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Più violazioni, l'atto di contestazione e la definizione agevolata
Gli esempi numerici del modulo, poi casi da risolvere prima di scoprirne la soluzione · 4 sezioni · 454 parole · 6 min
Esempio numerico
I due avvisi di Marta
Sanzioni per infedele: 7.000 € nel primo anno, 4.200 € nel secondo. Stesso tributo, due periodi. Base minima: 7.000 € aumentata della metà = 10.500 €; aumento minimo di un quarto: 10.500 × 1,25 = 13.125 €. La somma delle due sanzioni è 11.200 €: il comma 7 impedisce di superarla. La sanzione unica non può eccedere 11.200 €.
Caso pratico
Definire o contestare
Una SRL riceve un avviso di accertamento con una sanzione per dichiarazione infedele di 9.000 €. L'amministratore ritiene fondata la pretesa e vuole chiudere al minor costo, senza ricorso. Quanto deve pagare di sanzione se definisce entro il termine, e che cosa perde se lascia scadere quel termine?
Suggerimento: L'articolo 17 del decreto 472 richiama la stessa frazione dell'articolo 16.
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La sanzione è irrogata con l'avviso, quindi vale l'articolo 17: la definizione agevolata costa un terzo della sanzione irrogata, entro il termine per il ricorso. 9.000 / 3 = 3.000 €, purché non sotto un terzo dei minimi edittali, qui rispettato perché la sanzione irrogata è già la misura del 70 %. Lasciando scadere il termine, l'avviso diventa definitivo e la sanzione resta di 9.000 €.
Risposta: 3.000 € di sanzione; oltre il termine resta dovuta per intero, 9.000 €.
Caso pratico
Due tributi nello stesso anno
Un controllo su un solo anno rileva, per lo stesso errore di fatturazione, una sanzione di 5.000 € ai fini IVA e una di 3.000 € ai fini IRES. L'ufficio applica il cumulo giuridico nella misura minima. Qual è la sanzione unica, e rispetta il tetto?
Suggerimento: Più tributi, stesso periodo: prima l'incremento di un quinto, poi l'aumento minimo di un quarto.
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La sanzione più grave è 5.000 €. Trattandosi di più tributi, si incrementa di un quinto: 5.000 × 1,2 = 6.000 €. Si applica poi l'aumento minimo di un quarto: 6.000 × 1,25 = 7.500 €. La somma delle due sanzioni è 8.000 €, superiore a 7.500 €: il tetto del comma 7 è rispettato e la sanzione unica minima è 7.500 €.
Risposta: 7.500 €, sotto il tetto di 8.000 €.
Caso pratico
Una definizione da rateizzare
Una società riceve un atto di contestazione con sanzioni per 180.000 € e decide di definirle entro il termine del ricorso. Quanto deve pagare, in quante rate trimestrali al massimo, e quale importo ha ciascuna rata, esclusi gli interessi?
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La definizione agevolata costa un terzo della sanzione indicata: 180.000 / 3 = 60.000 €. Le somme dovute superano 50.000 €, quindi l'articolo 16 consente fino a sedici rate trimestrali di pari importo: 60.000 / 16 = 3.750 € per rata. La prima si versa entro il termine del ricorso; sulle successive si aggiungono gli interessi.
Risposta: 60.000 € in un massimo di 16 rate da 3.750 €, più interessi.
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