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Gli adempimenti: modello EAS, contabilità separata e dichiarazione Redditi ENC
La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 41 sezioni · 1722 parole · 10 min
Un circolo ricreativo nato a febbraio a Perugia non invia il modello EAS entro i 60 giorni. Il suo presidente scopre a ottobre che, senza quella comunicazione, le quote dei 200 soci rischiano di perdere il loro trattamento di favore. Può ancora rimediare prima della dichiarazione, versando una sanzione minima di 250 €.
Cosa saprai fare
- Sapere a che cosa serve il modello EAS e chi ne è esonerato
- Rispettare i termini di invio, di variazione e di perdita dei requisiti
- Usare la remissione in bonis quando il termine è stato mancato
- Tenere la contabilità separata e ripartire i costi promiscui
- Presentare il modello Redditi ENC nei termini del 2026
Il modello EAS: la comunicazione che protegge le quote
Il trattamento favorevole delle quote e di certi corrispettivi non è automatico. La scheda dell'Agenzia sul modello EAS spiega che, per non tassare quote, contributi associativi e, per determinate attività, i corrispettivi percepiti, gli enti associativi privati devono trasmettere in via telematica i dati rilevanti ai fini fiscali.
Il modello si chiama EAS, enti associativi, e nasce dall'articolo 30 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185. È una comunicazione, non una dichiarazione dei redditi: descrive l'ente, la sua struttura e le sue attività, e permette all'Agenzia di sapere chi pretende le agevolazioni riservate alle associazioni.
La conseguenza pratica è diretta. Senza il modello EAS, le quote dei soci e i corrispettivi che il comma 3 dell'articolo 148 tiene fuori dal reddito perdono quella protezione, anche se lo statuto contiene tutte le clausole richieste. Per un'associazione piccola, che vive di quote, è l'adempimento che conta più di tutti.
Gli enti del Terzo settore non compilano e non inviano il modello EAS. L'Agenzia richiama l'esenzione specifica del Codice del Terzo settore, all'articolo 94, comma 4. Per loro l'obbligo del decreto del 2008 semplicemente non si applica. Questo corso si occupa delle associazioni che non sono enti del Terzo settore.
Chi è esonerato e chi usa la modalità semplificata
Oltre agli enti del Terzo settore, la scheda elenca altri soggetti esonerati dalla comunicazione. Per alcuni l'esonero dipende da una condizione precisa, come l'assenza di attività commerciale: vale la pena leggere l'elenco con attenzione prima di concludere di non dover inviare nulla.
- Enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del CONI che non svolgono attività commerciale
- Pro-loco che hanno optato per il regime agevolativo della legge 398/1991, con proventi dell'anno precedente inferiori a 250.000 euro
- Organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali che svolgono solo attività commerciali marginali
- Patronati che non svolgono al posto dei sindacati promotori le loro attività istituzionali
- Onlus del decreto legislativo 460 del 1997
- Enti con una disciplina fiscale specifica, come i fondi pensione
Cifre chiave
- Proventi dell'anno precedente sotto i quali una pro-loco in regime 398/1991 è esonerata
- 250.000 €
- Termine per inviare il modello EAS, dalla costituzione dell'ente
- 60 giorni
Una seconda lista riguarda gli enti che presentano il modello con modalità semplificate. Vi figurano, tra gli altri, le associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI non esonerate, le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri della legge 383 del 2000, le organizzazioni di volontariato non esonerate e le associazioni con personalità giuridica.
La stessa lista comprende le associazioni religiose riconosciute, i movimenti e partiti politici in determinate condizioni, le associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel CNEL, l'ANCI, le associazioni riconosciute per la ricerca scientifica, quelle combattentistiche e d'arma e le federazioni sportive nazionali. Per tutti gli altri enti il modello va compilato per intero.
Come si trasmette il modello
Il modello EAS e le relative istruzioni si scaricano dalla sezione dedicata del sito dell'Agenzia, insieme al software di compilazione. La trasmissione è sempre telematica: con i servizi Fisconline o Entratel dell'ente, oppure tramite un intermediario abilitato a Entratel, che trasmette per conto dell'ente.
Per chi usa Fisconline esiste anche l'invio diretto. L'Agenzia lo descrive come un caricamento del file nella propria area riservata, senza installare il desktop telematico né configurare l'ambiente di sicurezza. Vale per persone fisiche e giuridiche; per un ente, l'invio può farlo anche un gestore o un operatore incaricato.
Il file può essere preparato con il software dell'Agenzia oppure con un programma di mercato, a condizione di passarlo prima nella procedura di controllo distribuita dall'Agenzia. Per una piccola associazione senza consulente, il percorso più semplice resta il software ufficiale seguito dall'invio diretto.
Tre scadenze e un rimedio
Il modello va inviato entro 60 giorni dalla costituzione dell'ente, direttamente con Fisconline o Entratel oppure tramite un intermediario abilitato. Non è un invio che si fa una volta per sempre: la scheda indica altri due momenti in cui l'ente deve tornare a comunicare.
Tabella di sintesi
| Evento | Termine |
|---|---|
| Costituzione dell'ente | Entro 60 giorni dalla costituzione |
| Variazione dei dati già comunicati | Entro il 31 marzo dell'anno successivo alla variazione |
| Perdita dei requisiti qualificanti | Entro 60 giorni, compilando la sezione «Perdita dei requisiti» |
Chi ha mancato il termine non ha necessariamente perso tutto. La scheda richiama il decreto-legge n. 16 del 2012, che consente di accedere ai regimi opzionali subordinati a una comunicazione preventiva anche se questa non è stata fatta in tempo, a condizioni precise.
- La violazione non deve essere già stata constatata, e non devono essere iniziati accessi, ispezioni o verifiche noti all'ente
- L'ente deve avere i requisiti sostanziali alla data di scadenza ordinaria
- La comunicazione va fatta entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile
- Va versata contestualmente la sanzione minima di 250 euro, senza compensazione
Cifre chiave
- Sanzione minima da versare per la remissione in bonis
- 250 €
- Termine per comunicare la perdita dei requisiti
- 60 giorni
Contabilità separata e costi promiscui
Un ente non commerciale che svolge anche un'attività commerciale deve tenerla distinta dal resto. L'articolo 144, comma 2, nella versione applicabile al 2026, impone la contabilità separata per l'attività commerciale esercitata. Sono esonerati solo gli enti soggetti alla contabilità pubblica che rispettano le relative modalità.
Il comma 1 dello stesso articolo spiega come si determinano i redditi: ciascuna categoria separatamente, sommando il risultato di tutte le fonti che vi rientrano, con le regole generali del testo unico. Il reddito d'impresa dell'associazione si calcola quindi come quello di un'impresa, ma solo per la parte commerciale.
Il problema pratico sono le spese comuni: l'affitto della sede, le utenze, il telefono usati sia per l'attività istituzionale sia per quella commerciale. Il comma 4 le rende deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra i ricavi e proventi commerciali e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi dell'ente.
La dichiarazione Redditi ENC e l'imposta
La dichiarazione dei redditi dell'ente si presenta con il modello Redditi ENC, Enti non commerciali ed equiparati. La scheda dell'Agenzia indica i soggetti tenuti: gli enti non commerciali residenti, le Onlus diverse dalle cooperative, le società ed enti non commerciali non residenti con redditi prodotti in Italia e alcuni curatori di eredità giacenti.
Per gli enti non residenti l'obbligo scatta quando nell'anno hanno prodotto in Italia determinati redditi: redditi d'impresa tramite una stabile organizzazione, redditi fondiari di fabbricati e terreni, redditi di capitale, redditi diversi, redditi di lavoro autonomo per attività svolte in Italia e redditi di partecipazione in società di persone o in società di capitali trasparenti.
Il modello 2026 e le sue istruzioni sono stati approvati con provvedimento del 27 febbraio 2026, che ne ha fissato anche le specifiche tecniche per la trasmissione telematica. La parte generale delle istruzioni è comune ai modelli Redditi SC, SP ed ENC: chi conosce la dichiarazione di una società vi ritrova la stessa struttura.
Il termine segue la regola generale: dal 15 aprile dell'anno successivo, se il periodo d'imposta coincide con l'anno solare, ed entro l'ultimo giorno del decimo mese dopo la chiusura del periodo. Per il 2025 la scadenza cade il 2 novembre 2026, perché il 31 ottobre 2026 è un sabato.
La dichiarazione si compila con il software RedditiOnLine ENC e si invia per via telematica, direttamente o tramite un intermediario abilitato. La scheda elenca tra chi invia direttamente gli enti tenuti anche alla dichiarazione IVA, a quella dei sostituti d'imposta o a quella IRAP, oltre agli intermediari abilitati.
Sul reddito complessivo l'ente paga l'IRES. L'aliquota ordinaria è la stessa che si applica alle società, calcolata dal calcolatore IRES del sito. Alcune categorie di enti possono godere di riduzioni previste da altre norme, che questo corso non tratta: prima di applicarle serve una verifica puntuale.
Il calcolo parte sempre dalle categorie di reddito, mai dal totale delle entrate. Un'associazione con 100.000 euro di incassi, quasi tutti quote e raccolte occasionali, può avere un reddito complessivo minimo; una con meno incassi ma un'attività commerciale redditizia può pagare di più. Il rendiconto annuale aiuta a ricostruire questa distinzione.
Cifre chiave
- Aliquota ordinaria IRES
- 24 %
- Scadenza del Redditi ENC per il periodo d'imposta 2025, coincidente con l'anno solare
- 2 novembre 2026
Se l'attività commerciale richiede la partita IVA, l'ente la gestisce come qualsiasi operatore per la sola parte commerciale: fatture, liquidazioni periodiche, dichiarazione IVA annuale. Il trattamento IVA delle quote e delle attività istituzionali segue invece le regole del decreto IVA, che questo corso non esamina.
Il calendario di un'associazione
Messe in fila, le scadenze viste in questo modulo formano un calendario semplice. Conviene fissarle nel verbale della prima assemblea e ricordarle a ogni rinnovo del consiglio direttivo, perché sono proprio i passaggi di consegne tra tesorieri a far dimenticare una comunicazione.
Tabella di sintesi
| Momento | Adempimento | Fonte |
|---|---|---|
| Entro 60 giorni dalla costituzione | Invio del modello EAS | Scheda EAS dell'Agenzia |
| Ogni anno | Rendiconto economico e finanziario approvato dall'assemblea | TUIR, art. 148, comma 8 |
| Entro il 31 marzo dopo una variazione | Nuovo invio del modello EAS | Scheda EAS dell'Agenzia |
| Entro 60 giorni dalla perdita di un requisito | EAS con la sezione «Perdita dei requisiti» | Scheda EAS dell'Agenzia |
| Dal 15 aprile al 2 novembre 2026 | Redditi ENC per il periodo d'imposta 2025 | Scheda Redditi ENC 2026 |
| Entro 60 giorni dall'inizio del periodo in cui si perde la qualifica | Iscrizione di tutti i beni nell'inventario | TUIR, art. 149, comma 3 |
Errori da evitare
- Non inviare il modello EAS pensando che uno statuto registrato basti a proteggere le quote.
- Confondere l'esonero dei dilettantistici iscritti al CONI senza attività commerciale con quello di tutte le sportive.
- Dimenticare di ripresentare il modello entro il 31 marzo dopo una variazione dei dati.
- Compensare con crediti d'imposta la sanzione di 250 euro della remissione in bonis.
- Tenere un'unica contabilità mista per attività istituzionale e commerciale.
- Dedurre per intero dal reddito d'impresa l'affitto di una sede usata anche per l'attività istituzionale.
Contenuto didattico, aggiornato alle fonti citate. Non sostituisce una consulenza adatta alla tua situazione. Questi corsi non sono certificanti né finanziabili: non preparano ad alcuna certificazione iscritta in un registro ufficiale.