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Crediti non pagati: recuperare l'IVA con procedure concorsuali ed esecuzioni infruttuose
Gli esempi numerici del modulo, poi casi da risolvere prima di scoprirne la soluzione · 3 sezioni · 416 parole · 4 min
Esempio numerico
Il conto corrente vuoto
Una tipografia vanta 3.660 € verso un cliente, di cui 660 € di IVA. Ottiene un titolo e pignora presso la banca il conto del debitore. Il verbale dell'ufficiale giudiziario attesta che presso il terzo pignorato non ci sono crediti da pignorare: l'esecuzione è infruttuosa per il comma 12, lettera a). Dalla data del verbale la tipografia può emettere la nota di credito per 660 € di imposta.
Esempio numerico
Un riparto a due anni di distanza
Un fornitore ha stornato 2.200 € di IVA su un credito di 12.200 € verso un cliente in liquidazione coatta. Due anni dopo il commissario gli paga un riparto di 2.440 €. Scorporo: 2.440 ÷ 1,22 = 2.000 € di imponibile e 440 € di imposta. Il fornitore emette una variazione in aumento per 440 € di IVA e la versa con la liquidazione.
Caso pratico
Il concordato del cliente di Roberto
A febbraio 2026 Roberto consegna a un cliente materiali per 5.000 € più IVA al 22 %, fattura e registra l'operazione; il cliente detrae per intero l'imposta. Il cliente non paga e il 15 giugno 2026 il tribunale emette il decreto di ammissione al concordato preventivo, su una domanda presentata ad aprile. A settembre 2027 Roberto riceve dalla procedura un pagamento di 1.830 € a saldo parziale del credito. Da quale data può emettere la nota di credito e per quanta imposta? Il cliente deve registrare la variazione? Che cosa deve fare Roberto a settembre 2027, e per quanta imposta?
Suggerimento: Cercate nel comma 10-bis la data che conta per il concordato, poi calcolate l'IVA della fattura. Per l'incasso parziale, scorporate l'imposta con l'aliquota ordinaria.
Mostra la soluzione
Per il concordato preventivo il debitore si considera assoggettato dalla data del decreto di ammissione, il 15 giugno 2026, non da quella della domanda di aprile; la procedura è avviata dopo il 26 maggio 2021, quindi vale il testo attuale. Imposta della fattura: 5.000 × 22 % = 1.100 €; la nota di credito, emessa dal 15 giugno 2026, recupera 1.100 €. Il cliente non registra la variazione: il comma 5 esclude l'obbligo per le procedure concorsuali della lettera a). Il pagamento di settembre 2027 fa scattare il comma 5-bis: scorporo 1.830 ÷ 1,22 = 1.500 € di imponibile e 330 € di imposta. Roberto emette una variazione in aumento per 330 € di IVA e la versa con la liquidazione.
Risposta: Nota dal 15 giugno 2026 per 1.100 €; il cliente non la registra; a settembre 2027 variazione in aumento per 330 €
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