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Liquidazione periodica, versamento con F24 e acconto di dicembre
La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 44 sezioni · 1865 parole · 11 min
Una consulente di Padova deve 4.800 € di Iva per il terzo trimestre. Il 16 novembre versa 4.800 € e si crede in regola. Mancano 48 €: da trimestrale ordinaria doveva aggiungere l'1 % a titolo di interessi. Sei settimane dopo arriva un secondo versamento che non aveva previsto, l'acconto di dicembre.
Cosa saprai fare
- Calcolare il risultato di una liquidazione mensile o trimestrale, con crediti e piccoli debiti riportati
- Verificare se un'impresa può liquidare per trimestre e quanto costa quella scelta
- Collocare le scadenze dei mensili, dei trimestrali ordinari e dei trimestrali speciali
- Versare con l'F24 e calcolare l'acconto di dicembre con uno dei tre metodi
- Tenere distinta la comunicazione trimestrale delle liquidazioni dal versamento
Che cosa calcola una liquidazione
I titolari di partita Iva liquidano e versano l'Iva periodicamente, su base mensile o, in alcuni casi, trimestrale. L'Agenzia aggiunge che per la maggior parte dei contribuenti è prevista la liquidazione mensile. Quella trimestrale è un'opzione con condizioni, che verifichiamo più avanti.
La liquidazione è una sottrazione. Da un lato, l'Iva esigibile nel mese o nel trimestre, risultante dalle annotazioni nei registri delle fatture emesse o dei corrispettivi. Dall'altro, l'Iva sugli acquisti per i quali il diritto alla detrazione è esercitato nello stesso periodo.
Due rettifiche completano il risultato. Si sottrae l'eventuale credito del periodo precedente. Si somma l'eventuale debito del periodo precedente di importo inferiore a 100 euro, non versato a suo tempo. La somma di queste quattro voci dà il risultato finale del periodo.
- Partire dall'Iva esigibile del periodo, dai registri delle fatture emesse o dei corrispettivi
- Sottrarre l'Iva sugli acquisti la cui detrazione è esercitata nello stesso periodo
- Sottrarre l'eventuale credito riportato dal periodo precedente
- Sommare l'eventuale debito inferiore a 100 euro riportato dal periodo precedente
Il risultato può essere un debito o un credito. Un debito pari o superiore a 100 euro si versa all'Erario. Un debito inferiore a 100 euro non si versa subito: si riporta in aumento al periodo successivo. Un credito si computa in detrazione nel periodo successivo.
Il piccolo debito non è condonato, è solo rinviato. L'Agenzia pone due limiti: l'importo che non supera 100 euro va comunque versato entro il 16 novembre dello stesso anno, e quello relativo a dicembre entro il 16 gennaio dell'anno successivo. Una catena di piccoli debiti non può allungarsi all'infinito.
Cifre chiave
- Debito al di sotto del quale il versamento si riporta al periodo successivo
- 100 €
- Giorno del mese in cui scadono le liquidazioni
- 16
Esiste un'agevolazione per i contribuenti mensili che affidano a terzi la contabilità Iva. Possono liquidare sui dati del secondo mese precedente invece che su quelli del mese precedente. Il contabile guadagna così un mese per chiudere le cifre, al prezzo di uno scarto più lungo tra vendita e versamento.
Si noti ciò che la liquidazione non fa. Non decide se un acquisto dia diritto alla detrazione: questo si decide a monte, quando l'acquisto viene annotato. Si limita a sommare ciò che i registri contengono. Un registro sbagliato dà una liquidazione sbagliata, per quanto accurata sia la sottrazione.
Mensile di regola, trimestrale per opzione
La liquidazione trimestrale può essere scelta da chi, nell'anno solare precedente, ha realizzato un volume d'affari non superiore a una soglia. La soglia dipende dall'attività: 500.000 euro per i lavoratori autonomi e per le imprese che prestano servizi, 800.000 euro per le imprese che esercitano altre attività.
Cifre chiave
- Opzione trimestrale: lavoratori autonomi e imprese di servizi, volume d'affari dell'anno precedente non superiore a
- 500.000 €
- Opzione trimestrale: imprese che esercitano altre attività, non superiore a
- 800.000 €
- Interessi aggiunti all'imposta dovuta dai trimestrali ordinari
- 1 %
La formula è non superiore, quindi un volume d'affari esattamente pari alla soglia apre ancora l'opzione trimestrale. La verifica guarda all'anno solare precedente, e il volume d'affari è il fatturato Iva definito nel primo modulo, non l'incasso.
L'opzione ha un prezzo. Per il trimestrale ordinario l'imposta dovuta va maggiorata dell'1 % a titolo di interessi. Lo Stato presta all'impresa il tempo che separa il ritmo mensile da quello trimestrale, e lo fa pagare. Su un debito trimestrale di 10.000 euro la maggiorazione è di 100 euro.
L'opzione si comunica nella prima dichiarazione annuale Iva presentata dopo la scelta. Ha effetto dall'anno in cui è esercitata e fino a revoca, salvo il superamento della soglia. Un'impresa che cresce oltre la soglia torna al ritmo mensile senza doverlo decidere.
Alcune categorie liquidano per trimestre a prescindere dal volume d'affari e senza gli interessi dell'1 %. L'Agenzia elenca i distributori di carburanti, gli autotrasportatori di merci conto terzi, gli esercenti attività di servizi al pubblico e gli esercenti arti e professioni sanitarie. Sono i trimestrali speciali.
Se l'opzione trimestrale convenga non è questione di principio. Risparmia otto liquidazioni l'anno e lascia all'impresa l'uso dell'imposta più a lungo. Costa l'1 % di ogni debito trimestrale. Un'impresa spesso a credito, che dunque versa di rado, di quel costo non sopporta quasi nulla.
La scelta cambia anche il ritmo del lavoro. Un contribuente mensile chiude i registri dodici volte l'anno e si accorge presto di una cifra sbagliata. Un trimestrale controlla tre mesi di annotazioni in una volta, e un errore scoperto tardi si corregge su un blocco più grande. Meno liquidazioni significano anche meno occasioni per cogliere un errore.
Le scadenze per tipo di contribuente
I contribuenti mensili liquidano e versano l'eventuale Iva a debito entro il giorno 16 del mese successivo: gennaio entro il 16 febbraio, febbraio entro il 16 marzo, e così via. Fa eccezione agosto: i versamenti in scadenza dal 1° al 20 agosto si possono fare entro il 20, senza maggiorazione. L'Iva di luglio si versa quindi entro il 20 agosto.
I trimestrali ordinari versano i primi tre trimestri entro il 16 del secondo mese successivo a ciascun trimestre. L'Agenzia indica le date: 16 maggio, 20 agosto e 16 novembre. Il quarto trimestre si versa in sede di conguaglio annuale, entro il 16 marzo dell'anno successivo.
Tabella di sintesi
| Contribuente | Periodi da 1 a 3 | Ultimo periodo | Interessi 1 % |
|---|---|---|---|
| Mensile | 16 del mese successivo (20 agosto per luglio) | 16 gennaio dell'anno successivo, per dicembre | No |
| Trimestrale ordinario | 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre | 16 marzo dell'anno successivo, in sede di conguaglio annuale | Sì |
| Trimestrale speciale | 16 maggio, 20 agosto, 16 novembre | 16 febbraio dell'anno successivo, al netto dell'acconto | No |
Per il quarto trimestre dei trimestrali ordinari l'Agenzia segnala una possibilità: usufruire dei maggiori termini previsti per il versamento delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi. Quella strada ha regole proprie, non trattate qui; la data su cui pianificare resta il 16 marzo.
I trimestrali speciali versano alle stesse tre date degli ordinari. Il loro quarto trimestre scade prima, entro il 16 febbraio dell'anno successivo invece del 16 marzo, al netto dell'acconto eventualmente versato entro il 27 dicembre. Quell'acconto è l'oggetto dell'ultimo paragrafo.
Il calcolatore liquidazione-iva-periodica applica queste regole: calcola il risultato di un periodo, aggiunge l'1 % per il trimestrale ordinario e mostra la scadenza di legge. Mostra la data di legge; non la sposta quando cade di sabato o in un giorno festivo.
Versare con l'F24, solo online
L'Iva periodica si versa con il modello F24, e soltanto online. La formula dell'Agenzia è esplicita: l'F24 si usa in modalità esclusivamente telematica. Un'impresa con partita Iva non può saldare l'Iva periodica allo sportello di una banca con un modello cartaceo.
Il versamento online può farlo l'impresa stessa o un intermediario abilitato. Il modello è lo stesso usato per molte altre imposte, e il versamento Iva vi si identifica con un codice tributo. Per l'acconto di dicembre i codici sono 6013 per i contribuenti mensili e 6035 per i trimestrali.
Versare e comunicare sono due obblighi diversi. Oltre a versare, i soggetti passivi Iva comunicano i dati riepilogativi delle liquidazioni periodiche. La Comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva si invia ogni trimestre, solo online, entro l'ultimo giorno del secondo mese successivo a ogni trimestre.
I mensili non ne sono esonerati. Versano ogni mese e comunicano ogni trimestre. L'esonero riguarda solo chi non è obbligato alla dichiarazione annuale Iva o alle liquidazioni periodiche, sempre che nel corso dell'anno non vengano meno le condizioni di esonero.
Un calendario semplice copre l'anno: dodici date mensili o quattro trimestrali per i versamenti, quattro per la comunicazione trimestrale, il 27 dicembre per l'acconto, e il 16 novembre e il 16 gennaio, entro cui i piccoli debiti riportati vanno comunque versati. Nient'altro, qui, ha una data propria.
L'acconto di dicembre
Entro il 27 dicembre di ogni anno i titolari di partita Iva versano un acconto. Per i mensili è un acconto del versamento di dicembre; per i trimestrali, di quello dovuto per il quarto trimestre. L'acconto può essere compensato con crediti di imposte o contributi di cui l'impresa dispone.
L'acconto si calcola con tre metodi, scelti in base alla convenienza. Il metodo storico prende l'88 % del versamento effettuato, o che si sarebbe dovuto effettuare, per lo stesso mese o trimestre dell'anno precedente. Il metodo previsionale prende l'88 % dell'Iva che si prevede di dover versare.
Cifre chiave
- Acconto con il metodo storico o previsionale
- 88 %
- Acconto con il metodo analitico, sulle operazioni fino al 20 dicembre
- 100 %
- Acconto non dovuto se l'importo non supera
- 103,29 €
Con il metodo storico la base dipende dal tipo di contribuente. Per i mensili è il debito della liquidazione di dicembre dell'anno precedente. Per i trimestrali ordinari è il debito risultante dalla dichiarazione annuale Iva. Per i trimestrali speciali è la liquidazione del quarto trimestre dell'anno precedente.
Il metodo analitico lavora sulle operazioni effettive fino al 20 dicembre. L'acconto è il 100 % di un'apposita liquidazione che comprende l'Iva delle fatture emesse e degli acquisti annotati dal 1° dicembre per i mensili, o dal 1° ottobre per i trimestrali, e delle operazioni effettuate ma non ancora registrate dal 1° novembre.
Non tutti lo versano. Ne sono fuori i soggetti non tenuti alle liquidazioni periodiche e chi non dispone di un dato storico o previsionale, per esempio chi ha iniziato l'attività o ha chiuso l'anno precedente a credito. Non è dovuto alcun versamento quando l'acconto non supera 103,29 euro.
Due regole evitano che l'acconto sia contato o gravato due volte. I trimestrali ordinari non vi applicano la maggiorazione dell'1 %. E l'acconto versato si sottrae poi: dall'Iva di dicembre per i mensili, in dichiarazione annuale per i trimestrali, dalla liquidazione del quarto trimestre per i trimestrali speciali.
La scelta del metodo è una decisione di cassa, lasciata dall'Agenzia alla convenienza. Chi vede ridursi l'attività versa meno con il metodo previsionale; chi ha avuto un periodo di riferimento leggero può preferire lo storico. Il metodo analitico chiede lavoro nella settimana più piena dell'anno, in cambio di un acconto costruito su cifre effettive.
Errori da evitare
- Dimenticare l'1 % di interessi sui primi tre trimestri quando si è trimestrali ordinari.
- Aggiungere l'1 % all'acconto di dicembre: i trimestrali non applicano la maggiorazione all'acconto.
- Considerare cancellato un debito inferiore a 100 euro: si riporta al periodo successivo e va versato entro il 16 novembre, o entro il 16 gennaio per dicembre.
- Tentare di versare l'Iva periodica con un F24 cartaceo allo sportello: l'F24 per l'Iva si invia solo online.
- Credere che il versamento assolva l'obbligo di comunicazione: la comunicazione trimestrale delle liquidazioni è un adempimento distinto, anche per i mensili.
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