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Note di credito e di debito: correggere l'IVA di una fattura già emessa

Gli esempi numerici del modulo, poi casi da risolvere prima di scoprirne la soluzione · 3 sezioni · 405 parole · 4 min

Esempio numerico

Il canone di manutenzione interrotto

Un'impresa fattura a un cliente un canone di manutenzione di 400 € al mese più IVA. Il cliente paga regolarmente da gennaio a giugno, poi smette e il contratto viene risolto per inadempimento a settembre. Per i mesi da gennaio a giugno, pagati e prestati, la nota di credito non è ammessa: entrambe le parti hanno adempiuto. La questione riguarda soltanto i mesi successivi.

Esempio numerico

Un'aliquota sbagliata

Un fornitore fattura una prestazione soggetta al 10 % applicando per errore il 22 % su 1.000 € di imponibile: 220 € di imposta invece di 100 €. Per l'articolo 21, comma 7, i 220 € sono dovuti così come indicati. Entro un anno dall'operazione può emettere una nota di credito per i 120 € in eccesso e detrarli.

Caso pratico

Due riduzioni per lo stesso albergo

Il 10 marzo 2026 Giulia consegna a un albergo arredi per 10.000 € più IVA al 22 %; la fattura è emessa e registrata lo stesso giorno. Il contratto quadro prevede uno sconto del 5 % se gli acquisti dell'anno superano una certa soglia, che l'albergo supera a dicembre 2026. Ad aprile 2027, dopo una contestazione su alcune finiture, le parti concordano un'ulteriore riduzione di 300 € dell'imponibile della stessa fornitura, che il contratto non prevedeva. L'albergo detrae per intero l'IVA sugli acquisti. Quanta imposta può recuperare Giulia con la nota di dicembre? Può recuperare l'imposta sulla riduzione di aprile 2027? Che cosa deve fare l'albergo quando riceve la nota di dicembre?

Suggerimento: Chiedetevi se ciascuna riduzione è uno sconto previsto dal contratto o un accordo sopravvenuto, e per quest'ultimo contate un anno dalla consegna.

Mostra la soluzione

Lo sconto di dicembre è previsto contrattualmente: rientra nel comma 2 e non è soggetto al limite annuale del comma 3. Imponibile della nota: 10.000 × 5 % = 500 €; imposta: 500 × 22 % = 110 €, che Giulia porta in detrazione registrando la nota. La riduzione di aprile 2027 nasce invece da un accordo sopravvenuto e arriva oltre un anno dopo l'operazione del 10 marzo 2026: la variazione in diminuzione non è più ammessa, e l'imposta di 300 × 22 % = 66 € non si recupera. Ricevuta la nota di dicembre, l'albergo registra la variazione tra le fatture emesse o i corrispettivi e riporta a debito i 110 € che aveva detratto.

Risposta: 110 € recuperati a dicembre; nessun recupero dei 66 € di aprile 2027; l'albergo riporta a debito 110 €

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