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Gli ultimi conti: i beni che restano, l'IVA della cessazione e le ultime dichiarazioni

Gli esempi numerici del modulo, poi casi da risolvere prima di scoprirne la soluzione · 6 sezioni · 536 parole · 6 min

Esempio numerico

Svendita o autoconsumo

Un negozio di abbigliamento ha capi acquistati per 6.000 € con IVA detratta. Il titolare ne vende una parte a un collega per 2.000 € più IVA, cioè 440 € di imposta con la fattura. Il resto, che oggi ricomprerebbe per 1.500 €, lo porta a casa: autoconsumo con IVA di 330 €. Entrambe le somme entrano nell'ultima liquidazione.

Esempio numerico

Il computer di Roberto

Roberto, fotografo al regime ordinario, comprò tre anni fa un computer da 2.400 € più IVA, detraendo l'imposta. Chiudendo, lo tiene per uso personale. Un modello equivalente oggi costerebbe 900 € più IVA. La base imponibile è 900 €, non 2.400 €: l'IVA dovuta è 900 × 22 % = 198 €, che entra nell'ultima liquidazione.

Esempio numerico

Sofia, grafica forfettaria

Sofia apre nel 2022 direttamente al forfettario e compra nel 2023 un tablet professionale da 1.200 €, IVA compresa, senza detrarla. A settembre 2026 chiude e lo tiene: nessuna IVA sull'autoconsumo, perché l'acquisto è avvenuto senza detrazione. Presenta il modello AA9/12 entro trenta giorni; la dichiarazione annuale IVA non la riguarda.

Esempio numerico

L'ultima liquidazione di Roberto

Roberto, al regime ordinario con liquidazione trimestrale, emette a febbraio 2026 l'ultima fattura da 1.800 € più IVA, cioè 396 € di imposta. Tiene il computer, con IVA sull'autoconsumo di 198 €. Nel primo trimestre non ha acquisti con IVA da detrarre: l'imposta del periodo è 396 + 198 = 594 €, prima della maggiorazione prevista per i trimestrali.

Esempio numerico

La plusvalenza sul furgone

Un idraulico chiude la sua impresa individuale e tiene il furgone. Nei registri il costo non ancora ammortizzato è di 4.000 €; il valore normale di un furgone equivalente è di 7.000 €. La plusvalenza che entra nel reddito dell'ultimo anno è 7.000 − 4.000 = 3.000 €.

Caso pratico

Anna chiude il negozio di ceramiche

Anna, titolare di un'impresa individuale commerciale al regime ordinario, cessa tutte le attività il 31 dicembre 2026. Tiene per sé la merce invenduta, acquistata per 3.000 € con IVA detratta; lo stesso assortimento oggi le costerebbe 2.500 €. Tiene anche il furgone, comprato usato da un privato senza IVA da detrarre, con un costo non ammortizzato di 4.000 € e un valore normale di 7.000 €. Quanta IVA è dovuta sull'autoconsumo? Quale plusvalenza entra nel reddito? Entro quando deve arrivare la pratica di cancellazione per non dovere il diritto annuale 2027?

Suggerimento: Per ciascun bene chiedetevi se l'IVA è stata detratta all'acquisto, poi usate la base dell'articolo 13 per l'IVA e la differenza del comma 3 dell'articolo 86 per il furgone. Per il Registro contate i trenta giorni dalla cessazione.

Mostra la soluzione

Merce: IVA detratta all'acquisto, quindi l'autoconsumo è una cessione imponibile. La base è il prezzo di acquisto al momento della destinazione, 2.500 €, non i 3.000 € pagati: IVA 2.500 × 22 % = 550 €, da includere nell'ultima dichiarazione IVA. Furgone: nessuna detrazione all'acquisto, quindi escluso dall'IVA; ai fini del reddito la plusvalenza è 7.000 − 4.000 = 3.000 €. La cessazione è al 31 dicembre 2026: la pratica di cancellazione con il modulo I2 deve arrivare al Registro entro il 30 gennaio 2027, pagando 17,50 € di bollo.

Risposta: IVA di 550 € sulla merce, nessuna IVA sul furgone, plusvalenza di 3.000 €, pratica entro il 30 gennaio 2027

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