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Interessi, versamento con l'F24 e casi particolari
La spiegazione, nell’ordine in cui va letta · 39 sezioni · 1737 parole · 10 min
Giulia, grafica a Bologna, aveva saltato un versamento di 5.000 € a fine novembre 2025 e lo regolarizza a febbraio 2026. Il conto degli interessi non è un numero solo: quaranta giorni di ritardo cadono nel 2025 al 2 per cento, cinquanta nel 2026 all'1,6. Fanno 21,92 € in tutto, da scrivere nel modello F24 su una riga diversa da quella dell'imposta.
Cosa saprai fare
- Calcolare gli interessi con la formula indicata dall'Agenzia delle Entrate
- Spezzare gli interessi per anno solare quando il ritardo attraversa il 31 dicembre
- Scegliere tra F24 ordinario e F24 con elementi identificativi, e il canale di pagamento
- Compilare imposta, sanzione e interessi evitando gli errori più frequenti
- Usare il ravvedimento parziale quando non si può pagare tutto in una volta
Gli interessi: una formula sola
La scheda dell'Agenzia dà la formula per intero: imposta da versare, moltiplicata per il tasso legale d'interesse, moltiplicata per i giorni di ritardo, divisa per 36.500. Il divisore riunisce due operazioni, il cento che trasforma il tasso in percentuale e i 365 giorni dell'anno. Sono interessi semplici, calcolati sulla sola imposta.
Gli interessi decorrono dal giorno in cui il versamento avrebbe dovuto essere effettuato fino a quello in cui viene davvero eseguito. Non si calcolano sulla sanzione e non subiscono riduzioni: il ravvedimento abbatte la sanzione, non il costo del tempo. Il tasso è quello dell'articolo 1284 del Codice civile, fissato ogni anno.
Cifre chiave
- Tasso degli interessi legali dal 1° gennaio 2026
- 1,6 %
- Tasso degli interessi legali nel 2025
- 2 %
- Tasso degli interessi legali nel 2024
- 2,5 %
- Divisore della formula degli interessi
- 36500 (100 × 365 giorni)
Il tasso cambia ogni anno, a volte molto: la stessa scheda riporta lo 0,01 per cento del 2021 e il 5 per cento del 2023. Il tasso da usare non è quindi quello del giorno in cui si paga, ma quello di ciascun anno in cui il ritardo è maturato. Un errore di anno può moltiplicare gli interessi.
Contare i giorni è il passaggio in cui si sbaglia più spesso. Il ritardo va dalla scadenza al giorno in cui si paga davvero, non a quello in cui si prepara il modello. Chi fa il calcolo il lunedì e paga il giovedì deve rifarlo, perché cambiano gli interessi e, a volte, anche la fascia della sanzione.
Un ritardo a cavallo di due anni
Quando la scadenza cade in un anno e il pagamento nell'anno seguente, gli interessi si calcolano in due tronconi: i giorni del primo anno al tasso di quell'anno, i giorni del secondo al nuovo tasso. I due importi si sommano. Il calcolatore di ActioFin, che conosce solo il tasso del 2026, non accetta questi casi e invita a spezzarli.
La sanzione, invece, non si spezza. Si guarda al ritardo complessivo, novanta giorni nel caso di Giulia: sanzione di base del 12,5 %, cioè 625,00 €, ridotta a un nono perché il pagamento arriva tra il trentunesimo e il novantesimo giorno. Fanno 69,44 €, che si aggiungono all'imposta e agli interessi.
Quale modello F24 usare
Il ravvedimento si versa con lo stesso strumento dell'imposta dimenticata. La scheda dell'Agenzia indica il modello F24 per le imposte sui redditi e le relative imposte sostitutive, l'IVA, l'IRAP, l'imposta sugli intrattenimenti e l'imposta di registro sugli atti diversi dalle locazioni, sempre insieme a sanzioni e interessi.
Per tributi, sanzioni e interessi legati alla registrazione dei contratti di locazione e di affitto di immobili serve invece l'F24 Elide, il modello con gli elementi identificativi. Lo stesso modello si usa per l'imposta ipotecaria, le tasse ipotecarie e il bollo dovuti per i servizi dei registri immobiliari e per il rilascio di certificati e copie.
Nel modello ogni somma va sulla sua riga. L'imposta mantiene il proprio codice tributo, mentre per gli interessi e per le sanzioni esistono codici appositi, che l'Agenzia raccoglie in un elenco completo. Fa eccezione il sostituto d'imposta che regolarizza una ritenuta: gli interessi si sommano al tributo sulla stessa riga.
Come si paga: canali e obblighi
Chi non ha partita IVA può scegliere. Può consegnare il modello cartaceo a uno sportello dell'agente della riscossione, a una banca o a un ufficio postale, e pagare in contanti, con assegni, con carta o addebitando il proprio conto; resta possibile anche la via telematica. Chi ha partita IVA deve invece presentare l'F24 esclusivamente con modalità telematiche.
La via telematica passa dai servizi F24 web e F24 online dell'Agenzia, con le credenziali Entratel o Fisconline, dall'home banking degli intermediari convenzionati, oppure da un intermediario abilitato. Chi usa in compensazione i crediti indicati dalla scheda, e chiunque presenti un F24 a saldo zero, deve passare dai servizi telematici dell'Agenzia stessa.
Gli importi si scrivono sempre con due decimali, anche quando sono zero: settanta euro diventano 70,00. Se il calcolo produce più decimali si arrotonda la seconda cifra, per eccesso se la terza è 5 o più e per difetto se è inferiore. È la regola che trasforma 1,9726 euro di interessi in 1,97.
Gli errori nel modello, e come correggerli
Secondo l'Agenzia gli errori più frequenti nella compilazione riguardano tre campi: il codice tributo, il periodo di riferimento e il codice fiscale. Per rimediare a un errore già trasmesso esiste il servizio Civis F24, che possono usare anche gli intermediari della riscossione per le deleghe presentate per conto dei propri clienti.
Il campo anno di riferimento precisa l'anno cui si riferisce il versamento, scritto con quattro cifre. Nel ravvedimento è facile confonderlo con l'anno in cui si paga: un'imposta relativa al 2025 regolarizzata nel 2026 resta riferita al 2025. È il dettaglio che più spesso fa finire un versamento corretto sul periodo sbagliato.
Un caso a parte è l'F24 a saldo zero dimenticato, quello in cui i crediti compensati pareggiano i debiti. Anche senza nulla da pagare, la sua omessa presentazione è sanzionata con 100 euro, ridotti a 50 se il ritardo non supera cinque giorni lavorativi. La violazione si regolarizza con il ravvedimento, presentando il modello omesso.
Cifre chiave
- Sanzione per l'F24 a saldo zero non presentato
- 100 €
- Sanzione se il ritardo non supera cinque giorni lavorativi
- 50 €
- Da versare con il ravvedimento entro novanta giorni dall'omissione
- 11,11 € (un nono di 100 €)
La scheda riporta le cifre già ridotte: 5,56 euro entro cinque giorni, un nono di 50; 11,11 euro entro novanta giorni; 12,50 euro entro un anno; 14,29 entro due anni; 16,67 oltre; 20 euro dopo un processo verbale. Si versano con il codice tributo 8911, insieme alla presentazione del modello mancante.
La sezione giusta, la riga giusta
Il modello F24 è diviso in sezioni, e un ravvedimento va nella sezione del tributo che regolarizza. IRPEF, IRES, IVA, ritenute e tasse erariali stanno nella sezione Erario; IRAP e addizionale regionale all'IRPEF nella sezione Regioni; i tributi comunali nella sezione IMU e altri tributi locali. Sanzione e interessi seguono il loro tributo nella stessa sezione.
Alcune sezioni chiedono un dato in più. Nella sezione Regioni va indicato il codice della regione a cui spetta il versamento; nella sezione dei tributi locali, il codice catastale del comune. Nella sezione del contribuente si riportano codice fiscale, dati anagrafici e domicilio fiscale, e il coobbligato quando il caso lo prevede.
Per le principali imposte da dichiarazione pagate in unica soluzione, la scheda chiede di scrivere 0101 nella colonna della rateazione. Se paga un erede, un genitore, un tutore o un curatore, la sezione del contribuente porta i dati della persona per cui si paga, e il codice fiscale di chi paga va nell'apposito spazio con il suo codice identificativo.
Tabella di sintesi
| Riga dell'F24 di Giulia | Che cosa contiene | Importo |
|---|---|---|
| Imposta | Il tributo non versato, con il suo codice e l'anno 2025 | 5.000,00 € |
| Sanzione | Un nono del 12,5 %, con il codice della sanzione da ravvedimento | 69,44 € |
| Interessi | I due tronconi 2025 e 2026 sommati, con il codice degli interessi | 21,92 € |
| Totale | La somma addebitata con un solo modello | 5.091,36 € |
Il modello di Giulia porta tre righe e un solo totale. Il codice tributo di ciascuna riga si legge nell'elenco dell'Agenzia, partendo dal codice dell'imposta originaria: il corso non li riproduce, perché cambiano da un tributo all'altro e un codice sbagliato manda il denaro sul conto di un'altra imposta.
Pagare a rate: il ravvedimento parziale
Chi non riesce a versare tutto in una volta può ravvedersi a pezzi. L'articolo 13-bis del decreto 472 del 1997 consente, per i soli tributi amministrati dall'Agenzia delle Entrate, di regolarizzare anche con un versamento frazionato di quanto dovuto, purché siano rispettati i tempi previsti per le singole riduzioni.
La riduzione si determina guardando al momento in cui la sanzione viene pagata. Si può definire la sanzione di ogni singolo versamento con la frazione valida alla sua data, oppure pagarla in un'unica soluzione con la riduzione individuata alla data in cui la si regolarizza. Ogni parte d'imposta porta i propri interessi fino al giorno del suo pagamento.
Una procedura in cinque passi
- accertare la data della violazione, per scegliere tra vecchio e nuovo regime
- contare i giorni di ritardo dalla scadenza al giorno in cui si pagherà
- fissare la sanzione di base e la frazione di riduzione, poi calcolare la sanzione ridotta
- calcolare gli interessi al tasso legale di ciascun anno interessato
- compilare l'F24 con imposta, sanzione e interessi su righe distinte, ciascuna con il suo codice
Il calcolatore del ravvedimento operoso di ActioFin esegue i passi dal secondo al quarto per un ritardo interamente compreso nel 2026, per un solo versamento omesso o tardivo e senza atti dell'amministrazione. Mostra la sanzione piena, la frazione applicata, la sanzione ridotta e gli interessi, con la formula di ciascuna riga.
Conservate la quietanza dell'F24 insieme al calcolo. Se l'Agenzia chiedesse conto del versamento, i due documenti mostrano che il ravvedimento è stato fatto per intero e con le misure del momento. Le regole qui descritte sono quelle lette sulle schede dell'Agenzia nel settembre 2026.
Errori da evitare
- Applicare il tasso legale dell'anno del pagamento a giorni di ritardo maturati nell'anno precedente.
- Calcolare gli interessi sulla sanzione, o ridurli con la stessa frazione della sanzione.
- Sommare imposta, sanzione e interessi su un'unica riga dell'F24 invece di usare i codici appositi.
- Presentare in banca un F24 cartaceo pur avendo partita IVA: per i titolari di partita IVA la via è solo telematica.
- Scrivere nel campo anno l'anno del pagamento invece dell'anno a cui il versamento si riferisce.
- Credere che un F24 a saldo zero non presentato non costi nulla: la sanzione esiste e si riduce con il ravvedimento.
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