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Gli adempimenti: modello EAS, contabilità separata e dichiarazione Redditi ENC
Gli esempi numerici del modulo, poi casi da risolvere prima di scoprirne la soluzione · 6 sezioni · 426 parole · 6 min
Esempio numerico
Un EAS tardivo ma salvato
Un'associazione costituita il 10 gennaio avrebbe dovuto inviare il modello entro i 60 giorni. Se ne accorge a giugno, senza aver ricevuto alcun controllo e avendo uno statuto conforme. Invia il modello prima della scadenza della sua prima dichiarazione e versa la sanzione minima di 250 euro, senza compensarla con crediti.
Esempio numerico
Quando il rimedio non è più possibile
Un'altra associazione riceve a maggio una convocazione dall'ufficio per un controllo, e solo allora si accorge di non aver mai inviato il modello EAS. Il controllo è ormai iniziato e l'ente ne ha avuto formale conoscenza: la remissione in bonis non è più disponibile, anche se è pronta a versare la sanzione.
Esempio numerico
Un cambio che richiede un secondo invio
Un circolo modifica lo statuto a settembre 2026 per aggiungere un'attività e cambiare la sede. Sono variazioni di dati già comunicati: il modello va ripresentato entro il 31 marzo 2027. Se invece l'ente perdesse un requisito qualificante, come la clausola sul divieto di distribuire avanzi, avrebbe solo 60 giorni.
Esempio numerico
L'affitto della sede diviso in proporzione
Un'associazione incassa in un anno 60.000 euro, di cui 15.000 dall'attività commerciale. Il rapporto è 15.000 su 60.000, cioè il 25 per cento. La sede costa 8.000 euro di affitto: nel reddito d'impresa se ne deducono 2.000. Per un immobile di proprietà si usa la rendita catastale con lo stesso rapporto.
Esempio numerico
Dall'insieme dei redditi all'IRES
Un'associazione con contabilità separata chiude l'anno con 10.000 euro di reddito d'impresa dal bar e possiede un piccolo terreno che le dà 2.000 euro di reddito fondiario. Le quote restano fuori. Il reddito complessivo è di 12.000 euro; all'aliquota ordinaria del 24 per cento l'IRES è di 2.880 euro.
Caso pratico
Il circolo che ripartisce le utenze
Un circolo culturale, non iscritto al Terzo settore, ha un bar aperto al pubblico con contabilità separata. Nell'anno incassa 90.000 euro in tutto, di cui 36.000 dal bar. Le bollette di luce e gas della sede, usata per le attività istituzionali e per il bar, ammontano a 5.000 euro. Quanta parte delle bollette entra tra i costi del reddito d'impresa, e quale modulo dichiarativo usa il circolo?
Suggerimento: Calcolate il rapporto tra i proventi commerciali e il totale dei proventi, poi applicatelo alle spese promiscue.
Mostra la soluzione
Il rapporto è 36.000 su 90.000, cioè il 40 per cento. Delle bollette promiscue se ne deducono quindi 5.000 × 40 % = 2.000 euro. Il circolo è un ente non commerciale residente: presenta il modello Redditi ENC, entro il 2 novembre 2026 per il periodo d'imposta 2025.
Risposta: 2.000 euro, con il modello Redditi ENC
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