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Attività istituzionale o commerciale: come il fisco legge un'associazione
Gli esempi numerici del modulo, poi casi da risolvere prima di scoprirne la soluzione · 4 sezioni · 330 parole · 4 min
Esempio numerico
Le castagne di ottobre
Per la giornata mondiale che sostiene da anni, un'associazione allestisce un banco in piazza e offre sacchetti di castagne a chi fa una donazione. Raccoglie 1.800 euro. È una raccolta pubblica occasionale, legata a una ricorrenza e a una campagna di sensibilizzazione: quei fondi non concorrono al reddito dell'ente.
Esempio numerico
Le tre entrate dell'associazione di Lecce
Le quote annuali dei 150 soci, 6.000 euro, restano fuori dal reddito. I 2.700 euro del corso di fotografia sono corrispettivi specifici: commerciali, a meno che l'associazione possa invocare la deroga del comma 3, oggi incerta per le culturali. Le bibite vendute a chiunque alla sagra non sono attività verso i soci: sono commerciali.
Esempio numerico
Un circolo che scivola verso il commercio
Un circolo ricreativo incassa 20.000 euro di quote e contributi e ricava 70.000 euro dal bar aperto al pubblico, che ha anche assorbito quasi tutti gli investimenti in arredi e attrezzature. Ricavi e immobilizzazioni commerciali prevalgono per l'intero anno: l'ente rischia di perdere la qualifica e di essere trattato come un'impresa.
Caso pratico
Tre entrate di un'associazione sportiva dilettantistica
Un'associazione sportiva dilettantistica con statuto registrato e conforme al comma 8 incassa nell'anno 12.000 euro di quote annuali uguali per tutti, 8.000 euro dai soci per i corsi di nuoto che organizza in attuazione dei fini statutari, e 3.000 euro dalla cena sociale aperta anche ai non soci. Quali di queste entrate sono commerciali?
Suggerimento: Partite dal comma 1 per le quote, applicate il comma 3 ai corsi resi ai soci e controllate l'elenco del comma 4 per la cena.
Mostra la soluzione
Le quote annuali non concorrono al reddito (comma 1). I corsi di nuoto pagati dai soci sono corrispettivi specifici, ma le associazioni sportive dilettantistiche restano nell'elenco del comma 3: se svolti in diretta attuazione degli scopi istituzionali verso i soci, non sono commerciali. La cena è somministrazione di pasti, che il comma 4 esclude sempre dalla deroga, ed è aperta anche ai terzi: quei 3.000 euro sono commerciali.
Risposta: Solo la cena sociale, 3.000 euro
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