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La compensazione nel modello F24: quali crediti, quali debiti e fino a quale limite
La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 42 sezioni · 1953 parole · 10 min
Elena amministra una piccola SRL veronese che produce arredi. A giugno la società deve pagare il saldo IRES, le ritenute sugli stipendi e i contributi dei dipendenti, e intanto ha in cassa un credito IVA di 18.000 €. Può usarlo per pagare tutto il resto? Sì, ma dentro regole precise: che cosa si compensa, fino a quanto, e da quale canale.
Cosa saprai fare
- Distinguere compensazione verticale e compensazione orizzontale nel modello F24
- Riconoscere quali tributi e contributi possono essere pagati con un credito
- Applicare il limite annuo di 2 milioni di euro e capire che cosa accade se lo si supera
- Scegliere il canale di invio corretto per un F24 con crediti o a saldo zero
- Sapere quali crediti oltre 5.000 euro devono attendere la dichiarazione da cui emergono
Un unico modello per pagare e compensare
Il modello F24 poggia su un'idea semplice: un solo versamento per imposte, contributi e altre somme dovute allo Stato, alle regioni e agli enti previdenziali. L'articolo 17 del decreto legislativo 241 del 1997 vi aggiunge una facoltà preziosa per le imprese: usare nello stesso modello i crediti emersi dalle dichiarazioni per estinguere i debiti in scadenza.
Compensare vuol dire pagare con un credito anziché con denaro. Nel modello il debito si scrive nella colonna degli importi a debito versati, il credito in quella degli importi a credito compensati, e la banca o l'Agenzia addebita soltanto la differenza. Quando crediti e debiti si equivalgono il saldo finale è zero e non esce un euro.
Nella pratica si distinguono due forme. La compensazione verticale resta dentro la stessa imposta: il credito IRES di un anno abbatte l'IRES dell'anno dopo, il credito IVA riduce l'IVA delle liquidazioni successive. La compensazione orizzontale usa invece il credito di un tributo per pagare un tributo diverso, oppure un contributo previdenziale.
È sulla seconda forma che il legislatore ha costruito soglie, termini, visti e controlli, perché è lì che un credito gonfiato o inesistente può trasformarsi in un mancato versamento difficile da scoprire. Questo corso segue soprattutto la compensazione orizzontale, quella che una piccola impresa usa quando ha un credito da smaltire e debiti diversi da pagare.
Definizione
Compensazione orizzontale — L'uso, nel modello F24, del credito di un tributo o di un contributo per estinguere un debito di natura diversa, anche verso un ente impositore diverso. Si contrappone alla compensazione verticale, che resta all'interno della stessa imposta.
Quali debiti e quali crediti entrano nel modello
Il comma 2 dell'articolo 17 elenca le somme interessate. Vi compaiono le imposte sui redditi con le addizionali e le ritenute versate direttamente, l'IVA delle liquidazioni periodiche e del saldo annuale, le imposte sostitutive delle imposte sui redditi e dell'IVA, i contributi previdenziali dei lavoratori e dei datori di lavoro e i premi INAIL.
L'elenco continua con voci meno frequenti per una piccola impresa: gli interessi dovuti quando si paga a rate, le tasse sulle concessioni governative, le tasse scolastiche e le altre entrate individuate con decreto ministeriale. La norma lega le due operazioni: tutto ciò che si versa con il modello unitario può anche essere pagato con un credito compensabile.
Dentro l'elenco c'è un'eccezione. Per le ritenute che il DPR 602 del 1973 consente di versare presso la tesoreria provinciale dello Stato, chi sceglie quella via rinuncia alla compensazione. Nelle piccole imprese il caso è raro, ma conferma che il modello F24 è il luogo naturale in cui debiti e crediti si incontrano.
Un chiarimento del 2023 ha chiuso un dubbio che tornava spesso. Il decreto-legge 11 di quell'anno interpreta la norma nel senso che la compensazione può avvenire anche tra debiti e crediti verso enti impositori diversi. Un credito verso l'Erario può dunque pagare un contributo previdenziale, sempre nel rispetto delle altre regole vigenti.
Il primo comma pone però un confine di tempo. I crediti compensabili sono quelli che risultano dalle dichiarazioni e dalle denunce periodiche, e la compensazione va eseguita entro la data di presentazione della dichiarazione successiva. Un credito dimenticato non resta a disposizione in F24 all'infinito: prima o poi va speso o fatto confluire nella dichiarazione seguente.
I crediti verso INPS e INAIL
I crediti contributivi hanno un calendario proprio, fissato dal comma 1-bis. Per gli artigiani e i commercianti iscritti alle gestioni speciali, e per i professionisti iscritti alla Gestione separata, il credito verso l'INPS si compensa a partire dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi da cui emerge.
Per i datori di lavoro non agricoli il riferimento è la trasmissione mensile dei dati retributivi: il credito contributivo si usa dal quindicesimo giorno successivo alla scadenza di quell'invio. I crediti per premi INAIL, infine, sono compensabili a condizione che risultino certi, liquidi ed esigibili e siano registrati negli archivi dell'Istituto.
Questo corso non quantifica i contributi. Aliquote e importi dei contributi INPS degli autonomi e della Gestione separata sono pubblicati ogni anno dall'INPS nelle proprie circolari. Qui basta sapere che quei crediti possono entrare nel modello F24, con i tempi appena descritti, e che anche la verifica della loro correttezza resta sempre possibile.
Il limite annuo di 2 milioni di euro
La compensazione ha un tetto. L'articolo 34 della legge 388 del 2000 fissa un importo massimo annuo per i crediti d'imposta e i contributi compensabili in F24, e lo stesso tetto vale per i rimborsi ai titolari di conto fiscale. Il testo originario parlava di un miliardo di lire; il limite è stato alzato più volte.
Le tappe si leggono nelle note del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Dal 2014 il limite era di 700.000 euro; per il 2020 e per il 2021 fu innalzato solo temporaneamente. Poi la legge di bilancio 234 del 2021, al comma 72 dell'articolo 1, lo ha portato a 2 milioni di euro dal 1° gennaio 2022, senza data di scadenza.
Cifre chiave
- Limite annuo dei crediti compensabili in F24 e dei rimborsi in conto fiscale
- 2.000.000 €
- Importo annuo oltre il quale i crediti IVA, delle imposte sui redditi, sostitutive e IRAP attendono la dichiarazione
- 5.000 €
- Giorni dopo la presentazione della dichiarazione o dell'istanza, per la parte oltre la soglia
- 10 giorni
Il limite si misura per anno solare, non per esercizio sociale. Somma i crediti e i contributi compensati in F24 ai sensi dell'articolo 17 e i rimborsi eseguiti in conto fiscale, qualunque sia il tributo di partenza. Una società con esercizio a cavallo d'anno deve quindi fare il conto da gennaio a dicembre, non sul proprio bilancio.
Il contatore non distingue tra crediti grandi e piccoli, né tra imposte e contributi: tutto ciò che viene compensato in F24 ai sensi dell'articolo 17 si somma nello stesso totale annuo. Per la maggior parte delle piccole imprese il tetto resta lontano; diventa concreto per chi accumula stabilmente crediti rilevanti, per esempio di IVA.
Non tutto concorre al tetto. Un decreto sulle semplificazioni del 2014 ha stabilito che le eccedenze di versamento di ritenute e di imposte sostitutive si scomputano dai versamenti successivi soltanto tramite F24, e che quelle somme non entrano nel calcolo del limite dell'articolo 34. È una regola pensata per i sostituti d'imposta che hanno versato troppo.
Che cosa accade se si va oltre? Il comma 2-ter dell'articolo 17 è netto: se il credito usato in compensazione supera l'importo massimo compensabile, il modello F24 è scartato, e lo scarto viene comunicato al contribuente. Un modello scartato non produce effetti: i debiti che avrebbe dovuto estinguere restano da pagare, con le conseguenze del ritardo.
Il tetto va dunque pianificato, non scoperto a dicembre. Chi ha crediti importanti fa bene a tenere un prospetto delle compensazioni eseguite nell'anno, tributo per tributo, e a confrontarne il totale con il limite prima di ogni nuovo invio. La parte che non trova spazio nell'anno non si perde, ma va gestita con altre strade.
Il canale di invio
Tutti i titolari di partita IVA presentano il modello F24 soltanto in via telematica. Quando però il modello contiene compensazioni, il canale si restringe: la scheda dell'Agenzia delle Entrate richiede i servizi telematici dell'Agenzia stessa, F24 web o F24 online tramite Entratel o Fisconline, oppure un intermediario abilitato che li utilizzi.
Il vincolo copre un elenco preciso di crediti: IVA, imposte sui redditi e addizionali, imposte sostitutive, IRAP, crediti maturati come sostituto d'imposta, crediti d'imposta da esporre nel quadro RU della dichiarazione dei redditi, oltre ai crediti contributivi e ai premi verso INPS e INAIL. La fonte è il comma 49-bis dell'articolo 37 del decreto-legge 223 del 2006.
Una seconda regola vale per qualunque credito. Il modello a saldo zero, quello in cui i crediti compensati pareggiano esattamente i debiti, si presenta sempre ed esclusivamente con i servizi telematici dell'Agenzia, qualunque sia la natura del credito usato. Lo prevede l'articolo 11 del decreto-legge 66 del 2014, richiamato dalla stessa scheda informativa.
Resta un'eccezione marginale: per i crediti d'imposta utilizzabili in compensazione soltanto presso gli agenti della riscossione, la scheda ammette ancora il modello cartaceo. Per un'impresa ordinaria la regola pratica è più semplice da ricordare: se nel modello compare un credito, l'invio passa dall'area riservata dell'Agenzia, non dall'home banking.
Nella compilazione il modello resta quello di sempre. Ogni tributo va nella propria sezione: Erario per le imposte statali, Regioni per IRAP e addizionale regionale, la sezione dei tributi locali per quelli comunali, con il codice tributo e l'anno di riferimento scritto per esteso. Gli importi portano sempre i centesimi, anche quando valgono zero.
Crediti disponibili subito e crediti che aspettano
Il primo comma dell'articolo 17 introduce una distinzione legata all'importo. Il credito IVA annuale o infrannuale, i crediti delle imposte sui redditi e delle addizionali, delle imposte sostitutive e dell'IRAP, oltre la soglia di 5.000 euro annui, si compensano soltanto dal decimo giorno successivo alla presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui emergono.
In concreto, la parte di credito che non supera quella soglia non attende la dichiarazione; quella eccedente sì. Il secondo modulo torna su questa regola, che per il credito IVA si intreccia con il visto di conformità, e sui blocchi che possono impedire la compensazione anche a chi ha un credito corretto e disponibile.
Tenere traccia di ogni credito
Ogni credito ha una storia: la dichiarazione da cui nasce, la data da cui è utilizzabile, gli importi già spesi. Tenerla in un prospetto aggiornato a ogni F24 permette di sapere in qualsiasi momento quanto resta, se la soglia dei 5.000 euro è già stata superata e quanto spazio rimane sotto il limite annuo.
Il prospetto torna utile anche al momento della dichiarazione successiva, quando il credito dell'anno precedente va esposto insieme agli utilizzi in compensazione. Un disallineamento tra ciò che risulta dagli F24 trasmessi e ciò che si dichiara è il genere di incongruenza che conviene scoprire da sé, prima che la scopra un controllo.
Un buon prospetto ha poche colonne: tipo di credito, anno e dichiarazione di origine, data da cui è compensabile, importo iniziale, utilizzi con data e codice tributo del debito pagato, residuo. Aggiunge una riga di totale per l'anno solare, da confrontare con il limite. È un lavoro di pochi minuti, che vale molto il giorno in cui qualcuno chiede spiegazioni.
Errori da evitare
- Credere che la compensazione sia illimitata: crediti compensati in F24 e rimborsi in conto fiscale non superano 2 milioni di euro per anno solare.
- Calcolare il limite sull'esercizio sociale invece che sull'anno solare, quando i due non coincidono.
- Trasmettere con l'home banking un F24 che compensa un credito IVA o delle imposte sui redditi: servono i servizi telematici dell'Agenzia.
- Presentare un modello a saldo zero su carta o tramite la banca, invece che con F24 web o F24 online.
- Usare un credito oltre la data di presentazione della dichiarazione successiva a quella da cui è emerso.
- Pensare che un F24 oltre il limite venga corretto d'ufficio: il modello è scartato e i debiti restano scoperti.
Contenuto didattico, aggiornato alle fonti citate. Non sostituisce una consulenza adatta alla tua situazione. Questi corsi non sono certificanti né finanziabili: non preparano ad alcuna certificazione iscritta in un registro ufficiale.