Vai al contenuto

Modello F23: a cosa serve e come si paga

Il modello F23 serve per versare alcune tipologie residuali di imposte, tasse e sanzioni, come i canoni per concessioni demaniali e le sanzioni inflitte da autorità giudiziarie e amministrative. Si paga presso qualsiasi sportello di Agenzia delle Entrate-Riscossione, in banca o all'ufficio postale, indipendentemente dal proprio domicilio fiscale. Di norma lo compila chi paga; quando è l'ufficio a chiedere la somma, per esempio dopo un accertamento, lo invia già precompilato insieme all'atto.

Aggiornato per il 2026 — verificato il 25 settembre 2026Procedura ufficiale, senza moduloGuida: circa 15 min

Scadenze

Il termine indicato dall'atto o dalla norma del tributo
Le pagine dell'Agenzia sull'F23 non fissano una scadenza propria del modello: vale quella del pagamento che si effettua

Documenti da preparare

  • L'atto dell'ufficio con l'F23 precompilato, se la somma è stata richiesta dall'ufficio
  • Il codice tributo e il codice ufficio o ente, dalle tabelle dell'Agenzia
  • L'importo dovuto
  • Un mezzo di pagamento accettato dallo sportello scelto (contanti, Bancomat, assegni, Postamat, Postepay)
Vedi la procedura sul sito ufficiale

A questa procedura non è associato alcun modulo: il link porta alla pagina ufficiale che la descrive.

Cosa ti offre questa pagina

La guida qui sopra e il link al sito ufficiale. ActioFin non produce alcun documento per questa pagina: ciò che compili o presenti avviene sul canale ufficiale.

A chi si applica

  • Chi deve versare una delle tipologie residuali di imposte, tasse e sanzioni per le quali è previsto l'F23, come i canoni per concessioni demaniali
  • Chi deve pagare una sanzione inflitta da un'autorità giudiziaria o amministrativa, per esempio multe e contravvenzioni
  • Chi riceve da un ufficio un atto, per esempio di accertamento, accompagnato da un F23 precompilato

Esempio concreto

Marco Ricci, artigiano a Verona, paga le somme richieste da un atto dell'ufficio

Marco riceve da un ufficio dell'Agenzia un atto che gli chiede 480 euro, con allegato un modello F23 precompilato. Controlla che codice ufficio e codice tributo stampati corrispondano a quelli dell'atto e completa i dati mancanti ricavandoli dall'atto stesso. Va all'ufficio postale sotto casa, anche se l'ufficio che ha emesso l'atto si trova in un'altra provincia, e paga i 480 euro con la carta Postamat. Conserva la quietanza: se l'ufficio non riuscisse ad abbinare il versamento all'atto, gli servirà per chiedere la regolarizzazione.

Come compilarlo, passo dopo passo

  1. Verificate che il pagamento sia tra quelli per cui è previsto l'F23 e individuate il codice tributo nelle tabelle dei codici dell'Agenzia.
  2. Se l'ufficio vi ha inviato un F23 precompilato con l'atto, completate solo i dati mancanti, ricavandoli dall'atto.
  3. Se calcolate voi l'importo dovuto (autoliquidazione), compilate interamente il modello, con particolare attenzione al codice tributo e al codice ufficio.
  4. Pagate presso uno sportello di Agenzia delle Entrate-Riscossione, una banca o un ufficio postale, in contanti, con carta Bancomat o con gli altri mezzi ammessi da ciascuno sportello.
  5. Conservate la quietanza del versamento.

Il modello, riga per riga

Codice tributo
Identifica l'imposta, la tassa o la sanzione versata; i codici sono nelle tabelle pubblicate dall'Agenzia (tabella A per l'Agenzia delle Entrate, B1, B2 e C per gli altri enti). È uno dei due errori di compilazione più frequenti.
Codice ufficio
Identifica l'ufficio o l'ente cui si riferisce il versamento; i codici sono nella tabella dei codici degli uffici e degli enti. È l'altro errore di compilazione più frequente.

Da sapere

  • Il luogo di pagamento non dipende dal domicilio fiscale di chi versa né dall'ubicazione dell'ufficio o dell'ente che chiede la somma.
  • In banca si può pagare anche con assegni bancari o circolari; presso l'agente della riscossione anche con vaglia cambiari; all'ufficio postale anche con addebito sul conto corrente postale, assegni o vaglia postali, carte Postamat e Postepay.
  • Un errore di compilazione può impedire all'ufficio di abbinare il versamento all'atto e portare a una nuova richiesta di somme già pagate: in quel caso ci si rivolge all'ufficio competente per regolarizzare la posizione.
  • L'Agenzia mette a disposizione un programma di compilazione e un software di controllo del modello.

Errori frequenti

  • Sbagliare il codice tributo: la correzione si chiede con una comunicazione all'ufficio il cui codice è stato indicato nel modello.
  • Sbagliare il codice ufficio: la comunicazione va inviata sia all'ufficio indicato per errore sia a quello cui il versamento si riferisce davvero.
  • Riscrivere da capo un F23 precompilato dall'ufficio invece di completare solo i dati mancanti ricavandoli dall'atto.
  • Credere di dover pagare nella provincia dell'ufficio che ha emesso l'atto: qualsiasi sportello abilitato va bene.

Domande frequenti

A cosa serve oggi il modello F23?

Al versamento di alcune tipologie residuali di imposte, tasse e sanzioni, come i canoni per concessioni demaniali e le sanzioni inflitte da autorità giudiziarie e amministrative, per esempio multe e contravvenzioni.

Dove si paga l'F23?

Presso qualsiasi sportello di Agenzia delle Entrate-Riscossione, una banca o un ufficio postale, indipendentemente dal domicilio fiscale di chi versa e dall'ubicazione dell'ufficio che richiede il pagamento.

Chi compila il modello?

Di norma chi paga, quando calcola autonomamente l'importo dovuto. Quando le somme sono richieste dall'ufficio, per esempio dopo un accertamento, il modello arriva precompilato con l'atto e si completano solo i dati mancanti.

Ho sbagliato il codice tributo o il codice ufficio: cosa faccio?

Per il codice tributo si invia una comunicazione all'ufficio il cui codice è indicato nel modello; per il codice ufficio la comunicazione va sia all'ufficio indicato per errore sia a quello corretto.

Per approfondire

Fonti ufficiali

Leggi in inglese

Guida e documento forniti a solo scopo informativo; non costituiscono una consulenza legale o fiscale personalizzata. Fa fede soltanto la decisione dell'ente destinatario: verificane i requisiti e, se necessario, rivolgiti a un professionista abilitato.