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Aprire l'attività e sostenerne gli adempimenti: AA9/12, Comunicazione Unica e obblighi di ogni anno

La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 45 sezioni · 1852 parole · 11 min

Sara, psicologa a Firenze, comincia l'attività il 2 marzo 2026 e il 10 marzo incassa il primo compenso, 900 €. Suo fratello Luca apre lo stesso giorno una piccola impresa edile, e un'amica di entrambi costituisce una SRL di consulenza. Tre aperture nella stessa settimana, tre strade diverse per ottenere la partita IVA, e tre calendari di obblighi che non si somigliano.

Cosa saprai fare

  • Scegliere tra il modello AA9/12 e la Comunicazione Unica in base all'attività e alla forma giuridica
  • Rispettare il termine di 30 giorni e i canali di presentazione dell'AA9/12
  • Sapere come si sceglie il forfettario al momento dell'apertura
  • Confrontare gli adempimenti annuali del forfettario, del regime ordinario e della SRL
  • Riconoscere gli adempimenti che cambiano quando si passa da un regime all'altro

Due porte d'ingresso

Per aprire la partita IVA l'Agenzia prevede due percorsi, e il criterio non è il regime fiscale ma l'iscrizione al Registro delle imprese. Chi non è tenuto a iscriversi usa un modello dell'Agenzia. Chi è tenuto a iscriversi passa dalla Comunicazione Unica, anche quando la partita IVA è l'unico adempimento da svolgere.

Per le persone fisiche il modello è l'AA9/12. Serve a chi avvia un'attività professionale, o un'altra attività per la quale l'iscrizione al Registro delle imprese o al Repertorio delle notizie economiche e amministrative, il REA, non è obbligatoria. Per le società e gli altri soggetti diversi dalle persone fisiche il modello è l'AA7/10.

Chi apre un'attività d'impresa o artigianale, invece, usa la Comunicazione Unica d'impresa, un servizio di Infocamere che con un solo invio apre, varia o chiude la partita IVA e insieme iscrive al Registro delle imprese o al REA. È la strada di Luca, non quella di Sara.

La scheda sull'AA7/10 aggiunge un dettaglio per le società: dal 1° aprile 2010 chi è tenuto all'iscrizione nel Registro delle imprese deve usare la Comunicazione Unica. Questa è composta da un frontespizio e dai moduli delle varie amministrazioni, permette di compilare l'AA7/10 e si invia per via telematica al Registro delle imprese.

Tabella di sintesi

Chi apreAttivitàStrumentoDestinatario
Persona fisicaProfessione, o attività senza obbligo di iscrizione al Registro delle impreseModello AA9/12Agenzia delle Entrate
Persona fisicaImpresa o attività artigianaleComunicazione Unica d'impresaRegistro delle imprese, tramite Infocamere
SRL tenuta all'iscrizioneQualunque attività d'impresaComunicazione Unica, con dentro il modello AA7/10Registro delle imprese

Il professionista: modello AA9/12 entro 30 giorni

Il modello AA9/12 va presentato all'Agenzia entro 30 giorni dalla data di inizio dell'attività. Il termine decorre dall'inizio, non dal primo incasso né dalla prima fattura: per Sara, che comincia il 2 marzo, il primo compenso del 10 marzo non sposta nulla.

Il modello si può predisporre con il software gratuito dell'Agenzia, da soli o tramite un intermediario delegato, e inviare direttamente dal servizio web dell'area riservata. In alternativa la scheda prevede tre canali, elencati qui sotto, con una regola comune a PEC e raccomandata: la dichiarazione si considera presentata il giorno della spedizione.

  • PEC a una qualunque Direzione Provinciale, con oggetto «Dichiarazione di inizio attività»; firma digitale, oppure firma autografa con copia del documento d'identità
  • Di persona, anche tramite un delegato, a un qualsiasi ufficio dell'Agenzia, prenotando un appuntamento
  • Raccomandata a un qualunque ufficio, con la copia di un documento d'identità valido del dichiarante
  • Servizio web dell'area riservata, dopo aver compilato il modello con il software dell'Agenzia

Con la PEC anche la risposta arriva per posta certificata: il numero di partita IVA viene comunicato all'indirizzo usato per l'invio. Lo stesso modello serve poi per ogni variazione dei dati dichiarati e per la chiusura, sempre entro 30 giorni, con oggetto «Variazione attività» o «Cessazione attività».

Cifre chiave

Termine per presentare l'AA9/12, dalla data di inizio dell'attività
30 giorni
Termine per comunicare una variazione o la cessazione, dalla data dell'evento
30 giorni

L'impresa e la SRL: la Comunicazione Unica

La scheda dell'Agenzia sulla costituzione di una società ricorda che l'iscrizione al Registro delle imprese, tenuto dalle Camere di commercio, è obbligatoria per chi produce beni o servizi, intermedia nella circolazione dei beni, trasporta cose o persone, esercita attività bancaria o assicurativa o attività ausiliarie di queste.

Con la Comunicazione Unica l'impresa ottiene in un colpo solo il numero di partita IVA e il codice fiscale, l'apertura della posizione assicurativa e di quella previdenziale. Per inviarla servono tre strumenti: l'adesione al servizio gratuito Telemaco, una firma digitale e un indirizzo di posta elettronica certificata.

Per una SRL la Comunicazione Unica arriva dopo l'atto costitutivo della società, che questo corso non tratta: il suo contenuto e i suoi costi non sono stati letti su una fonte servita, e nessuna cifra ne viene riportata qui. La scelta della SRL porta comunque con sé un passaggio in più rispetto alla ditta individuale.

La stessa procedura chiude il ciclo. Al termine dell'attività la società si cancella dal Registro delle imprese dopo lo scioglimento e l'eventuale liquidazione, con una pratica di Comunicazione Unica a cui si aggiungono i moduli per l'Agenzia, l'INPS e l'INAIL se la variazione li riguarda.

Scegliere il forfettario all'apertura

Chi apre una partita IVA non ha un anno precedente su cui misurare i requisiti del forfettario. La scheda del regime gli consente di accedervi comunque: nella dichiarazione di inizio attività ai fini IVA comunica di presumere che i requisiti sussistano. È una scelta da fare con i numeri dell'anno in mano.

Prima di compilare il modello conviene quindi verificare i requisiti con il calcolatore dedicato, stimando i ricavi dell'anno, le spese per collaboratori e i redditi di lavoro dipendente dell'anno precedente. Una presunzione sbagliata non resta senza conseguenze: il regime cessa quando i requisiti vengono meno.

Lo stesso ragionamento vale al contrario. Un professionista che prevede ricavi oltre la soglia già dal primo anno, o che lavorerà soprattutto per il suo ex datore di lavoro, non ha titolo a dichiarare quella presunzione: parte direttamente nel regime ordinario, con gli adempimenti descritti più avanti.

Che cosa comporta il forfettario ogni anno

Sul fronte dell'IVA la scheda delle semplificazioni è netta. In fattura il forfettario non espone l'imposta, e sugli acquisti non la recupera; non liquida né versa l'IVA, non presenta la dichiarazione annuale e non registra le fatture emesse, i corrispettivi e gli acquisti.

Restano però alcuni obblighi: numerare e conservare le fatture d'acquisto e le bollette doganali, certificare i corrispettivi, e integrare le fatture per le operazioni di cui è debitore d'imposta, versando quell'IVA entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre.

Sulla fattura elettronica la stessa scheda contiene due frasi che non si conciliano: una esclude l'obbligo, l'altra elenca l'emissione e la ricezione di fatture elettroniche tra gli obblighi che restano. La pagina dedicata ai forfettari spiega come emetterla. Il corso non scioglie la contraddizione: è un punto da verificare con il proprio intermediario.

Sul fronte delle imposte sui redditi il forfettario non tiene le scritture contabili ai fini fiscali, è escluso dagli indici sintetici di affidabilità, non opera ritenute salvo quelle sui dipendenti e non le subisce sui compensi. Sulle fatture soggette a bollo aggiunge i 2 € dell'imposta di bollo.

Cifre chiave

Imposta di bollo da includere nel totale di una fattura del forfettario soggetta a bollo
2 €
Ricavi oltre i quali l'IVA torna dovuta già nell'anno
100.000 €

Che cosa comporta il regime ordinario

Il regime ordinario si descrive meglio per contrasto. Ciò da cui la scheda esonera il forfettario è esattamente ciò che resta a carico di chi non lo applica: addebitare e detrarre l'IVA, liquidarla e versarla periodicamente, presentare la dichiarazione annuale IVA, registrare fatture e acquisti, tenere le scritture contabili.

Il professionista in regime ordinario subisce inoltre la ritenuta d'acconto sui compensi pagati dai clienti che sono sostituti d'imposta, e la recupera nella propria dichiarazione. Se paga a sua volta professionisti o dipendenti, diventa lui stesso sostituto: un corso dedicato ne descrive la Certificazione unica e il calendario.

In cambio il regime ordinario tassa il reddito effettivo, costi veri compresi, e non ha soglie di ricavi da rispettare. Per un'attività destinata a crescere oltre i limiti del forfettario, è la strada che resta aperta quando quei limiti vengono superati.

Che cosa comporta la SRL

La SRL presenta ogni anno il modello Redditi SC. Secondo la scheda dell'Agenzia la dichiarazione parte entro la fine del decimo mese dopo la chiusura dell'esercizio; se l'esercizio coincide con l'anno solare, la data è il 31 ottobre. L'IRES dovuta si paga con il modello F24.

La dichiarazione si compila con il software gratuito RedditiOnLine SC e si invia con i servizi telematici dell'Agenzia, accedendo con SPID, carta d'identità elettronica, carta nazionale dei servizi o credenziali Fisconline ed Entratel. Il sistema rilascia prima una ricevuta del file, poi la conferma della presentazione.

Per l'IVA, le scritture e le ritenute la SRL segue le regole ordinarie: non c'è per le società un regime semplificato paragonabile al forfettario. È il prezzo gestionale della forma societaria, che va messo sul piatto accanto alla differenza di aliquota vista nel primo modulo.

Cifre chiave

Mesi dalla chiusura dell'esercizio entro cui presentare il Redditi SC
10 mesi
Aliquota IRES ordinaria dovuta dalla SRL
24 %

Cambiare strada

Una scelta non è definitiva. Il forfettario che supera 100.000 € di ricavi esce dal regime nello stesso anno e applica l'IVA dall'operazione che fa superare la soglia; quello che perde un altro requisito ne esce dall'anno dopo. In entrambi i casi il calendario degli adempimenti cambia di colpo.

Chi da ditta individuale decide di costituire una SRL nello stesso mestiere deve ricordare la causa di esclusione vista nel primo modulo: controllare una SRL con attività riconducibili a quella individuale impedisce di restare forfettario. La partita IVA della ditta, attività d'impresa, si chiude con la Comunicazione Unica d'impresa, non con l'AA9/12.

Uscire dal forfettario significa ritrovare, dall'anno in cui si esce, gli obblighi da cui il regime esonerava: addebitare l'IVA, liquidarla e versarla periodicamente, presentare la dichiarazione annuale, registrare le fatture e tenere le scritture. Il corso sul calcolo e sul versamento dell'IVA descrive quel calendario, che va organizzato prima che serva.

Per ogni cambio conviene tenere un promemoria semplice: la data dell'evento che lo provoca, il modello da presentare e il suo termine, i primi adempimenti del nuovo regime. Chi supera i 100.000 € a ottobre, per esempio, deve applicare l'IVA dalla fattura che fa superare la soglia, non dal gennaio seguente.

Un'ultima voce accompagna tutte le scelte: i contributi previdenziali. Esistono per il forfettario, per il regime ordinario e per il socio di una SRL, e il forfettario li deduce dal proprio reddito. Le loro misure sono pubblicate dall'INPS in circolari in formato PDF che questo corso non ha letto: nessun importo ne viene riportato.

Errori da evitare

  • Usare l'AA9/12 per un'attività d'impresa o artigianale, che passa dalla Comunicazione Unica e dall'iscrizione al Registro delle imprese.
  • Contare i 30 giorni dal primo incasso invece che dalla data di inizio dell'attività.
  • Inviare via PEC un modello firmato a mano senza la copia del documento d'identità.
  • Aprire da forfettario senza aver verificato i requisiti, contando di sistemare dopo: la presunzione si dichiara all'apertura.
  • Credere che la SRL possa scegliere un regime semplificato come il forfettario: le società seguono le regole ordinarie.
  • Dimenticare di chiudere, con la Comunicazione Unica d'impresa, la partita IVA della ditta quando l'attività passa in una SRL.

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