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Detrazioni per pensione e per lavoro autonomo, e il limite dell'imposta lorda
La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 42 sezioni · 1870 parole · 11 min
Giuseppina, pensionata a Bari con 8.000 € di reddito, ha letto che la detrazione per pensione può arrivare a 1.955 euro e ha calcolato un'imposta lorda di 1.840 euro. Si aspettava un rimborso di 115 euro. Non arriverà: le detrazioni riducono l'imposta fino a zero, mai oltre. Saperlo per tempo evita false attese e qualche scelta sbagliata in famiglia.
Cosa saprai fare
- Capire perché la detrazione dipende dal tipo di reddito e perché quelle dell'articolo 13 non si sommano
- Calcolare la detrazione per redditi di pensione, con il minimo, la maggiorazione e il rapporto ai giorni
- Calcolare la detrazione per lavoro autonomo e d'impresa minore, con la maggiorazione tra 11.000 e 17.000 euro
- Applicare il limite dell'imposta lorda alla somma di tutte le detrazioni e riconoscere l'incapienza
- Sapere quali redditi restano fuori da queste detrazioni, come quello del regime forfettario
Una detrazione diversa per ogni tipo di reddito
L'articolo 13 del testo unico, accanto alla detrazione per il lavoro dipendente, ne prevede altre due per chi vive di redditi diversi: una per i redditi di pensione, al comma 3, e una per il lavoro autonomo e alcuni redditi affini, al comma 5. Hanno fasce e importi propri, costruiti sullo stesso schema decrescente.
La detrazione per lavoro dipendente è trattata nel corso ActioFin sull'IRPEF, con le sue fasce e il rapporto al periodo di lavoro. Qui serve solo come termine di paragone: le due detrazioni di questo modulo si capiscono meglio mettendo in evidenza ciò che le distingue da quella dello stipendio.
Il punto di partenza è sempre il reddito complessivo del contribuente, non il solo reddito di pensione o di lavoro autonomo. Chi ha una pensione e un reddito di terreni individua la fascia sul totale. È lo stesso reddito complessivo, al netto dell'abitazione principale, che si usa per le detrazioni per carichi di famiglia.
Le detrazioni per tipo di reddito non si sommano
La detrazione per pensione non è cumulabile con quella per lavoro dipendente, e quella per lavoro autonomo non è cumulabile con nessuna delle due. Chi possiede redditi di tipo diverso non addiziona le detrazioni dell'articolo 13: ne fa valere una sola. Le detrazioni per familiari a carico, invece, si aggiungono sempre.
Il testo fissa il divieto di cumulo, ma in queste righe non indica quale detrazione scegliere quando più d'una sarebbe possibile. Prima di dichiarare conviene verificarlo nelle istruzioni del modello di dichiarazione o con un professionista. Il calcolatore di ActioFin calcola ciascuna detrazione per conto suo e non opera la scelta.
Un esempio aiuta a vedere il problema. Una pensionata che fa anche traduzioni occasionali possiede un reddito di pensione e un reddito di lavoro autonomo occasionale. Entrambi rientrano tra quelli che aprono una detrazione dell'articolo 13, ma la legge non le consente di sommarle: dovrà farne valere una.
La detrazione per redditi di pensione
Chi percepisce una pensione ha diritto a una detrazione che il comma 3 articola in tre fasce di reddito complessivo. La prima arriva a 8.500 euro, la seconda va oltre 8.500 e fino a 28.000 euro, la terza oltre 28.000 e fino a 50.000 euro. Oltre i 50.000 euro la detrazione per pensione è nulla.
Cifre chiave
- Detrazione piena nella prima fascia
- 1.955 €
- Reddito complessivo massimo della prima fascia
- 8.500 €
- Detrazione minima nella prima fascia
- 713 €
- Importo base della seconda e della terza fascia
- 700 €
- Importo moltiplicato per il rapporto della seconda fascia
- 1.255 €
- Divisore del rapporto della seconda fascia
- 19.500 €
- Reddito fino a 8.500 euro: 1.955 euro, con un minimo effettivo di 713 euro
- Oltre 8.500 e fino a 28.000 euro: 700 euro più 1.255 euro moltiplicati per il rapporto tra 28.000 euro meno il reddito e 19.500 euro
- Oltre 28.000 e fino a 50.000 euro: 700 euro moltiplicati per il rapporto tra 50.000 euro meno il reddito e 22.000 euro
- Oltre 50.000 euro: nessuna detrazione per pensione
Le fasce si raccordano tra loro. A 8.500 euro la formula della seconda fascia dà 700 + 1.255 × 19.500 / 19.500, cioè 1.955 euro, come la prima. A 28.000 euro il rapporto si annulla e resta la base di 700 euro, da cui parte la terza fascia per scendere fino a zero a 50.000 euro.
Il comma 3-bis aggiunge 50 euro per un reddito complessivo oltre 25.000 e fino a 29.000 euro. La fascia di questa maggiorazione non coincide con quella dello stipendio: chi confronta una pensione e un salario dello stesso importo non trova le stesse cifre, e non deve aspettarsele.
Cifre chiave
- Maggiorazione della detrazione per pensione
- 50 €
- Reddito oltre il quale inizia la maggiorazione
- 25.000 €
- Reddito fino al quale spetta la maggiorazione
- 29.000 €
I giorni di pensione e il minimo di 713 euro
Come quella dello stipendio, la detrazione per pensione è rapportata al periodo di pensione nell'anno. Chi va in pensione in autunno non ha diritto alla detrazione annua intera. Il calcolatore di ActioFin conta i giorni di pensione su un anno di 365 e moltiplica la detrazione annua per quella frazione.
Nella prima fascia interviene poi il minimo: la detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 713 euro. Il calcolatore applica il minimo dopo il rapporto ai giorni, così che un pensionato con un reddito basso e pochi mesi di pensione non scenda sotto quella cifra.
Non va confuso il rapporto al periodo con la fascia di reddito. La fascia si individua sul reddito complessivo dell'anno, anche se la pensione è durata pochi mesi; è la detrazione, una volta trovata la fascia, a essere ridotta in proporzione ai giorni. Il periodo breve non sposta il contribuente in una fascia più favorevole.
La detrazione per lavoro autonomo e d'impresa minore
Il comma 5 riguarda un gruppo eterogeneo di redditi: quelli di lavoro autonomo dell'articolo 53, quelli d'impresa minore dell'articolo 66, alcuni redditi diversi dell'articolo 67 e alcuni redditi assimilati dell'articolo 50. È la detrazione del professionista e dell'imprenditore individuale in contabilità semplificata al regime ordinario.
Cifre chiave
- Detrazione nella prima fascia
- 1.265 €
- Reddito complessivo massimo della prima fascia
- 5.500 €
- Importo base della seconda e della terza fascia
- 500 €
- Importo moltiplicato per il rapporto della seconda fascia
- 765 €
- Divisore del rapporto della seconda fascia
- 22.500 €
- Maggiorazione per un reddito oltre 11.000 e fino a 17.000 euro
- 50 €
- Reddito fino a 5.500 euro: 1.265 euro
- Oltre 5.500 e fino a 28.000 euro: 500 euro più 765 euro moltiplicati per il rapporto tra 28.000 euro meno il reddito e 22.500 euro
- Oltre 28.000 e fino a 50.000 euro: 500 euro moltiplicati per il rapporto tra 50.000 euro meno il reddito e 22.000 euro
- Oltre 50.000 euro: nessuna detrazione per lavoro autonomo
Gli importi sono più bassi di quelli della pensione e dello stipendio, e non c'è alcun minimo garantito. In compenso il comma 5 non contiene le parole «rapportata al periodo» che si leggono ai commi 1 e 3: il calcolatore applica quindi la detrazione annua per intero, anche a chi ha avviato l'attività in autunno.
Il comma 5-ter aggiunge 50 euro se il reddito complessivo è superiore a 11.000 euro ma non a 17.000 euro. È una fascia più bassa di quella della pensione, e il salto è netto: chi passa da 17.000 a 17.001 euro di reddito complessivo perde i 50 euro in un colpo solo.
Nella terza fascia la detrazione decresce con lo stesso schema delle altre: con 40.000 euro il rapporto vale (50.000 − 40.000) / 22.000 = 0,4545, troncato, e la detrazione è 500 × 0,4545 = 227,25 euro. A 50.000 euro si annulla, come tutte le detrazioni per tipo di reddito dell'articolo 13.
Il regime forfettario resta fuori
Il professionista o l'artigiano al regime forfettario non paga l'IRPEF sul reddito dell'attività: paga un'imposta sostitutiva. Quel reddito non passa per gli scaglioni, e la detrazione per lavoro autonomo non lo riduce. Il calcolatore non verifica il regime applicato: va escluso a monte da chi lo usa. Il corso ActioFin sul forfettario ne descrive requisiti e calcolo.
Pensione e lavoro autonomo a confronto
Tabella di sintesi
| Elemento | Pensione (comma 3) | Lavoro autonomo (comma 5) |
|---|---|---|
| Importo della prima fascia | 1.955 euro fino a 8.500 euro | 1.265 euro fino a 5.500 euro |
| Base della seconda e della terza fascia | 700 euro | 500 euro |
| Minimo garantito | 713 euro nella prima fascia | Nessuno |
| Maggiorazione | 50 euro oltre 25.000 e fino a 29.000 euro | 50 euro oltre 11.000 e fino a 17.000 euro |
| Rapporto al periodo | Sì, ai giorni di pensione | No |
| Reddito a cui si annulla | 50.000 euro | 50.000 euro |
La tabella rende visibile una scelta del legislatore: la detrazione più generosa va al pensionato con un reddito modesto, protetta da un minimo e graduata sul periodo. Quella del lavoratore autonomo è più piccola ma non si riduce se l'attività è iniziata a metà anno. Due logiche diverse, che non vanno trasferite dall'una all'altra.
Il limite dell'imposta lorda
Tutte le detrazioni, per tipo di reddito, per carichi di famiglia e per spese, si sottraggono dalla stessa imposta lorda. L'Agenzia delle Entrate lo scrive chiaramente: le detrazioni valgono in genere fino all'imposta dovuta, e l'eccedenza non viene rimborsata. Quando la somma delle detrazioni supera l'imposta si parla di incapienza.
L'ordine in cui si sottraggono le detrazioni non cambia il risultato: l'imposta netta non scende mai sotto zero. Cambia invece la lettura dei calcolatori. Ogni calcolatore di ActioFin confronta la propria detrazione con l'imposta lorda, uno alla volta; quando se ne usano più d'uno, il limite va applicato alla loro somma.
L'incapienza colpisce soprattutto i redditi bassi, cioè proprio quelli verso cui le detrazioni più alte sono orientate. Un pensionato con 9.000 euro di reddito e il coniuge a carico può avere diritto, sulla carta, a più detrazioni di quanta imposta paghi. Il caso pratico di questo modulo lo misura.
Detrazione spettante e detrazione utilizzabile
I calcolatori di ActioFin distinguono due numeri. La detrazione spettante è quella che la legge riconosce in base al reddito e alle condizioni; la detrazione utilizzabile è la parte che trova posto nell'imposta lorda. Quando i due numeri divergono, il risultato lo segnala con un avviso dedicato all'incapienza.
In una famiglia con due redditi la distinzione ha effetti pratici. La detrazione per i figli, per esempio, può essere attribuita per accordo al genitore con il reddito più elevato: se l'altro è incapiente, spostarla evita di perderla. È una delle poche leve di scelta che l'articolo 12 lascia ai genitori.
Le regole di questo modulo valgono per il periodo d'imposta 2026, nella versione 37 dell'articolo 13 pubblicata dalla Gazzetta Ufficiale. Dal 1° gennaio 2027 il testo unico è abrogato dal decreto legislativo n. 117 del 2026: le detrazioni degli anni successivi andranno rilette nel nuovo testo, che questo corso non anticipa.
Errori da evitare
- Sommare la detrazione per pensione e quella per lavoro autonomo: le detrazioni per tipo di reddito dell'articolo 13 non si cumulano.
- Cercare la fascia sul solo reddito di pensione o di lavoro autonomo invece che sul reddito complessivo.
- Rapportare ai mesi la detrazione per lavoro autonomo: il comma 5 non prevede alcun rapporto al periodo.
- Dimenticare il minimo di 713 euro per il pensionato della prima fascia che ha ricevuto la pensione per pochi mesi.
- Applicare la detrazione per lavoro autonomo al reddito del regime forfettario, soggetto a imposta sostitutiva.
- Attendersi il rimborso delle detrazioni che superano l'imposta lorda: l'eccedenza è perduta.
Contenuto didattico, aggiornato alle fonti citate. Non sostituisce una consulenza adatta alla tua situazione. Questi corsi non sono certificanti né finanziabili: non preparano ad alcuna certificazione iscritta in un registro ufficiale.