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Il quadro RW: chi lo compila, che cosa si dichiara e quando si è esonerati

La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 46 sezioni · 2013 parole · 11 min

Sara vive a Torino e da due anni lavora da remoto per un'azienda di Monaco di Baviera. Lo stipendio arriva su un conto tedesco che nell'anno ha toccato al massimo 13.500 €, con una giacenza media di 6.200 €. Il suo commercialista le chiede se ha compilato il quadro RW. Sara non sa nemmeno che cosa sia, e pensava che un conto sotto i 15.000 € fosse comunque fuori da ogni obbligo.

Cosa saprai fare

  • Capire a che cosa serve il quadro RW e perché si chiama monitoraggio fiscale
  • Riconoscere chi deve compilarlo e quali beni esteri vi rientrano
  • Applicare l'esonero dei conti esteri che non superano 15.000 euro e il suo limite
  • Scegliere tra il quadro RW del modello Redditi e il quadro W del 730
  • Convertire in euro i valori espressi in valuta e rispettare le scadenze della dichiarazione

Due funzioni nello stesso quadro

Il quadro RW del modello Redditi Persone fisiche ha un nome tecnico lungo: investimenti e attività finanziarie all'estero, monitoraggio, IVIE e IVAFE. Dietro il titolo ci sono due compiti diversi che conviene tenere separati fin dall'inizio, perché un contribuente può avere l'uno senza l'altro.

Il primo compito è informativo. Il fisco vuole sapere quali patrimoni detiene all'estero chi risiede in Italia, anche quando quei patrimoni non producono alcun reddito nell'anno. È questo il monitoraggio fiscale previsto dall'articolo 4 del decreto legge n. 167 del 1990, che le schede dell'Agenzia su IVIE e IVAFE richiamano espressamente.

Il secondo compito è impositivo. Nello stesso quadro si calcolano due imposte patrimoniali sui beni esteri: l'IVIE, sul valore degli immobili situati all'estero, e l'IVAFE, sul valore dei prodotti finanziari, dei conti correnti e dei libretti di risparmio detenuti fuori dall'Italia. Il quadro serve anche per l'imposta sul valore delle cripto-attività.

Tenere distinte le due funzioni evita l'errore più diffuso: credere che, se non c'è imposta da pagare, non ci sia nulla da dichiarare. Il monitoraggio può essere dovuto con imposta zero, e l'imposta può essere dovuta anche quando il monitoraggio, per un certo bene, è escluso. Il caso di Sara lo mostrerà.

Definizione

Monitoraggio fiscale — L'obbligo di indicare nella dichiarazione dei redditi gli investimenti all'estero e le attività estere di natura finanziaria detenuti da chi risiede in Italia. Serve a rendere visibile il patrimonio estero, a prescindere dal fatto che quel patrimonio abbia prodotto redditi nell'anno.

Chi deve compilare il quadro RW

Le istruzioni del modello Redditi 2026, riprese nella pagina dell'Agenzia dedicata al quadro, individuano per prime le persone fisiche residenti in Italia che detengono investimenti all'estero e attività estere di natura finanziaria. Conta la residenza fiscale, non la cittadinanza: un cittadino straniero residente in Italia rientra, un italiano residente all'estero no.

Il titolo della detenzione è ampio. Rientrano i beni posseduti a titolo di proprietà o di altro diritto reale, indipendentemente dalle modalità con cui sono stati acquisiti. Un appartamento ereditato, un conto aperto durante un periodo di lavoro all'estero, un pacchetto di azioni ricevuto in donazione: il modo in cui il bene è arrivato non cambia l'obbligo.

Dal 2020 l'obbligo non riguarda solo le persone fisiche. Le schede dell'Agenzia su IVIE e IVAFE indicano come soggetti passivi anche gli enti non commerciali e le società semplici residenti, tenuti agli obblighi del monitoraggio fiscale; per l'IVIE la scheda aggiunge le società in nome collettivo e in accomandita semplice.

Questo corso segue il caso più frequente, quello della persona fisica. Chi gestisce una società semplice o un ente non commerciale trova nelle stesse schede le regole che lo riguardano, a partire dalla misura dell'IVAFE sui conti, che per i soggetti diversi dalle persone fisiche è diversa.

Che cosa si indica nel quadro

La nozione di investimento all'estero comprende anzitutto gli immobili: case, terreni, aree fabbricabili situati fuori dall'Italia. Per l'IVIE la scheda dell'Agenzia elenca chi deve l'imposta: proprietari, titolari di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi e superficie, concessionari di aree demaniali e locatari in locazione finanziaria.

Le attività estere di natura finanziaria comprendono i conti correnti e i libretti di risparmio aperti presso banche estere, le azioni, le obbligazioni, le quote di fondi e gli altri prodotti finanziari detenuti tramite intermediari esteri. Sono i beni su cui si calcola l'IVAFE, quando dovuta.

Le cripto-attività hanno una menzione propria. Rientrano nel quadro anche quando sono custodite in un portafoglio o in un conto digitale, o comunque conservate con altri sistemi, e il quadro serve pure a liquidare l'imposta sul loro valore. La tassazione dei guadagni sulle cripto-attività è un tema a parte, che qui non si affronta.

  • Immobili situati all'estero, a qualsiasi uso destinati, compresi terreni e aree fabbricabili
  • Conti correnti e libretti di risparmio presso banche estere
  • Azioni, obbligazioni, quote di fondi e altri prodotti finanziari detenuti all'estero
  • Cripto-attività in portafogli, conti digitali o altri sistemi di conservazione
  • Diritti reali sugli stessi beni, come usufrutto o nuda proprietà

Un bene estero va indicato anche quando nell'anno non ha prodotto nulla. Una casa al mare in Croazia usata solo d'estate, senza affitti, non genera redditi da dichiarare altrove, ma entra comunque nel quadro RW, dove si calcola l'IVIE e si assolve il monitoraggio.

L'esonero dei conti fino a 15.000 euro

Esiste un esonero dal monitoraggio pensato per i piccoli conti. Secondo le istruzioni riportate dall'Agenzia, l'obbligo non sussiste per i depositi e i conti correnti bancari costituiti all'estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel corso del periodo d'imposta non sia superiore a 15.000 euro, come previsto dall'articolo 2 della legge n. 186 del 2014.

Cifre chiave

Valore massimo complessivo dei conti esteri sotto il quale non c'è monitoraggio
15.000 €
Giacenza media annua oltre la quale l'IVAFE sui conti è dovuta
5.000 €
IVAFE fissa per ciascun conto o libretto di una persona fisica
34,20 €

Tre parole della regola vanno lette con attenzione. Valore massimo significa il picco raggiunto nell'anno, non il saldo al 31 dicembre né la media. Complessivo significa che si sommano tutti i depositi e conti esteri. Depositi e conti correnti bancari significa che titoli, immobili e cripto-attività non beneficiano di questo esonero.

Poi c'è la frase che chiude la regola, ed è quella che Sara non conosceva: resta fermo l'obbligo di compilazione del quadro laddove sia dovuta l'IVAFE. L'esonero riguarda il monitoraggio, non l'imposta. Se il conto genera IVAFE, il quadro si compila comunque, anche sotto i 15.000 euro.

Per i conti correnti delle persone fisiche l'IVAFE ha una misura fissa di 34,20 euro per ciascun conto o libretto, e non è dovuta quando la giacenza media annua risultante dagli estratti conto non supera 5.000 euro. I due controlli usano dunque grandezze diverse: il picco per il monitoraggio, la media per l'imposta.

Tabella di sintesi

Situazione del conto esteroMonitoraggioIVAFEQuadro RW
Picco fino a 15.000 €, giacenza media fino a 5.000 €EsclusoNon dovutaNon serve per questo conto
Picco fino a 15.000 €, giacenza media oltre 5.000 €Escluso34,20 € per contoDa compilare per l'IVAFE
Picco oltre 15.000 €, giacenza media fino a 5.000 €DovutoNon dovutaDa compilare per il monitoraggio
Picco oltre 15.000 €, giacenza media oltre 5.000 €Dovuto34,20 € per contoDa compilare per entrambi

Per la giacenza media la scheda IVAFE precisa due dettagli pratici. Si considerano tutti i conti o libretti detenuti presso lo stesso intermediario, senza badare al periodo in cui il rapporto è rimasto aperto nell'anno. Per i conti cointestati, ciascun titolare considera gli importi a lui riferibili pro quota.

Quadro RW o quadro W del 730

Avere beni all'estero non obbliga, di per sé, a presentare il modello Redditi. La pagina dell'Agenzia sul quadro W spiega che il modello 730 può essere utilizzato per comunicare gli investimenti e le attività estere e per determinare IVAFE, IVIE e imposta sulle cripto-attività.

Il quadro W del 730 ha la stessa funzione del quadro RW. Le istruzioni del 730 rinviano espressamente a quelle del quadro RW del modello Redditi per i dati da inserire. Cambia il contenitore, non la sostanza: stessi beni, stesso esonero dei piccoli conti, stesse imposte.

Il quadro W contiene anche le sezioni per i versamenti e i residui: il rigo W6 per l'IVAFE e il rigo W7 per l'IVIE, dove si riportano l'eventuale eccedenza della dichiarazione precedente, quella compensata con l'F24 e gli acconti versati con i codici tributo dedicati. Il secondo modulo del corso torna su questi codici.

La scelta tra i due modelli dipende quindi dalla situazione complessiva del contribuente, non più dalla sola presenza di beni esteri. Un lavoratore dipendente che ha anche un conto estero può restare nel 730; chi per altri motivi presenta il modello Redditi compila lì il quadro RW, senza duplicarlo nel 730.

Valori in valuta e scadenze

Molti beni esteri sono espressi in una valuta diversa dall'euro: un conto in franchi svizzeri, azioni quotate in dollari, un immobile acquistato in sterline. La scheda IVIE ricorda che dal periodo d'imposta 2013 un provvedimento del Direttore dell'Agenzia del 18 dicembre 2013 stabilisce la regola generale per la conversione.

Il controvalore in euro di tutti i dati del quadro si calcola sulla base dei cambi mensili indicati nel provvedimento che l'Agenzia emana ogni anno per individuare i cambi ai fini delle imposte sui redditi. Non si usa il cambio della propria banca né quello del giorno in cui si compila la dichiarazione.

Il quadro RW segue le scadenze del modello Redditi. Per il 2026, relativo all'anno d'imposta 2025, l'Agenzia indica la presentazione telematica tra il 15 aprile e il 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre cade di sabato. La forma cartacea, dove ammessa, si presenta agli uffici postali tra il 15 aprile e il 30 giugno 2026.

Cifre chiave

Ultimo giorno per l'invio telematico del modello Redditi PF 2026
2 novembre 2026
Ultimo giorno per la presentazione cartacea agli uffici postali
30 giugno 2026
Legge che ha introdotto l'esonero dei piccoli conti esteri
Legge n. 186/2014, art. 2

Il termine della dichiarazione non coincide con quello dei versamenti. IVIE e IVAFE si pagano con le regole dell'Irpef, quindi con saldo e acconti alle scadenze di giugno e novembre. Chi aspetta l'autunno per compilare il quadro rischia di scoprire troppo tardi un'imposta che andava versata a giugno.

Preparare i documenti prima di compilare

Il quadro RW si compila bene solo con i documenti giusti sul tavolo. Per ogni conto estero servono gli estratti conto dell'intero anno: da lì si ricavano sia il valore massimo raggiunto, che decide il monitoraggio, sia la giacenza media, che decide l'IVAFE. Un solo estratto di fine anno non basta.

Per i titoli servono i rendiconti dell'intermediario estero con il valore di mercato al 31 dicembre o alla data di vendita. Per gli immobili serve il documento che riporta il valore catastale locale, oppure l'atto di acquisto. Chi possiede un bene in comproprietà deve conoscere con precisione la propria quota.

  • Estratti conto di tutto l'anno per ogni conto o libretto estero
  • Rendiconti dei titoli con il valore al 31 dicembre o alla data di cessione
  • Documento del valore catastale locale o atto di acquisto dell'immobile
  • Date di acquisto e di vendita, per contare mesi e giorni di detenzione
  • Ricevute delle eventuali imposte patrimoniali pagate all'estero

Conviene preparare questo fascicolo ogni primavera, anche quando si pensa di essere esonerati. È proprio con gli estratti conto alla mano che si scopre se un conto piccolo ha superato per qualche giorno il picco di 15.000 euro, o se la sua media ha oltrepassato i 5.000 euro.

Errori da evitare

  • Credere che un conto estero sotto 15.000 euro non vada mai dichiarato: l'esonero riguarda solo il monitoraggio, e se l'IVAFE è dovuta il quadro si compila.
  • Misurare la soglia dei 15.000 euro sul saldo al 31 dicembre: conta il valore massimo raggiunto nell'anno, sommando tutti i conti esteri.
  • Estendere l'esonero dei piccoli conti a titoli, immobili o cripto-attività: vale solo per depositi e conti correnti bancari.
  • Omettere un immobile estero perché non ha prodotto redditi: entra nel quadro per il monitoraggio e per l'IVIE anche se è rimasto vuoto.
  • Convertire i valori in valuta con il cambio della propria banca invece che con i cambi mensili del provvedimento dell'Agenzia.
  • Presentare il modello Redditi solo per il quadro RW quando il 730, con il quadro W, sarebbe bastato.

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