei pagamenti senza ritenuta, per esempio ai professionisti forfettari, con la loro dichiarazione
- Acconto e saldo dell'imposta sostitutiva sul TFR, che non entrano nelle CU ma restano nel calendario
Se il confronto rivela un versamento mancato, il debito resta aperto e va regolarizzato. La regolarizzazione spontanea di un versamento tardivo, il ravvedimento operoso, ha un calcolatore dedicato nel catalogo; questo corso non ne riporta le misure, che vanno verificate prima di pagare.
Errori da evitare
- Fissare il termine delle ritenute sul mese di competenza dello stipendio invece che sul mese in cui è stato pagato.
- Anticipare il versamento quando il 16 cade di sabato, oppure dimenticare che il primo giorno lavorativo successivo resta tempestivo.
- Presentare un F24 cartaceo quando si è titolari di partita IVA: per le ritenute il canale è esclusivamente telematico.
- Calcolare l'imposta sostitutiva sulla quota di TFR accantonata nell'anno invece che sulla rivalutazione del fondo.
- Pagare l'imposta sostitutiva sulle quote destinate integralmente a un fondo pensione, che non vengono rivalutate presso l'azienda.
- Versare il saldo di febbraio senza sottrarre l'acconto pagato a dicembre, o invertire i codici 1712 e 1713.
Contenuto didattico, aggiornato alle fonti citate. Non sostituisce una consulenza adatta alla tua situazione. Questi corsi non sono certificanti né finanziabili: non preparano ad alcuna certificazione iscritta in un registro ufficiale.