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Assumere una colf o una badante: comunicazione, contributi, tredicesima, ferie e cessazione
La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 44 sezioni · 1932 parole · 11 min
Laura vive a Bologna e da lunedì una badante assisterà sua madre per 25 ore alla settimana, a una retribuzione concordata di 900 € al mese. Domenica sera, alle 23, si accorge di non aver ancora avvisato l'INPS. Ha un'ora di tempo: la comunicazione va fatta entro la mezzanotte del giorno che precede l'inizio del lavoro, domenica compresa.
Cosa saprai fare
- Sapere chi è il datore di lavoro domestico e quali comunicazioni deve all'INPS, con quali scadenze
- Organizzare il versamento trimestrale dei contributi con l'avviso pagoPA
- Calcolare la tredicesima e il valore di una giornata di ferie di un collaboratore familiare
- Determinare il preavviso dovuto in caso di licenziamento o di dimissioni
- Impostare il calcolo del TFR alla fine del rapporto e riconoscere quando basta il Libretto famiglia
Una famiglia che diventa datore di lavoro
Chi prende in casa una collaboratrice per le pulizie, una baby-sitter o un'assistente per un genitore anziano non compra un servizio: instaura un rapporto di lavoro subordinato. La persona fisica che paga diventa datore di lavoro domestico, con obblighi verso il lavoratore e verso l'INPS che non dipendono dal numero di ore.
L'INPS lo dice senza giri di parole nella scheda sull'assunzione: la comunicazione del nuovo rapporto deve essere effettuata dal datore di lavoro. Non la fa il lavoratore, non la fa un'agenzia al suo posto se non come intermediario incaricato, e non la sostituisce un accordo verbale tra le parti, per quanto chiaro.
Prima della comunicazione c'è il contratto. La scheda ricorda che, raccolti i documenti necessari, le parti concordano le condizioni e stipulano il contratto per iscritto. Orari, mansioni, retribuzione e minimi contrattuali seguono il contratto collettivo nazionale del lavoro domestico, che l'INPS pubblica soltanto in PDF e che questo corso non cifra.
Definizione
Datore di lavoro domestico — La persona fisica che assume un collaboratore per le esigenze della propria famiglia: pulizie, cura della casa, assistenza a bambini, anziani o persone con disabilità. È lei, e non il lavoratore, a comunicare il rapporto all'INPS e a versare i contributi.
La comunicazione di assunzione: il giorno prima, anche se è festivo
Dal 29 gennaio 2009 l'assunzione si comunica all'INPS entro le ore 24 del giorno precedente l'inizio del rapporto, e l'INPS precisa che la regola vale anche quando quel giorno è festivo. Se il lavoro comincia il lunedì, il termine scade la domenica a mezzanotte, non il lunedì mattina.
Una sola comunicazione produce effetti verso più amministrazioni. La scheda elenca i servizi competenti, il Ministero del Lavoro, il Ministero della Salute, l'INAIL e la prefettura. La famiglia non deve quindi ripetere l'adempimento altrove: quello che conta è che la comunicazione all'INPS sia completa e puntuale.
Dal 1° aprile 2011 la comunicazione è esclusivamente telematica. I canali indicati sono quattro: il Cassetto per il lavoro domestico sul sito, l'app INPS Mobile, il Contact Center e gli intermediari dell'Istituto, che trasmettono con i propri servizi telematici.
- Anche per il periodo di prova
- Anche se il lavoro è saltuario o discontinuo
- Anche se il lavoratore è già assicurato presso un'altra famiglia
- Anche se il lavoratore è assicurato per un'altra attività
- Anche se il lavoratore è straniero o titolare di pensione
L'elenco qui sopra riprende i casi che la scheda INPS nomina espressamente: in nessuno di essi l'obbligo viene meno. È il punto su cui molte famiglie sbagliano, convinte che poche ore alla settimana o una collaboratrice che lavora già per altri le dispensino dalla comunicazione.
Un errore si può correggere, ma per poco. L'annullamento della comunicazione è ammesso entro cinque giorni dalla data indicata come inizio del rapporto; trascorso quel termine si può solo comunicare la cessazione. Se la badante non si presenta il primo giorno, conviene quindi intervenire subito.
Due limiti riguardano i familiari. La procedura non accetta rapporti tra coniugi, salvo il caso del coniuge datore di lavoro invalido con indennità di accompagnamento. Tra parenti e affini entro il terzo grado la comunicazione resta sospesa finché la sede INPS non ha svolto i controlli sulla dichiarazione del datore.
Cifre chiave
- Termine per annullare una comunicazione di assunzione, dall'inizio indicato
- 5 giorni
- Termine per comunicare la cessazione o una variazione del rapporto
- 5 giorni
I contributi: quattro scadenze all'anno, un avviso pagoPA
I contributi del lavoro domestico non si pagano ogni mese. La scheda INPS sul pagamento parla di un versamento che il datore è obbligato a effettuare ogni tre mesi, per ciascun rapporto attivo. Le finestre sono fisse e valgono per tutte le famiglie, qualunque sia l'orario del collaboratore.
Tabella di sintesi
| Trimestre di lavoro | Finestra di versamento |
|---|---|
| Gennaio, febbraio, marzo | Dal 1° al 10 aprile |
| Aprile, maggio, giugno | Dal 1° al 10 luglio |
| Luglio, agosto, settembre | Dal 1° al 10 ottobre |
| Ottobre, novembre, dicembre | Dal 1° al 10 gennaio dell'anno dopo |
Quando l'ultimo giorno utile cade di domenica o in un giorno festivo, il versamento slitta al primo giorno non festivo successivo. L'INPS avverte che applica sanzioni pecuniarie sui versamenti tardivi o omessi, senza indicarne la misura nella scheda: è un motivo sufficiente per non arrivare all'ultimo giorno.
Lo strumento è l'avviso di pagamento pagoPA. L'INPS lo invia con il codice avviso, l'importo, la data di scadenza e le istruzioni; lo si può anche generare e stampare dal Portale dei Pagamenti, dove restano consultabili le ricevute dei versamenti già fatti.
Si paga online con carta o conto, presso banche, uffici postali e altri prestatori aderenti al circuito pagoPA, con CBILL nelle banche che lo offrono, con l'app IO o con INPS Mobile. Per ritrovare l'importo del trimestre bastano il codice fiscale del datore e il codice del rapporto di lavoro.
L'importo proposto è calcolato sui dati comunicati all'assunzione o nelle variazioni successive. La procedura consente di modificare ore, settimane e retribuzione oraria prima di confermare, e ricalcola il totale. Se l'orario è cambiato, il datore aggiorna questi elementi e ottiene un nuovo avviso con gli importi corretti.
Quanto costano i contributi? Le aliquote e gli importi orari del 2026 non compaiono in una pagina HTML leggibile dell'INPS, e questo corso non li scrive a memoria. L'INPS mette a disposizione un simulatore online che calcola i contributi dovuti partendo dai dati del rapporto: è lì che la famiglia trova la cifra.
Tredicesima e ferie: due calcoli che la famiglia fa da sé
La tredicesima di un collaboratore familiare vale un dodicesimo della retribuzione annua e si paga entro dicembre. Chi ha lavorato solo una parte dell'anno ne riceve la quota corrispondente ai mesi prestati. Matura anche durante malattia, infortunio e maternità, nei limiti della conservazione del posto e per la parte non pagata da altri enti.
Quando il collaboratore lavora per più famiglie, ciascun datore paga la propria quota di tredicesima, calcolata sulla retribuzione oraria che corrisponde lui. Non esiste un datore principale che salda per tutti: ognuno risponde del rapporto che ha comunicato all'INPS.
Le ferie sono di 26 giorni all'anno per ogni anno di servizio presso la stessa famiglia, escluse domeniche e festività infrasettimanali, qualunque sia l'orario. Di norma si godono tra giugno e settembre, salvo diverso accordo. Per ogni giornata spetta un ventiseiesimo della retribuzione mensile, compresa l'eventuale indennità per vitto e alloggio.
Cifre chiave
- Giorni di ferie per anno di servizio presso lo stesso datore
- 26 giorni
- Quota di ferie per ogni mese di servizio nel primo anno, superata la prova
- 1/12 delle ferie annue
Con la paga oraria serve un passaggio in più: trasformare un giorno di ferie in ore. L'INPS prende le ore settimanali, le moltiplica per 4,333, il numero medio di settimane in un mese, e divide il risultato per 26. Si ottengono le ore da pagare per ogni giorno di ferie.
Due regole completano il quadro. Chi non ha ancora un anno di servizio, superata la prova, matura un dodicesimo delle ferie per ogni mese lavorato, e la frazione di almeno 15 giorni vale come mese intero. Le ferie non si concedono durante il preavviso di licenziamento, la malattia o l'infortunio.
Quando il rapporto finisce: preavviso, comunicazione e TFR
Il rapporto può finire per dimissioni del lavoratore o per licenziamento da parte della famiglia. In entrambi i casi la controparte ha diritto a un preavviso, la cui durata dipende dall'orario settimanale e dall'anzianità maturata presso lo stesso datore. La scheda INPS sulle dimissioni e il licenziamento lo articola in tre situazioni.
Tabella di sintesi
| Situazione del lavoratore | Anzianità | Preavviso di licenziamento |
|---|---|---|
| Più di 24 ore settimanali | Meno di cinque anni | 15 giorni di calendario |
| Più di 24 ore settimanali | Oltre cinque anni | 30 giorni di calendario |
| Fino a 24 ore settimanali | Fino a due anni | 8 giorni di calendario |
| Fino a 24 ore settimanali | Oltre due anni | 15 giorni di calendario |
| Con alloggio presso la famiglia | Fino a un anno | 30 giorni |
| Con alloggio presso la famiglia | Oltre un anno | 60 giorni |
Se è il lavoratore a dimettersi, i termini della tabella si dimezzano. Il preavviso non rispettato ha un prezzo: la famiglia che licenzia senza preavviso deve un'indennità pari alla retribuzione del periodo mancante; il lavoratore che si dimette senza preavviso si vede trattenere lo stesso importo dalla liquidazione.
La fine del rapporto si comunica all'INPS entro cinque giorni dall'evento, come ogni variazione, con gli stessi canali telematici dell'assunzione. Se il rapporto cessa per la morte del datore, la comunicazione passa dal Contact Center, e chi chiama deve avere le proprie credenziali, il codice fiscale del datore e il codice del rapporto.
Alla cessazione il lavoratore domestico ha sempre diritto al trattamento di fine rapporto, anche se il lavoro era saltuario o di poche ore, e anche quando il rapporto si chiude durante una prova superiore a 15 giorni. La base comprende retribuzione mensile, tredicesima e, per chi mangia e dorme in casa, l'indennità di vitto e alloggio.
Il TFR si può anche pagare anno per anno, se una parte lo chiede e l'altra acconsente. Dopo otto anni di servizio il lavoratore ha diritto a un anticipo pari al 70 per cento del TFR maturato.
Quando basta il Libretto famiglia
Non ogni aiuto in casa richiede un'assunzione. Per prestazioni occasionali una persona fisica può usare il Libretto famiglia, e in quel caso l'INPS precisa che la comunicazione di assunzione non serve. L'uso è riservato a piccoli lavori domestici, compresi giardinaggio, pulizia e manutenzione, all'assistenza domiciliare e all'insegnamento privato supplementare.
Cifre chiave
- Tetto annuo dei compensi per ciascun prestatore, da tutti gli utilizzatori
- 5.000 €
- Tetto annuo per ciascun utilizzatore, verso tutti i prestatori
- 10.000 €
- Tetto annuo tra lo stesso prestatore e lo stesso utilizzatore
- 2.500 €
- Valore nominale di un titolo, per una prestazione fino a un'ora
- 10 €
Il limite che morde per primo, in una famiglia, è quasi sempre quello di 2.500 euro verso la stessa persona. Una collaboratrice che viene ogni settimana con regolarità supera presto quella soglia, e a quel punto la strada corretta torna a essere l'assunzione con comunicazione all'INPS.
Il Libretto è un libretto nominativo prefinanziato: la famiglia acquista in anticipo i titoli e li usa per pagare le prestazioni, ciascuna non più lunga di un'ora per titolo. Sia chi paga sia chi lavora devono registrarsi sulla piattaforma dell'INPS, con il servizio online, il Contact Center o un patronato o intermediario delegato.
Errori da evitare
- Comunicare l'assunzione il giorno stesso in cui il lavoro comincia: il termine scade alle 24 del giorno prima, anche festivo.
- Pensare che poche ore settimanali, o un lavoratore già assicurato altrove, esonerino dalla comunicazione.
- Lasciare scadere i cinque giorni per annullare un'assunzione mai iniziata, e dover poi comunicare una cessazione.
- Pagare i contributi ogni mese o fuori dalle finestre di aprile, luglio, ottobre e gennaio.
- Dimenticare di aggiornare ore e paga oraria quando l'orario cambia, versando contributi calcolati su dati vecchi.
- Usare il Libretto famiglia per una collaboratrice fissa che supera i 2.500 euro annui.
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